mercoledì 23 gennaio 2019

Verso un Natale sulla graticola per Twitter Trump

La questione del “Russia-gate” si complica. Intanto l’ex Segretario di Stato Rex Tillerson dice che Trump non capiva niente di amministrazione.
-Sapeva solo sbraitare. «Dumb as a rock», “stupido come una pietra”, la definizione di Trump.
-Più sintentico Tillerson, con «Dummy», “Imbecille”

Vigilia di tante cose,
festività e rese dei conti

Verso un Natale sulla graticola per Twitter Trump
Quest’anno la Befana, con un bel sacco di carbone, alla Casa Bianca arriva prima. Qualcuno, forse, vuol far andare di traverso il pranzo di Natale al Presidente Trump, cominciando ad augurargli un “Merry Christmas” particolare. Tanto, per rigirarlo sulla graticola. La prima notizia riguarda il “Russia-gate”. Dunque, la bestia nera di Donald (il Procuratore della speciale commissione d’inchiesta, Robert Mueller) sarebbe venuto in possesso di un documento che proverebbe come Michael Cohen (ex avvocato di Trump) avrebbe aiutato “sostanzialmente” gli agenti di Putin a influenzare le elezioni presidenziali del 2016. Puro veleno, insomma, da mettere nella minestra di un eventuale “impeachment”. Un altro “memo”, sempre tirato fuori da Mueller, riguarderebbe invece le marachelle di Paul Manafort, lo stratega della campagna elettorale dell’attuale Presidente. Manafort ha collaborato con l’inchiesta, ma, secondo il Procuratore, a modo suo, mentendo quando gli capitava.

Cohen e Manafort rischio galera

Mueller non scherza: sta spennando i suoi polli per bene, mentre Trump rosola a fuoco lento. La prima botta è riservata a Cohen, accusato di evasione fiscale, di aver violato le norme sul finanziamento della campagna elettorale e di aver mentito al Congresso. Per ora Mueller, come uno scafato giocatore di poker, sta uscendo gli assi uno ad uno. I dettagli più rilevanti forniti da Cohen riguarderebbero l’organizzazione di un incontro tra “Individual 1” (Trump) e “Individual 2” (quasi sicuramente Putin) per far decollare la campagna repubblicana contro Hillary Clinton. Naturalmente, si è parlato anche della costruzione di una “Trump Tower” a Mosca. Dal canto suo, il dossier che accusa Manafort, invece, parla anche di un suo ruolo non proprio cristallino come “political consultant” in Ucraina. I prossimi giorni potrebbero riservarci clamorose sorprese. L’altra pessima sorpresa natalizia per Trump è stata infiocchettata dall’ex Segretario di Stato Rex Tillerson, silurato e affondato dalla Casa Bianca lo scorso marzo.

Tillerson, ex capo Exxon e Boy Scout

Parlando a Houston, in Texas, l’uomo che ha guidato la diplomazia Usa per qualche tempo è tornato a mettere sotto il miscroscopio il Presidente. Anzi, a dirla tutta, l’ha scorticato vivo, dichiarando che non c’era verso: più gli dicevi che una cosa era illegale e più lui la voleva fare. Il quadretto è completato da una serie di note biografiche e caratteriali non proprio entusiasmanti. “Trump è indisciplinato – ha detto Tillerson – non gli piace leggere, non consulta i reports che gli sottopongono i collaboratori e odia entrare nei dettagli. Quindi, alla fine di questa operazione di massima strafottenza tira una linea e dice: “Io la penso così”. E così si fa. Parlando del suo licenziamento, Rex Tillerson ne ha fatto notare i modi, grossolani. Trump ha semplicemente twittato che lui preferiva Mike Pompeo al Segretario in carica, definito “dumb as a rock”, “stupido come una pietra” e “scansafatiche”, L’unica cosa sui cui erano d’accordo era che… non erano d’accordo su niente.

Fino a quando, stanco di andare appresso a cotanto “principale”, Tillerson non ne ebbe abbastanza e lo definì pubblicamente “imbecille”. Opinione che non crediamo, da allora, sia cambiata molto.

Potrebbe piacerti anche