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giovedì 12 Dicembre 2019

Francia, la quasi rivoluzione di chi non sai, nuovi scontri agli Champs

Il giorno dei gilet gialli col supporto di altre rabbie organizzate spesso in violenze. 211 fermati. Lacrimogeni agli Champs Elysees. Bloccata la frontiera di Ventimiglia
-Polemiche per la foto degli studenti ammanettati dalla polizia. I parigini si barricano in casa, chiusi tutti i musei e sospesi i campionati in tutto il Paese.
-Bloccata l’A6 verso l’Italia e la E40 e la E17 al confine fra Francia e Belgio

Mosse da anti guerriglia

Francia, la quasi rivoluzione di chi non sai
E qualcuno già vede questo 8 dicembre 2018 decisamente poco ‘Immacolato’ come “l’assalto finale” alla politica di Emmanuel Macron. Speranze interessate più che previsioni impossibili. Al momento, da registrare ‘soltanto? (si fa per dire), il ‘quasi stato di guerra’ della forze dell’ordine schierate ovunque la rabbiosa fantasia popolare potrebbe decidere di vedere un ‘bersaglio contro’. Se poi sono i ‘casseur, i teppisti a basta, non i gilet gialli, allora ogni spazio è occasione.
Ufficialmente sono i gilet gialli ed essere in piazza e la polizia francese ha già fermato e perquisito almeno 720 persone arrivate a Parigi. 211 di loro sarebbero in stato di fermo perché trovati armati di fionde e martelli e perfino – lo fa sapere la portavoce della polizia, Camille Chaize “armi, bottiglie Molotov e spranghe di ferro”. Gilet più neri che gialli, e blak blok persino di importazione, temono da Parigi.

Prevenzione impossibile

Temendo un’ennesima giornata di disordini e violenze ieri il premier Edouard Philippe e il ministro dell’Interno Christophe Castaner avevano annunciato una mobilitazione delle forze dell’ordine senza precedenti: che coinvolge 89 mila agenti in tutta la Francia, 8000 solo a Parigi, e una decina di mezzi blindati della Gendarmeria, specializzati a far fronte alle barricate. Fonti dell’Eliseo hanno già definito “un tentativo di golpe” questa ennesima protesta. Il vizio ad esagerare, come già accaduto giovedì con i 151 studenti del liceo di Mantes-la-Jolie, nella periferia di Parigi, arrestati in massa.
Gendarmi modello Diaz, (per non sentirci troppo innocenti in casa), con studenti tenuti ammanettati in ginocchio in un giardino dietro la loro scuola. Scatti che hanno “sconvolto” anche il ministro dell’Istruzione, Jean-Michel Blanquer, e spinto il Difensore dei diritti ad aprire un’inchiesta. Sbirri francesi violenti, vizio noto, ma certe esibizioni sono stupidità organizzata, con qualcuno che dava ordini.

Paura del peggio ‘sabato notte’

Il ministro teme che gli scontri possano diventare più gravi di quelli di sabato scorso, col il timore che i manifestanti, i violenti, usino delle armi per colpire i poliziotti. E gli agenti non nascondono la loro preoccupazione temendo di essere “costretti a sparare” per difendersi. “Di fronte alla violenza sistematica, organizzata, le nostre forze risponderanno con forza”, fa il duro Castanerm, ma tutti hanno sensatamente una ‘fifa blu’. Le autorità, dopo le violenze e le paure dei giorno scorsi, si aspettano meno persone in piazza, ma le più organizzate e violente.
Considerazione politica di parte governativa quasi intelligente: «Queste ultime tre settimane hanno dato alla luce un mostro, che è sfuggito ai genitori». Mostro dalla generalità incerte, quindi più difficile da contrastare, anche soltanto nel fare a botte. Intento il ‘braccio armato’ del mostro, che di giallo ha certamente molto poco, dalla cronache parigine, pare si stia organizzando alla guerriglia. Aspettando che venga buio ad aiutarli.

Ponte Mailot contro Champs

Concentrazione di ribelli, non proprio pacifici contestatori, concentrati nella zona di Porte Maillot, dalla parte opposta dell’Arco di Trionfo rispetto alla celebre avenue, spiega Repubblica. Agitano un grande tricolore blu-bianco-rosso con scritte tre date,1789 (Rivoluzione francese), 1968 (rivolta del Maggio francese) e 2018 cosa? La caduta di Macron? Nessun paragone né gloria in vista, ma solo casino. L’ala più dura ha promesso di andare sulla Périphérique, il raccordo intorno Parigi.
Nel frattempo, i ‘buoni’ alla Porte Maillot si sono ripetutamente inginocchiati con le mani sulla testa per ricordare l’episodio degli studenti di Mantes-la-Jolie. Comandante cretino e poliziotti sbeffeggiati.
Nel frattempo, Parigi blindata da vigilia di Natale infernale.

Monumenti e negozi chiusi

I principali monumenti e musei della capitale francese chiusi, compresi il Louvre, la Tour Eiffel, l’Arc de Triomphe e l’Opera. Ritirate circa 2mila elementi di arredo urbano (panchine, segnaletica stradale) per evitare che possano essere usati come oggetti contundenti. E sono state annullate decine di partite di calcio in tutto il Paese, eventi festivi e anche altre manifestazioni programmate da tempo. Alla vigilia della protesta una delegazione di ‘gilet gialli liberi’, l’ala moderata della protesta, aveva incontrato il premier Philippe. Ma chi deve parlare ora e il presidente Macron, silente da quando è tornato dal G20 a Buenos Aires, salvo aver fatto concedere la moratoria per tutto il 2019 dell’innalzamento della tassa sui carburanti.
Calo di braghe ma salviamo l’onore? Macron in crisi e Francia a seguire. Intanto, sempre i quotidiani riferiscono di blocchi autostradali fuori Parigi: bloccata l’A6 verso l’Italia e la E40 e la E17 al confine fra Francia e Belgio. Bloccata anche la frontiera con Ventimiglia, dove il corteo dei gilet gialli sarebbe sconfinato in Italia.

LA POLIZIA FUORI MISURA

PARIGI IN STATO D’ASSEDIO

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