sabato 25 maggio 2019

Destra greca e campagna elettorale, ‘offerte libere per flotta da guerra’

Il ministro della Difesa Panos Kammenos propone il ‘crowdfunding’ per comprare le navi da guerra e a gennaio verserà il suo stipendio.
-“Nuove fregate e una super-nave per proteggerci dall’instabilità del Mediterraneo”

Crowdfunding per navi da guerra

Destra greca e campagna elettorale, ‘offerte libere per flotta da guerra’
«Crowdfunding», dall’inglese ‘crowd’, folla e ‘funding’, detto in italiano, un finanziamento collettivo e volontario di un gruppo di persone che utilizza il proprio denaro per metterne una parte in comune a sostenere gli sforzi di persone e organizzazioni. In questo caso, la proposta decisamente originale propagandistica ed elettorale viene dalla Grecia e vorrebbe mettere assieme tante ‘donazioni’ da ridare alla Grecia quel controllo navale dell’Egeo che ne fece la gloria da Troia ad Alessandro, ieri contro Dario e oggi le scaramucce petrolifere con Erdogan.

Kamennos spara grossa

A far sorridere, oltre all’idea in se, le proporzioni incongrue della proposta, è che la sparata viene da Panos Kammenos, il vulcanico ministro alla difesa, leader del partito nazionalista che garantisce la maggioranza al governo di Alexis Tsipras, abituato a sparale grosse ma adesso alla ricerca di record. Crowdfunding per raccogliere i soldi necessari a rinnovare la flotta da guerra nazionale (una marea di soldi) chiesti ai suoi cittadini appena appena dal tunnel del debito, e che hanno certamente altre priorità di vita rispetto ad un futuro nuovo dominio navale dell’Egeo dove, al momento, le navi commerciali, fanno egregiamente il loro lavoro e onorano la bandiera.

Kamennos Temistocle

«Dobbiamo comprare nuove fregate e dotarci di una nave-simbolo che rappresenti il paese. Le tensioni con i paesi vicini a noi come la Turchia ci obbligano ad assumerci maggiori responsabilità», spara Kammenos, novello Temistocle alle prese con un novello Serse nella vesti di Erdogan. Il ministro a gennaio aprirà un conto in banca aperto dove sarà il primo a versare un mese del suo stipendio. E da quel momento tutti potranno versare un obolo per dare il loro contributo alla gloria della marineria di Atene. Messaggio alle casse degli armatori, più che hai risparmi falcidiati dei cittadini: Atene vanta la più grande flotta commerciale al mondo e i suoi armatori -residenza fiscale rigorosamente all’estero- sono protetti dall’erario addirittura da una norma costituzionale.

Difesa colabrodo

La colletta di Kammenos sopratutto a denunciare i buchi lasciati dall’austerity nel budget della difesa nazionale, che pure -rispetto al resto d’Europa e non solo- resta molto elevato. Grecia armata. Spese per armamenti 2018 di poco sotto i cinque miliardi, la metà del militarizzato 2004, ma pur sempre quasi il 3% del pil, battendo persino le pretese Nato del guerrafondaio Trump. La non ricca Grecia che spende in armamento, in proporzione ovviamente, molti di più di Gran Bretagna e Francia. Sul fronte navale, nani e giganti: la flotta commerciale più grande al mondo, valore di 99 miliardi e 8 miliardi di nuove petroliere e super-cargo in ordinazione nei cantieri in giro per il pianeta.

Potrebbe piacerti anche