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mercoledì 18 Settembre 2019

200 italiani via dall’Afghanistan, arrivano i neo Nato albanesi

Herat, al via la riduzione del contingente italiano. Prende il via il ritiro di circa 200 militari italiani dei 900 schierati in Afghanistan.
-Da subito un centinaio di soldati resa possibile dall’arrivo a Herat di una compagnia di ufficiali e militari albanesi.

I Neo Nato Albanesi

200 italiani via dall’Afghanistan, arrivano i neo Nato albanesi
La notizia della partenza degli albanesi, che già in passato hanno offerto compagnie di fanti assegnati alla protezione della base di Camp Arena all’aeroporto di Herat, da una dichiarazione della ministro della difesa albanese Olta Xhacka all’agenzia Nova. Vanto legittimo alla partenza di una compagnia composta da 66 ufficiali e militari per l’Aghanistan, dove peraltro, le unità albanesi sono presenti da anni. “Questa sarà la prima volta che le nostre unità speciali l’addestranno delle truppe afghane”, vanta il ministro Xhacka. Le unità dell’esercito albanese sono presenti in vari missioni militari in diversi paesi del mondo, ricordano da Tirana, Mali, Bosnia e Kosovo, Lettonia, Iraq e Afghanistan, mentre le navi della Marina militare invece fanno attualmente parte della missione della Nato in Mar Egeo.

Chi arriva e chi parte

Le unità militari dell’Esercito albanese -grande impegno italiano- “saranno impegnate anche in missioni sotto l’egida delle Nazioni Unit”, dichiara il ministro. Lettura dei fatto tutta italiana, via via fuori da una missione sempre meno ragionevole e sempre più perdente. La riduzione degli organici del contingente italiano, decisa della precedente ministro Roberta Pinotti (governo Gentiloni) per concentrare più forze nell’area Sahel-Libia- Mediterraneo, è stata confermata dall’attuale esecutivo e dal ministro Elisabetta Trenta. Il taglio degli organici italiani dell’Operazione Resolute Support era stato “digerito” da Stati Uniti e comando alleato a Kabul a patto che non comportasse una riduzione delle forze complessive assegnate, e la voglia di s’accreditarsi dell’Albania militare è stato l’aiuto vincente.

‘Supplenti militari’ per cosa?

“Per questo si è dovuto attendere l’arrivo della compagnia albanese per attuare la prima riduzione delle forze nazionali” -scrive Gianandrea Gaini, Analisi Difesa- mentre a gennaio dovrebbe arrivare a Herat un’altra compagnia di fanteria fornita da una altro paese Neo-Nato, si parla del Montenegro che ha recentemente aderito all’Alleanza Atlantica e che da tempo, zitto zitto, invia piccoli reparti in Afghanistan. Altro ‘aiutino’ sul fronte adriatico a rendere possibile il completamento della riduzione degli organici italiani promesso. Da Analisi Difesa e Gaiani, dettagli di reparti e comandanti, ormai tutto ‘multiforze’, modello programmi Rai della pubblicità: “Non tutto ma di tutto”. Di interesse generale da tutto ancora da definire, il ‘reimpiego’ delle forze militari italiane verso territori di maggiore interesse strategico nazionale, vedi Niger.

Sapendo che prima o poi si dovrà discutere seriamente sui 7-800 militari italiani che ancora restano in Afghanistan e ai reparti, ormai ‘naturalizzati’ in Kosovo, che diventa sempre più difficile spiegare, loro assieme ad Eulex.

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