venerdì 14 dicembre 2018

Italia ondivaga tra Egitto e sauditi, interessi e vergogne in campo

Governo a contratto, tra Mediterraneo e Medio Oriente con novità non previste e scadenza prossime e particolarmente problematiche. Petrolio, armi, ma anche qualche cadavere di troppo, e troppe incertezze in casa.  Copertina mappa da Limes.

Relazioni con l’Egitto e l’Arabia Saudita

Italia ondivaga tra Egitto e sauditi
Contratto di governo con tanti dettagli italiani e tanti omissis esteri, alcuni non prevedibili allora, altri da dimenticare sperando che il tempo sani certi contrasti. Fronte europeo sui nostri bilanci costretti a numeri più miti, la resa ormai prossima. Ma sul ‘fronte sud’, petrolio e gas da comprare (sauditi) e pozzi da trivellare (Egitto)?
Con i due Paesi arabi, nelle ultime settimane, diversi e imbarazzanti motivi di contenzioso. Tra Roma e Il Cairo continua a pesare il caso dell’omicidio di Giulio Regeni. Problema in casa 5stelle la scelta del Presidente della Camera dei deputati, Roberto Fico, di interrompere le ‘relazioni con l’Egitto’ (inusuale e mai accaduto) con l’accusa più che motivata di “scarsa collaborazione” nella ricerca della verità. Il Parlamento egiziano ha espresso “grande sorpresa e rammarico” ma, salvo la forza, sa di avere la coda di paglia.
Molto più incisiva l’incriminazione da parte della magistratura italiana, di 5 personaggi dello spionaggio egiziano tra i coinvolti nell’orrore Regeni. Promessa di guai veri, Interpol, espatri bloccati, e rischio di ‘scambio di favori’, dal fronte petrolifero a quello libico.

Politica estera a gomitate

Salvini che parla al mondo da presidente del Consiglio, Di Maio che insegue col Navigatore, il vero ministro degli esteri Moavero Milanesi che insegue per metterci le pezze, e Conte per la ‘foto opportunity’ all’estero. Ora il presidente della Camera Fico che sui aggiunge alla confusione. Ma non basta. Sulla questione saudita, l’assassinio su incarico regale del giornalista dissidente Khashoggi, e il macello Yemen, catastrofe umanitaria assoluta.
I Cinque Stelle con una risoluzione sulla guerra in Yemen alla Commissione Affari Esteri della Camera, che chiede un embargo europeo contro l’Arabia Saudita e i Paesi della coalizione. Una posizione che da mesi trova il favore del Partito democratico e in Commissione può dar vita a un’inedita maggioranza Pd-M5S contro la Lega, sostenitrice del riavvicinamento israelo-saudita che, accanto a Netanyahu, non vuole fare sgarbi all’alleato del Golfo.
Lega quasi calcio, quella salviniana, che arriva persino a promuovere e sostenere lo svolgimento della Supercoppa italiana di calcio in Arabia Saudita. Del resto, dopo aver fatto partire il giro d’Italia da Israele.

Relazione Italia ed Egitto

Nei mesi scorsi l’Egitto al centro delle coccole italiane, a spintonate tra ministri. Matteo Salvini, Enzo Moavero Milanesi e Luigi Di Maio in visita nel Paese, mentre a Giuseppe Conte e stata riservata l’accoglienza al presidente al-Sisi, che ha presenziato alla conferenza di Palermo sulla Libia.
La verità sul caso Regeni obiettivo imprescindibile per il nostro Paese.
Valutazione politica su come arrivarci, la vera rottura. Per Andrea Muratore, Gli occhi della guerra, «Potrà essere ottenuta solo nel contesto di una piena sintonia diplomatica con Il Cairo, e non a seguito di rotture unilaterali. Perché le relazioni italo-egiziane, inoltre, coprono uno spettro ben più ampio e includono, tra le altre cose, un interscambio da 3 miliardi di dollari».
Interessi comuni sovrapposti. L’Eni che opera sui pozzi egiziani nel Mediterraneo orientale, Libia e il generale Khalifa Haftar, che è un uomo dell’Egitto. Dossier numerosi, e in questo contesto Eni ha un ruolo fondamentale: basti pensare alle prospettive che apre all’Italia la scoperta delc mega giacimento di gas offshore Zohr, e ora forse, qualcosa di ancora più grosso verso la costa.

Problemi italiani e avvoltoi

Il generale Carlo Jean, spiega che in campo militare e/o in politica estera non esistono spazi vuoti, e se uno va, un altro subito arriva. E da quelle parti, la Francia, “alleata, amica e concorrente spietata’, è lì pronta ad occuparli”. Ma non si può giocare contemporaneamente contro Il Cairo e Riad, spiega chi se ne intende.
«L’Egitto è un paese che ha problemi con l’Arabia Saudita in questo momento. Il Cairo compete con Riad per diventare il principale polo d’attrazione per il mondo arabo, e forse cerca sponde: se l’Italia dovesse decidere pubblicamente sull’interruzione delle forniture militari ai sauditi, allora gli egiziani avrebbe quella sponda contro il regno del Golfo», avverte Andrea Muratore. Qualche bomba di proprietà tedesca ma fabbricazione sarda in meno, forse, ma non molto di più.
Ma toccando casa Saud l’Italia andrebbe a scontrarsi con uno dei principali alleati degli Stati Uniti in Medio Oriente, con Roma ancora incerta verso l’Iran amico di sempre ma vietato da un Trump prepotente. Sempre Occhi della guerra (rivolti tendenzialmente a destra) rileva la contraddizione che la causa saudita è sostenuta in Italia dalla Lega, oggi amica dello Stato che più di ogni altro ha promosso il radicalismo islamista nel mondo.

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