lunedì 17 giugno 2019

Pericolo! Attraversamento migranti in fuga

La battaglia di Tijuana fra i diseredati della carovana e i difensori del confine fortificato della prima superpotenza mondiale e l’’immagine che gli automobilisti in California conoscono bene.

Pobre México… così lontano da dio
cosi vicino agli Stati Uniti.”

Pericolo! Attraversamento migranti in fuga
I cartelli stradali che sulle autostrade avvertono della presenza di clandestini raffigurano una famiglia in procinto di pericoloso attraversamento della carreggiata, alla stregua di animali selvatici. La paradossale segnaletica rappresenta i profughi come fastidioso impedimento alla viabilità.
Migranti in fuga come animali selvatici, che -attenti di notte- possono mettersi di colpo attraverso la tua auto e acciaccarla facendosi travolgere ed ammazzare. Di giorno invece puoi vedere questo.

La foto della madre che tenta di trarre in salvo le figlie dall’attacco chimico delle armate dell’impero Usa sulla cui soglia sono naufragate. Immagini simili a quelle del bambino affogato sulle spiaggia di turca Bodrum, ci ricorda Luca Celada sul Manifesto, «prodotte dalla guerra transazionale contro i poveri e i deboli, nemici delle patrie del nazional populismo globale, capro espiatorio ideale strumento per alimentare odio, risentimento e paranoia».

Per i profughi di Tijuana, più si accalcano i nuovi arrivi più sale la pressione sul nuovo governo di Andrés Manuel Lopez Obrador, per imporgli un accordo simile all’”appalto” UE alla Turchia per i rifugiati siriani o dei sussidi italiano ai campi ‘di accoglienza’ libici. Dall’invasione del 1847 costata al Messico metà del proprio territorio, ricorda Celada, alla rapace egemonia economica degli ultimi due secoli. Sul paese del sud è sempre gravata la perenne minaccia dello scomodo impero settentrionale e tutta la sua storia può essere letta nella chiave di come farvi fronte.

“Pobre México…” si dice ancora qui, “così lontano da dio cosi vicino agli Stati Uniti.”

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