venerdì 14 dicembre 2018

Israele, Netanyahu e la moglie Sara ‘due corrotti’ accusa la polizia

Terza richiesta di incriminazione per il premier israeliano e per la moglie, già rinviata a giudizio per reati analoghi.
-Questa volta sarebbero coinvolti in un caso di favori concessi a un tycoon delle telecomunicazioni per una informazione favorevole

Non c’è due senza il tre
ma poi c’è solo la galera

Israele, Netanyahu e la moglie Sara ‘due corrotti’ 
La polizia che indaga su Benjamin Netanyahu e la moglie Sara ha chiesto che entrambi vengano incriminati per corruzione nel cosiddetto “caso 4000”, che riguarda i favori concessi a un tycoon delle telecomunicazioni. È la terza richiesta di questo tipo. Netanyahu è sottoposto a quattro indagini diverse. Il “caso 4000” riguarda i favori fatti a Shaul Elovitch, proprietario del gigante delle telecomunicazioni Bezeq e del più popolare sito Internet di news in Israele, Walla. Il premier avrebbe deciso modifiche a leggi sulla regolazione delle telecomunicazioni in cambio di una copertura giornalistica decisamente  favorevole alla politica sul suo governo.

Tregua con Hamas e voto anticipato

La nuova grana giudiziaria arriva mente Netanyahu lotta per far sopravvivere la sua maggioranza, ridotta a 61 seggi sui 120 della Knesset, dopo la defezione del ministro della Difesa Avigdor Lieberman. Il leader della ultra destra, con il suo partito Yisrael Beiteinu, Liberman controlla sei deputati, ed ora -clima da elezioni politiche anticipate- accusa Netanyahu di ‘moderatismo’, e di aver “capitolato di fronte ai terroristi” dopo l’ultima tregua raggiunta con Hamas per fermare gli scontri alla frontiera con la Striscia di Gaza e il lancio di razzi sulle città israeliane del Sud. Netanyahu è però riuscito a raggiungere un accordo con la mediazione dell’Egitto che potrebbe portare a un cessate-il-fuoco di sei mesi.

Sta per finire l’era Netanyah?

Le inchieste di polizia hanno richiesto anni di indagine. Netanyahu è sospettato anche di aver ricevuto tangenti da facoltosi uomini d’affari come il miliardario australiano, James Biller o il produttore Arnon Milchan: regali (sigari, bottiglie di champagne e gioielli) a lui o alla sua famiglia, per un totale di un milione di shekel, circa 230mila euro, tra il 2007 e il 2016. In cambio, il premier tentò di varare una legge fiscale che avrebbe avvantaggiato Arnon Milchan, che cercava di ottenere un visto negli Stati Uniti e un trattamento preferenziale alle sue aziende. Oltre alla terza inchiesta, ‘Caso 4000’ di cui abbiamo già detto. Non è la prima volta che Netanyahu finisce invischiato in accuse di corruzione e il premier ha dunque cercato di minimizzare: “Negli anni, sono stato oggetto di non meno di quindici indagini, che non hanno portato a nulla. Anche questa volta le cose non arriveranno al nulla”.

Forse verso l’epilogo

A capo del governo dal 2009, dopo un primo mandato tra il 1996 e il 1999, Netanyahu ha una lunga consuetudine con il potere e sembra avviato a battere il record di longevità di David Ben Gurion, fondatore dello Stato di Israele, se l’attuale legislatura finirà nel novembre del 2019. Il ministro della Giustizia, Ayelet Shaked, ha già detto che un primo ministro non ha l’obbligo di dimettersi. Nel passato comunque la giustizia israeliana ha avuto la mano pesante con i capi di governo accusati di corruzione. Il predecessore di Netanyahu e suo ex avversario, Ehud Olmert (guerra del 2006 persa in Libano, la prima nella storia di Israele), al potere dal 2006 al 2009, è stato rilasciato a luglio dopo un anno e quattro mesi di carcere per corruzione. E proprio Olmert è uscito dal suo silenzio, augurandosi che Netanyahu “completi il suo mandato in modo rapido e onorevole”.

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