• 27 Febbraio 2020

Ucraina chiusa ai russi maschi, soldati di quale guerra?

Firmato Diaz

Ucraina chiusa ai russi maschi, soldati di quale guerra?
Modello Grande Guerra quando i conflitti erano masse di uomini arruolati e mandati al macello. Dai 16 ai 60 anni, potenziale soldato. Ed ecco che 100 anni dopo quelle guerre e quei generali, qualcuno a Kiev, impone un divieto di accesso all’Ucraina ai maschi in ‘età ”militare’ da eserciti dell’ottocento. Le donne, magari parte di addestratissimi reparti di ‘spetsnaz’ russi travestite da massaie a far finta a parenti che si schierano nei punti strategici di Kiev. La crisi sul fronte Crimea e Mare d’Azov è nota ed è grave. Ma la domanda successiva del buon senso è, ‘chi ha interesse a farla montare, per giunta in maniera tanto cretina? Insomma, la partita Russia Ucraina sul libero accesso al mare di Azov -volendo fare i realisti e considerare chiusa la partita Crimea- è la vera partita politico diplomatica per superare i rischi di scontri armati tra i due Paesi. E sempre e comunque, non una vera guerra.

G-numerati fin che Trump non li seppellirà

L’Ucraina al G20 in Argentina è solo la scusa buona per Trump di non farsi vedere troppo accanto a Putin in tempi di rilanciato Russiagate. Il presidente ucraino uscente che da Kiev chiede a Merkel di interrompere la costruzione di South Stream 2, e agli Usa e alla Ue di introdurre nuove sanzioni. Putin che spiega che la sanzioni sono armi a doppio taglio (L’Italia lo sa bene) e che la Russia compra sempre di più in Asia. Alla fine un contentino all’Ucraina è arrivato. I ministri degli esteri dei G7 riuniti in Canada hanno chiesto «l’immediato rilascio dei membri delle navi ucraine sequestrate nel mar Nero». I 24 militari ucraini ora in carcere a Mosca, ad evitare tentazioni di pericolosi colpi di mano. Usciranno e torneranno felicemente a cvasa loro, ma non sarà cosa breve, per come si stanno mettendo le cose.

Chi sta alzando la posta?

Crisi molto ‘filtrata’ quella ucraina. Anche giornalisticamente. Che dove tocchi muori, colpito dall’accusa di ‘stampa mainstream’ o di tifoseria putiniana nella due versioni possibili, destra Orban-salviniana, o reducismo post sovietico. A nostro rischio e pericolo, quello che riusciamo a scoprire, scriviamo. La notizia, ad esempio, che ieri mattina l’esercito ucraino ha fatto un’altra esercitazione militare, sul mar d’Azov. Dopo quella di sabato scorso. Più che comprensibile. Secondo quanto riferisce lo stesso ufficio stampa delle forze armate ucraine -e qui la fonte è ‘perigliosa’, il sempre puntuale ma politicamente contestato Yurii Colombo, su Il Manifesto- le esercitazioni sarebbero state necessarie «per migliorare l’abilità di controllo del fuoco durante le operazioni nemiche a quote basse ed estremamente basse». Il servizio stampa ha anche aggiunto che «le esercitazioni hanno incluso lanci di combattimento e l’attacco a bersagli aerodinamici manovrati in quota».

La crisi vera e le scemenze

Crisi vera e scemenza a reagire, l’impressione. Lo stop al russo maschio potenziale soldato. Per «impedire l’ingresso in Ucraina di contractor e terroristi», pare abbia detto Poreshenko. Sfortuna che il primo (forse non proprio) a farne le spese sia stato Andrey Merkurev, cantante solista del teatro Bolscioj di Mosca arrivato giunto in Ucraina per alcuni concerti e rispedito a Mosca con il primo volo. Mosca su quel fronte per ora non reagisce. Altro che coltello dalla parte del manico: mentre ormai i residenti russi in Ucraina solo 30.000, in Russia vivono e lavorano 3 milioni di migranti ucraini, che vedrebbero recisi i contatti con i propri familiari o sarebbero costretti a tornare in patria. Ulteriore occasione di scontro, rinfocolabile nell’imminente Natale, lo scisma all’interno della chiesa ortodossa dopo che Costantinopoli ha riconosciuto la legittimità all’«autocefalia» al patriarcato di Kiev. Pope e servizi segreti con una lunga perquisizione nella casa del metropolita Pavel della chiesa di Kiev-Pechersk Lavra, fedele alla corrente moscovita.

Gli ‘aiutini’ occidentali

I fatti ‘tecnico militari’: l’Ucraina accusa Mosca di aver sparato sulle navi ucraine nello stretto di Kerch, Mosca sostiene che le navi ucraine hanno attraversato le acque territoriali russe senza alcuna autorizzazione. Alleanza Atlantica riunione d’emergenza su richiesta di Petro Poroshenko, e il solito rosario delle solidarietà verbali. Con una novità sfuggita a molti. Aumenta la presenza di forze militari occidentali – vedi quelle del Regno Unito in uscita Ue ma non Nato- proprio in Ucraina, ai confini con la Russia. Sgarberie programmate. Ed ecco che Londra “assicura il continuo sostegno all’aspirazione euro-atlantica dell’Ucraina” con altri soldati ad addestrare forze speciali e marines ucraini, oltre ai 100 già presenti nel Paese. Mica istruttori qualsiasi, sia chiaro: veterani da Iraq e Afghanistan, hanno formato oltre 9.500 militari ucraini. Con la Nato che sta militarizzato i suoi confini orientali, nel ‘cortile della Russia’, che ha qualche ragione per non gradire.

EURONEWS

rem

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