martedì 18 giugno 2019

Scuola Europea per spie, e pare non sia uno scherzo

‘La scuola per 007 e le nuove guerre dell’Europa’, annuncia EastWest, sempre seria e credibile.
-La Joint EU Intelligence School a guida greco-cipriota, 17 progetti Ue ad alta tecnologia e molte perplessità.
-In attesa di sentire le valutazioni di qualche spia vera.

Più guerra tra Mondi
che ‘intelligence’

Scuola Europea per spie, e pare non sia uno scherzo
«Droni di ultima generazione, elicotteri d’attacco, squadre di risposta cibernetica. In attesa dell’esercito comune, la Ue si prepara alle nuove guerre non convenzionali lanciando 17 progetti. Ma la Joint EU Intelligence School a guida greco-cipriota genera inquietudini», avverte Valentina Brini sulla EastWest già citata. Diffidenza meritata, si permette Remocontro, per quel poco che sa di ‘intelligence’ reale. Una scuola europea per l’addestramento degli 007 e lo sviluppo di nuova tecnologia, inclusi i droni, per quello che un giorno potrebbe diventare un esercito comune europeo. Come se ogni struttura di spionaggio questi addestramenti già non li facesse per contro suo. Curioso scoprire l’Unione Europea che si prepara a combattere le nuove guerre non convenzionali con 17 progetti militari, “cooperazione rafforzata sulla difesa comune (Pesco)”, oltre ad “altri 17 in corso”. Chi ne sapeva qualcosa alzi la mano. Ma forse erano progetti segreti da servizi segreti.

Il latino intelligere perso
nell’inglese intelligence

La chiamano Intelligence Scool ma sembra scuola di guerra. Una nuova generazione di droni per monitorare terra e mare guidata dalla Germania. Il miglioramento dell’elicottero d’attacco europeo Tiger Mk 3, nelle mani di Berlino, Parigi e Madrid. Un veicolo corazzato Ue da combattimento di fanteria, squadre di risposta cibernetica e un dirigibile ad alta atmosfera per la raccolta di informazioni, a firma italiana.
Scopriamo da Valentina Brin che sono alcuni dei progetti siglati dai 25 ministri degli Esteri e della Difesa Ue coinvolti nella Pesco (quelli che ci possono raccontare, sperando che qualcosa di davvero segreto lo abbiamo sul serio), «per rafforzare la formazione e lo sviluppo delle capacità, la prontezza operativa a terra, in mare e in aria, nonché la difesa cibernetica e la raccolta di informazioni».

A scuola di spie,
tra Grecia e Cipro

Ma si parte subito con l’inciampo dei sospetto incrociati: non saranno spie vere, ma in quanto a retropensieri battono la politica. La Joint EU Intelligence School sarà guidata da due degli Stati membri più favorevoli alla Russia (che, URSS morta invano, resta ‘nemica’ da scuola), la Grecia e Cipro -primo sospetto-, la Cipro greca su Ankara che, in quella parte del Mediterraneo, sono protagoniste di un annoso conflitto strategico. La scuola per i futuri 007 europei dovrebbe infatti sorgere in Grecia, proprio nel triangolo dove le spie continuano ad avere un ruolo essenziale, ma per spiarsi tra di loro. Paesi alleanti Nato, ma per niente amici. Chi l’ha pensata è stato un genio. L’occasione di una vera scuola di spionaggio, a spiare i compagni di banco facendo finta di seguire le lezioni europee di scuola di spionaggio.

L’Ue spionistica
solo a venticinque

Ad addestrarsi insieme sarebbero le intelligence di 25 Paesi europei, escluse Danimarca e Malta, che non partecipano alla Pesco, e il Regno Unito alle prese con il divorzio da Bruxelles. La scuola, in collaborazione con la Nato, offrirà “istruzione e training nelle discipline di intelligence ed altri campi specifici, per il personale dei servizi degli Stati membri», spiegano i ministri Ue. Loro, da politici, dichiarano anche se non sanno. I burocrati dall’ambasciata greca a Bruxelles che sanno, frenano: «il progetto è ancora nelle sue fasi iniziali». Da altre parti, perplessità a critiche. «Una scuola di intelligence europea come mezzo con cui i servizi di intelligence nazionali possono apprendere le migliori pratiche l’una dall’altra». Conoscersi ma non troppo, perché esistono i segreti di Stato nazionali insuperabili.

Salotto tra spie per
‘aiutini’ d’occasione

Londra, ben prima della Brexit, aveva detto No ad una collaborazione più stretta dell’intelligence europea, con i suoi affari spionistici privilegiati verso Stati Uniti, Australia, Nuova Zelanda e Canada. Sempre il vecchio Impero. Londra che scambia segreti con Berlino o con Parigi? Forse il nome di qualche jihadista, se va bene. Cose sbirresche o Generali alla riscossa. Troppe stellette e ufficialità attorno. Prova ad attenuare Federica Mogherini, «Vogliamo aumentare ancora la nostra capacità di azione in ambito civile, con nuove competenze e tempi di intervento più rapidi», commentato l’Alta rappresentante dell’Ue. Spie vestite da osservatori internazionali sono un classico. Finale con recita dell’algido segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg che parla in conto terzi: «Sono stato chiaro sul fatto che gli sforzi europei non devono competere con la Nato o duplicarla, perché la Nato resta la base della sicurezza europea». Ma qualcuno per quella scuola ha telefonato prima a Langley?

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