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giovedì 21 Novembre 2019

Trump nega l’allarme clima, Macron sotto tiro dei Gilet Gialli, si fa Verde

Trump modello Nembo Kid, nega l’allarme sui cambiamenti climatici Usa lanciato dagli scienziati della Casa Bianca.
-In Francia, Macron, pressato dalle proteste ‘gialle’, cavalca il problema ambientale per riconquistare consensi e promette la chiusura della centrali nucleari troppo vecchie.
-In Polonia Climber di Greenpeace sulla ciminiera più inquinante del mondo.

Trump modello Nembo Kid

Trump nega l’allarme clima. «Non credo ai cambiamenti climatici provocati dall’uomo e non credo all’opinione diffusa tra gli scienziati». Trump torna a respingere le conclusioni del rapporto messo a punto dalla sua stessa amministrazione in cui ancora una volta si lancia l’allarme clima. «Guardiamo alla nostra aria e alla nostra acqua, sono ora a un livello record di pulizia», afferma il presidente Mastro Lindo, perché dove tocca lui tutto splende.
Ed ecco la nuova linea: insabbiare i risultati allarmanti del cambiamento climatico, quel dannato rapporto di 1700 pagine con i dati dell’indagine condotta dagli scienziati di ben 13 agenzie federali che dimostrano come gli Stati Uniti impatterebbero sul clima aggiungendo 3 gradi alle temperature medie entro il 2100, a meno che non comincino a ridurre drasticamente l’uso di combustibili fossili.

Climatologi senatoriali

Alla versione del presidente si sono allineati anche altri senatori Repubblicani. Ad esempio Mike Lee, senatore dell’Utah: “Se ci allontanassimo dai combustibili fossili, dovremmo farlo attraverso l’innovazione. L’innovazione però può essere soffocata da un’eccessiva regolamentazione governativa. Questo non possiamo permetterlo”. Il 2017 è stato negli Stati Uniti il secondo anno più caldo nella storia del paese e l’amministrazione Trump ha speso la cifra record di 306 miliardi di dollari per combattere i disastri legati al clima.
Trump, lo scorso anno, ha annunciato che gli Usa si ritireranno dall’accordo di Parigi del 2015 che si proponeva di combattere i cambiamenti climatici. Solo ripensamento di Trump, il presidente della Federal Reserve Jerome Powell, da lui nominato, sul rialzo dei tassi di interesse: dal clima alla politica monetaria Trump incontenibile.

Macron anti Gilet Gialli si fa Verde

Entro il 2035 la Francia ridurrà la sua quota di energia nucleare del 50%: saranno chiusi 14 reattori di 900 megawatt. L’annuncio di Emmanuel Macron alla ricerca disperata di attenzione e consensi, dopo aver scoperto la piazza populista contro. Macron comunque irrimediabilmente moderato ha però chiarito: “Ridurre il ruolo dell’energia nucleare non significa rinunciarvi”. Ed ecco la sua Ppe, Programmazione pluriennale dell’energia (Ppe), da cui l’Italia compra da sempre, e a caro prezzo.
Macron, impopolare in casa ma certo più sensibile a temi di interesse generale del rozzo collega d’oltre oceano, contro i gilet Gialli si scopre ‘verde’: «Dobbiamo sentire le proteste di allarme sociale ma senza rinunciare alle nostre responsabilità perché c’è anche un allarme ambientale». Non più carbone, alla Trump, ma la triplicazione dell’eolico su terra e una moltiplicazione per cinque del fotovoltaico entro il 2030.

In Polonia Climber no coke

In Polonia contrattacco simbolo di Greenpeace, nel Paese dove dal 3 al 14 dicembre si terrà la Cop24, la Conferenza sul clima organizzata dall’Onu. A Katowice in Silesia, regione simbolo mineraria e industriale della Polonia. Climber di Greenpeace hanno conquistato i 180 metri della ciminiera di una delle più grandi centrali a carbone del mondo. La peggiore. Nessun impianto in Europa brucia più lignite, “carbone cattivo” di scarsa qualità, come avviene in quella centrale a 40 km dalla città di Lodz nel cuore del Paese.
Tentativo di conquistare consenso ecologico da parte del partito nazional populista di destra al potere, il PiS ora promette di ridurre la dipendenza di Varsavia dal carbone al di sotto del 30% entro il 2040 e le prime centrali nucleari del Paese entro il 2033. Secondo un rapporto sulla qualità dell’aria pubblicato recentemente dall’Agenzia europea dell’ambiente, 19 delle 20 peggiori città sul continente per emissioni di benzopirene si trovano proprio in Polonia.

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