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mercoledì 16 Ottobre 2019

Russia-Ucraina, ‘battaglia navale’ tra Crimea a mare d’Azov

Tensione tra Russia e Ucraina nel mare di Azov. Kiev accusa Mosca di aver sparato contro un rimorchiatore e sequestrato tre navi ucraine.
-La Russia avrebbe chiuso lo Stretto di Kerch, che unisce il Mar Nero a quello di Azov, dopo un’incursione della Marina ucraina che Mosca ha definito “una provocazione”.
-Nazionalismi in gara a Kiev per le presidenziali di primavera.

‘Battaglia navale’
per sfida politica

Russia-Ucraina, ‘battaglia navale’ tra Crimea a mare d’Azov
Lo scontro nello stretto di Kerch, il tratto di mare che separa la Crimea alla Russia continentale, lo stretto superato ora da un gigantesco ponte, e che dà accesso al mere di Azov, condiviso tra Russia e Ucraina. ‘Questo mare è mio, no è mio’, tre motovedette di Kiev che cercano di attraversare il braccio di mare regolato dai russi, e finisce con qualche sparo, due feriti lievi, tre vecchie imbarcazioni ucraine in mano russa, e una ‘quasi guerra’ a rilanciare tensioni Russia Ucraina utili in questi tempi elettorali a Kiev. Con l’Europa e il mondo a fare tifoserie contrapposte. Le autorità russe hanno riferito che le imbarcazioni ucraine hanno mantenuto la rotta nonostante l’area fosse temporaneamente chiusa. Accusa scontata: ‘creare una situazione di conflitto nella regione’.

Da quanto si riesce a capire, domenica tre piccole unità militari ucraine trainate da un rimorchiatore hanno cercato di attraversare lo stretto di Kerch, che divide il Mare di Azov dal Mar Nero. Si tratta di un passaggio strategico, occupato dalle forze russe dopo l’annessione della Crimea e che divide in due la costa ucraina. I russi sostengono che il movimento della flottiglia non era stato comunicato alle autorità che gestiscono il traffico navale nello Stretto. La Marina di Mosca è intervenuta, sbarrando la strada agli ucraini: c’è stato lo speronamento del rimorchiatore, poi i russi avrebbero fatto fuoco causando almeno due feriti. Sono comparsi anche cacciabombardieri, finché le motovedette non si sono fermate

Le operazioni per la parte russa sono state gestite dall’Fsb, il servizio segreto che dispone anche di reparti e vedette per il controllo delle frontiere: un comunicato ufficiale parla di ‘sconfinamento’ e ‘manovre pericolose’. Accuse speculari a quelle mosse dal presidente ucraino, Petro Poroshenko, che ha convocato una riunione d’emergenza con i vertici delle forze armate. Il presidente ha annunciato che chiederà al Parlamento di proclamare la legge marziale, sancendo di fatto lo stato di guerra. Utile ricordare, a ridurre in parte l’allarme internazionale, che il prossimo 31 marzo in Ucraina le elezioni presidenziali. Probabile sfidante al presidente uscente Porošenko, la nota Julija Tymošenko, sfida a chi è più nazionalista e anti russo.

Azione-reazione: dopo l’episodio di Kerch l’artiglieria ucraina ha cominciato a sparare nel Donbass, zona separatista russofona. A Kiev proteste davanti all’ambasciata di Mosca. Replica alla replica, lo Stretto di Kerch è stato chiuso a tutto il traffico, anche quello mercantile: una misura che colpisce soprattutto le attività ucraine. Un trattato del 2003 sancisce la libertà di circolazione in quel passaggio obbligato, ma dopo l’annessione della Crimea nel 2014, e la costruzione di un ponte che supera lo stretto, i russi hanno intensificato i controlli. Preoccupata l’Unione europea (oltre alle grane di Brexit e del deficit di bilancio Italiano), ha chiesto alla Russia di allentare la tensione e di ripristinare la libertà di circolazione.

Gli Stati Uniti nel mezzo, forniscono navi da guerra al governo ucraino che programma la creazione di una base navale in prossimità dello stretto strategico per rispondere alle manovre russe. Notizia del 28 settembre, unzionari della Difesa ucraina sono entrati oggi in possesso di due pattugliatori classe Island, da trasferire il prima possibile oltreoceano per rispondere alle denunciate ostilità marittime delle motovedette russe che salpano da una grande base navale nei pressi di Mariupol, penisola della Crimea ora russa. Si uniranno probabilmente ai vascelli “Donbas” e “Korets”, recentemente trasferite in Crimea, e alle altre due navi da guerra, il “Kremenchuk” e “Lubny”, e altre piccole unità armate.

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