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venerdì 20 Settembre 2019

Populista sarà lei! Rabbia popolare in Francia tra storia e dizionario

Ieri, il titolo sui ‘gilet gialli’ e la loro rabbia ‘populista’ che non sai bene contro chi indirizzata ha fatto arrabbiare un lettore che la definizione populista la vantava come bandiera della sua scelta politica tra 5Stelle e Lega.
-Noi gli abbiamo suggerito una visita ad sempre più desueto dizionario della lingua italiana.
-Poi è arrivato Giovanni Punzo ‘fuori orario’ rispetto al suo ‘C’era una volta’, ma quantomai opportuno oggi.
-Ma prima di tutto, il Dizionario Maiuscolo

Populismo
«Movimento culturale e politico sviluppatosi in Russia tra l’ultimo quarto del secolo 19° e gli inizî del 20°, che esalta genericamente il popolo, sulla base di un atteggiamento di forte sospetto nei confronti della democrazia rappresentativa.
Il populismo può essere sia democratico e costituzionale, sia autoritario; nella sua variante conservatrice è spesso detto populismo di destra.

Ora la Storia con
Giovanni Punzo

Francia, rabbia popolare e populismi tra storia e dizionario
Già dal Medioevo alla Rivoluzione del 1789 il popolo di Parigi aveva goduto fama battagliera, confermandola in diverse altre occasioni nel XIX secolo in cui era corso sulle strade e alle barricate: la rivoluzione del 1830 rovesciò la monarchia dei Borboni; nel 1848 fu proclamata la repubblica; nel 1871 con la Comune si ebbe addirittura una sorta di rivoluzione socialista stroncata nel sangue e una dozzina di anni dopo per un soffio il generale Boulanger non si impadronì del potere. Nel secolo successivo ci furono almeno altri due grandi eventi, anche se uno non è spesso ricordato, o almeno non sullo stesso piano del maggio 1968. Non fu però il movimento studentesco il protagonista di questi disordini scoppiati il 6 febbraio 1934 in place de la Concorde, bensì le ‘leghe’ (Se se ne accorge Salvini, NdR), composte inizialmente negli anni Venti in maggioranza da ex combattenti, anche se poi progressivamente infiltrate e manipolate da elementi di estrema destra che non nascondevano le loro aperte simpatie per il fascismo italiano e il nazismo tedesco.

Populismo peronista in Argentina

Crisi bancaria pre ‘spread’

La situazione francese all’inizio del 1934 era a dir poco molto tesa e vicina al precipizio: a parte le croniche instabilità della III Repubblica, era scoppiato l’ennesimo scandalo finanziario di una serie quasi ininterrotta che dagli anni Venti continuava ad agitare l’opinione pubblica francese. Un ex ministro del governo Clemanceau era stato arrestato per emissione di assegni a vuoto; madame Hanau per sette anni si era sottratta abilmente ad arresto e processo, nonostante le accuse di truffa conclamate; la banca Oustric aveva venduto ai risparmiatori titoli che valevano meno della carta su cui erano stati stampati e perfino l’allegra gestione della compagnia aerea Aéropostal aveva coinvolto un ministro delle finanze. Ad accendere la miccia infine fu Serge-Alexandre Stavisky – sedicente banchiere, ma in realtà abile truffatore con importanti relazioni nel mondo della politica e della magistratura – che, fuggito da Parigi in Alta Savoia per sfuggire all’arresto, si era suicidato in circostanze misteriose proprio mentre la polizia stava circondando la casa.

La Comèdie Francaise

Non aver impedito il suicidio del ricercato gettò dubbi velenosi sulla polizia che tra l’altro era già stata sospettata di collusione con Stavisky e si tentò allora di porvi rimedio in maniera piuttosto maldestra con la nomina di due alti funzionari ad altri incarichi: se poteva apparire normale che uno dei due fosse inviato come governatore generale in Marocco, la nomina dell’altro a direttore generale del prestigioso teatro di stato (la Comèdie Francaise) gettò invece nello sgomento e la situazione cominciò a precipitare. Il 5 febbraio il colonnello Jean-Marie-Francois de La Roque, capo dell’organizzazione di estrema destra Croix de feu (croce di fuoco), tentò un’irruzione al ministero degli interni, ma fu respinto. All’indomani i giornali di destra rivolsero tuttavia fiammeggianti appelli per una grande manifestazione di massa contro il governo con toni tali da far presagire un’insurrezione e soprattutto indicando nomi di politici e alti funzionari ritenuti responsabili. E ad accendere ulteriormente gli animi si diffuse la notizia (del tutto falsa) che il governo si apprestava a far intervenire truppe coloniali contro il popolo di Parigi.

1871, la Comune di Parigi

Pre Macron l’antipatico

Dopo un duro confronto di ore cominciato nel primo pomeriggio, intorno alle sette di sera furono sparati i primi colpi d’arma da fuoco. La folla dei manifestanti tentò di forzare il ponte sulla Senna che separa place de la Concorde dalla sede del parlamento, dove si stava votando la fiducia del nuovo governo, ma fu respinta. Seguirono altri spari, mentre nel frattempo era stato appiccato un incendio all’androne del vicino ministero della marina e una violenta sassaiola colpiva i vigili del fuoco che tentavano di domare le fiamme. Intorno a mezzanotte sembrava che la camera fosse sul punto di subire un’irruzione dei manifestanti, ma in extremis uno sconosciuto ufficiale della gendarmeria accorso con rinforzi riuscì a sgomberare tutta la piazza. Alla fine, tra forze dell’ordine e manifestanti, si contarono una ventina di vittime e migliaia di feriti: il più violento scontro di piazza accaduto a Parigi dal 1871.

 

AVEVAMO DETTO

Francia, la protesta ‘giubbotti gialli’, oggetto sociale non identificato

 

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