• 19 Febbraio 2020

Suicidio planetario a colpi di CO2, il clima e quel pazzo di Trump

Trump, rischio vero elettorale
dalle sbruffonate sul clima

Suicidio planetario a colpi di CO2
L’amministrazione Trump, funzionari dello Stato, scienziati, sconfessa il suo rozzo presidente dalla sparate facili a convenienza, sui cambiamenti climatici. «Stanno trasformando dove e come viviamo», scrivono in un rapporto ben 13 agenzie e dipartimenti federali, che descrivono un quadro a dir poco preoccupante della situazione,dando indirettamente dell’irresponsabile e del bugiardo al presidente che ha più volte definito “bufale” le notizie sul ‘climate change’.
Non solo il surriscaldamento del globo esiste ma rischia anche di costare caro alla stessa economia americana, che Trump voleva favorire liberandola da oneri anti inquinamento decisi con gli accordi di Parigi dal resto del mondo, ma con con la firma del detestato Obama.

Tra il 2100 e la
fine del mondo

Entro il 2100 – dicono analisti e scienziati – le risorse che dovranno essere impiegate per contrastare gli effetti del ‘global warming’ si calcoleranno a “centinaia di miliardi di dollari”. Continuando a ragionare solo di soldi, senza interventi di contenimento di emissioni, “l’indotto economico rischia di contrarsi del 10%”. Apocalisse annunciata a fare a pugni con le negazioni dell’ingombrante inquilino della Casa Bianca. «I cambiamenti climatici creano nuovi pericoli e aggravano le sfide per la salute e la sicurezza umana, la qualità della vita e il tasso di crescita economica”, si legge nel rapporto Usa di oltre 1000 pagine in cui si sostiene, che le conseguenze del cambiamento del clima stanno già colpendo gli Stati Uniti e il rischio di ulteriori catastrofi naturali aumenta. Stretta drammatica attualità gli incendi devastanti in California, uragani sempre più violenti, e via via ‘catastrofando’.

Allarme Onu, isolamento Usa
i 16 ‘volenterosi’ e l’Italia

Ad anticipare il rapporto interno Usa, l’allarme Onu sui gas serra: “Senza un rapido taglio dei gas CO2 e degli altri responsabili dell’effetto serra, i cambiamenti climatici avranno impatti sempre più distruttivi e irreversibili sulla vita sulla terra -avverte l’agenzia World Metereological Organization- E non ci sonio più margini ‘di trattativa’, di rinvii”. Ed ecco che 16 capi di Stato, tra cui Mattarella, raccolgono e rilanciano, firmando un appello per trovare al più presto una soluzione alla crisi climatica globale. L’impegno di tutti i Paesi, in vista della Conferenza Onu sul clima dal 3 al 14 dicembre del 2018 a Katowice in Polonia. Appello al mondo a “fare tutto ciò che è umanamente possibile per fermare i cambiamenti e per rispondere ai loro perniciosi effetti”, dichiara il presidente della Repubblica. Esortazione generica con destinatario mirato ma duro d’orecchie. La discesa in campo dell’America diventa decisivo.

Ora Trump provi
ancora a negare

Il riscaldamento globale, dal secolo scorso la temperatura media globale è già aumentata di circa 1 grado Celsius, e la sua minaccia è orizzontale: agricoltura, silvicoltura, energia e risorse idriche. Genere umano suicida a colpi di anidride carbonica, metano, protossido di azoto -solo per citare i killer principali- molto al di sopra dei livelli preindustriali, senza alcun segno di inversione del rialzo, si legge nel rapporto della World Metereological Organization. “E tutto ciò, inevitabilmente, rappresenta una seria minaccia per la pace e la stabilità in tutto il mondo”, scrivono i 16 capi di Stato. Già, perché dalla fame e dalla catastrofi, i popoli fuggono, e non li fermi a lungo sui confini neppure con i marines. “I cambiamenti del clima minacciano la vita di milioni di persone nel mondo”, avverte Michelle Bachelet, diritti umani delle Nazioni Unite. “Nazioni, ecosistemi, popolazioni e modi di vivere potrebbero semplicemente cessare di esistere”.

I numeri della scienza
varianti della politica

I gas serra catturano una parte dei raggi solari che attraversano l’atmosfera, che a sua volta si riscalda. “La Co2 persiste per secoli nell’atmosfera e ancora più sull’oceano e non abbiamo una bacchetta magica per far scomparire tutto questo eccesso di anidride carbonica”, spiegano dal World Metereological Organization. La sua concentrazione nell’atmosfera ha raggiunto 405,5 parti per milione nel 2017, peggio nel 2016, l’anno di El Niño. “L’ultima volta che la Terra aveva un contenuto di anidride carbonica paragonabile, era tra i 3 e i 5 milioni di anni fa: la temperatura era dai 2 ai 3 gradi più alta e il livello del mare superiore di 10-20 metri rispetto a quello attuale”, spiegano gli scienziati. Provate voi ad immaginare cosa potrebbe voler dire qualcosa di simile nel nostro mondo e sulle nostre città.

Remocontro

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