mercoledì 23 gennaio 2019

Kenya, rapita volontaria italiana di 23 anni, banditi o Isis?

Una giovane volontaria italiana di ventitré anni è stata rapita in Kenya, sulla zona costiera. Lo ha riferito il capo della polizia kenyota Joseph Boinnet secondo cui il rapimento sarebbe avvenuto ieri sera intorno alle 20 ora locale, nella contea di Kilifi, sulla costa del Paese.

Volontaria italiana di soli 23 anni
è stata rapita sulla costa del Kenya

Kenya, rapita volontaria italiana di 23 anni.
Si tratta di Silvia Romano, una cooperante della Africa Milele Onlus.
Secondo quanto riporta Citizen Tv Kenya, la giovane lavora come volontaria per l’organizzazione Africa Milele Onlus, con sede a Fano, nelle Marche.


La volontaria italiana è stata rapita durante l’attacco in un mercato di Chakama, a circa 80 chilometri ad ovest da Malindi.
Il quotidiano locale The Nation che parla di 80 “uomini armati in modo pesante” che hanno attaccato il villaggio sparando in aria e sottolineando che si ritiene che il commando appartenga alle milizie di Al-Shabaab.
“Poi hanno rapito la giovane donna italiana che lavora come volontaria nell’area”, riportano ancora fonti locali specificando che la connazionale è stata prelevata nella casa da lei affittata nella zona commerciale di Chakama.
Quando è arrivata la polizia sul luogo gli armati avevano già attraversato il fiume Galana, Somalia, racconta ancora il testimone dell’attacco in cui sono rimaste ferite cinque persone.

 


Secondo il capo della polizia kenyota Joseph Boinnet, il rapimento sarebbe avvenuto ieri sera intorno alle 20 ora locale, nella contea di Kilifi. Nell’attacco almeno cinque persone – tra queste ci sarebbero dei bambini e dei ragazzi – sarebbero rimaste ferite. La più grande delle persone rimaste ferite ha ventitré anni e sarebbe in gravi condizioni. Tutti i feriti sono stati portati in ospedale.
Va detto, e ciò non tranquillizza, che nella zona nel passato anche recente ci sono stati rapimenti di altri stranieri da parte dei fondamentalisti islamici con base in Somalia.

La Procura di Roma ha aperto un fascicolo di indagine in relazione al rapimento. Fonti della Farnesina hanno confermato il rapimento. L’unità di Crisi della Farnesina è in contatto con l’ambasciata d’Italia a Nairobi e con la famiglia della cooperante. Come in tutti i casi di rapimenti all’estero, sottolineano le stesse fonti, la Farnesina intende mantenere il più stretto riserbo sulla vicenda “nell’esclusivo interesse della connazionale”.

L’Unità di crisi della Farnesina che appare, l’Aise, i servizi segreti esteri che, come in ogni casi di sequestro di italiani all’estero, sono i soli operativi.

 

Chi sono gli ‘Al-Shabaab’
dalla Somalia al Kenya

Nell’aprile 2015 il gruppo terrorista islamico somalo Al-Shabaab ha rivendicato l’attacco in un campus universitario di Garissa, nell’est del Kenya, che ha provocato almeno 15 morti e 60 feriti. Gli estremisti avrebbero separato gli studenti cristiani da quelli musulmani

Nel 2013 Al-Shabab ha attaccato il centro commerciale Westgate Mall di Nairobi, provocando decine di morti. Marc o 2015 il gruppo ha rivendicato gli attacchi nella contea di Mandera, sul confine con la Somalia, in cui sono rimaste uccise 12 persone. Dati statistici forniti dalla polizia indicano che 312 persone sono rimaste uccise in attacchi sferrati da Al-Shabab in Kenya dal 2012 al 2014. Nello stesso periodo 38 persone sono morte e 149 sono rimaste ferite proprio a Garissa.

Al-Shabaab e Somalia

Nella Somalia precipitata nel caos e nella guerra civile dopo la caduta del dittatore Siad Barre nel 1991, gli al Shabaab (“giovani”, in arabo) cominciano a definirsi come organizzazione integralista pochi anni dopo nel corso dell’insurrezione contro le truppe etiopi. Queste ultime erano penetrate in Somalia nel 2006 per rovesciare, sempre con il sostegno degli Usa, l’Unione dei Tribunali Islamici che aveva preso il controllo della capitale Mogadiscio.

Nel 2009 gli al Shabaab hanno dichiarato la loro alleanza con al-Qaida che li ha ufficialmente integrati nella sua rete terroristica all’inizio del 2012. Ciò nonostante, nel 2011 sono stati costretti a ritirarsi da Mogadiscio dai soldati dell’Unione Africana (Amisom) e hanno gradualmente perso tutte le loro roccaforti nel centro e nel sud del Paese. Continuano pero’ a controllare vaste zone rurali da qui partono per spettacolari quanto sanguinosi attentati nel vicino Kenya.

Valutazione di tre anni e mezzo fa, l’organizzazione terroristica potrebbe contare su migliaia di guerriglieri (tra i 5.000 e i 9.000 secondo gli osservatori) e sul sostegno obbligato delle popolazioni rurali, sottoposte a vessazioni di ogni genere dai radicali islamici. Contro di loro sono schierati i militari dell’Unione Africana (22.000 uomini) che finora pero’ non hanno spinto la loro offensiva vero l’estremità meridionale della Somalia.

 

KENYA E TERRORISMO
AVEVAMO DETTO

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