lunedì 17 giugno 2019

Riduzione delle truppe Usa in Africa per spostarle verso Cina e Russia

Il Dipartimento della Difesa americano ha annunciato il riassetto del personale anti-terrorismo del Africom per altre priorità nella strategia nazionale di Difesa.
In una breve dichiarazione il Pentagono ha fatto sapere che il taglio previsto sarà del 10% dei 7.200 soldati del Comando americano in Africa e sarà effettuato in diversi anni.

Il terrorismo in Africa cresce
ma l’America ha altri bersagli

Anti terrorismo in Africa, l’America taglia. Intanto veniamo a sapere che i militari statunitensi ufficialmente presenti attualmente in Africa sono 7 mila 200. Quelli ‘ufficiosi’ e non proprio soldati, non lo raccontano a noi. Scenderanno a 6 mila 500 da qui a presto, annuncia il Pentagono nei suoi nuovi conti sul fronte anti terrorismo. Purtroppo non è una riduzione legata ad una riduzione delle tensioni interne africane. Tutt’altro. Piuttosto, l’applicazione della dottrina Trump su ‘America First’, ‘se il problema non ci tocca direttamente, sono cavoli vostri’.

Pentagono

“Ricalibreremo le nostre risorse per la lotta contro il terrorismo e le forze operanti in Africa nei prossimi anni per mantenere una posizione competitiva nel mondo” ha spiegato Il portavoce del Pentagono Candice Tresch e rilancia Elvio Rotondo su Analisi difesa. Risparmi per ‘ottimizzare’, prova a rassicurate il vertice militare Usa. “Il piano preserva (preserverebbe) la maggior parte delle partnership e dei programmi di cooperazione per la sicurezza degli Stati Uniti in Africa, per migliorare le capacità dei partner e supportare i programmi in corso”.
Attività Counter-Violent Extremist Organization in diverse aree, tra cui Somalia, Gibuti e Libia, resteranno in gran parte le stesse. In altre regioni, come l’Africa occidentale, solo consulenza, assistenza, e intelligence.

Isis e Boko Haram

Suona abbastanza male la coincidenza dell’annuncio Usa con il sequestro della cooperante italiana. Aree di tensione che non coincidono. Gli gli Usa, il principale obiettivo strategico di Africom sarà nella regione del Lago Ciad contro Boko Haram e ISIS. Al Shabaab somala non è nell’elenco delle priorità, ma speriamo. Il Comando USA Africa -ci informa sempre Analisi difesa- “lavora con i quattro paesi della regione del Lago Ciad (Camerun, Ciad, Niger e Nigeria) per rafforzare la capacità di assicurare che Boko Haram e ISIS in Africa occidentale non minaccino gli interessi dei partner, degli alleati o degli Stati Uniti”. Cambiando cosa? “Ruolo di supporto, per consentire ai partner africani di affrontare le sfide di sicurezza. Le forze USA hanno un ruolo di supporto e non quello di partecipanti al combattimento diretto”.

Tagli Africom e i nemici di sempre

Africom è il primo comando militare regionale degli Stati Uniti a iniziare a ridurre le forze anti-terrorismo, ma ci saranno altri tagli, in altri comandi in Europa, nel Pacifico e altrove, non per speranze di pace nel mondo, ma per variazione di nemici. Che per il segretario alla difesa Jim Mattis, tornano ad essere prioritariamente Russia e Cina.
La Cina come un concorrente strategico che usa l’economia per intimidire i suoi vicini, mentre militarizza il Mar Cinese Meridionale.
La Russia, sempre secondo il documento, ha violato i confini delle nazioni vicine e persegue il potere di veto sulle decisioni economiche, diplomatiche e di sicurezza dei suoi vicini. Fuorilegge ancora la Corea del Nord, con buona pace di Kim, mentre il Diavolo assoluto resta l’Iran che, predica Washington, “rimane la sfida più significativa per la stabilità in Medio Oriente”. Così sappiamo di quali prossime guerre dovremo occuparci.

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