lunedì 24 giugno 2019

Saud, delitto di Stato regno suicida: per la Cia il mandante è l’erede

Omicidio Khashoggi, il principe saudita Bin Salman è il mandante. Le conclusioni della Cia. Lo rivela il Washington Post.
-A protestor wears a mask of depicting Saudi Crown Prince Mohammad Bin Salman with red painted hands next to people holding posters of Saudi journalist Jamal Khashoggi during the demonstration outside the Saudi Arabia consulate in Istanbul.

Delitto strategico
come perdere un regno
e rivoluzionare ½ mondo

Saud, delitto di Stato regno suicida. La valutazione dell’agenzia di intelligence Usa è la più autorevole per ora tra quelle che legano il principe Bin Salman al delitto e complica gli sforzi dell’amministrazione Trump di salvare le relazioni con il suo stretto alleato in Medio Oriente. Nel raggiungere le sue conclusioni, la Cia ha esaminato molteplici fonti di intelligence, compresa una telefonata che il fratello del principe, Khalid bin Salman, ambasciatore di Riad negli Stati Uniti -tutte carriere in famiglia-, fece a Khashoggi, dicendogli che doveva andare al consolato saudita di Istanbul per recuperare i documenti necessari al suo matrimonio e assicurandolo che non avrebbe corso pericolo. Non è chiaro, scrive il Wp, se Khalid sapeva che Khashoggi sarebbe stato ucciso ma egli fece la telefonata – intercettata dagli 007 Usa – su ordine del fratello. Simpatici ed affidabili questi fratelli Saud, vero?

Il principe ambasciatore
postino regale

Dettaglio che sino ad oggi era sfuggito alle cronache, il fatto che ad essere ambasciatore saudita a Washington sia il fratello del principe coronato, Khalid bin Salman. Famigliola molto unita quella dei Salman. Non è chiaro, scrive il Wp, se Khalid sapeva che Khashoggi sarebbe stato ucciso, ma egli fece la telefonata – intercettata dagli 007 Usa – su ordine del fratello, e questo è un dettaglio molto poco chiaro se non addirittura sospetto. Intanto chi può dare ordini o chiedere certe cose alla Cia. Ambasciata, reggia da Riad e famiglia Saud ovviamente smentiscono. Ma perché il caso Khashoggi ci riguarda tanto da vicino (anche noi alleati decisamente minori)? La valutazione dell’agenzia di intelligence, nella quale i dirigenti Usa, adesso che la hanno ‘de-Obamizzata’, affermano di avere un alto grado di fiducia, complica gli sforzi dell’amministrazione Trump di salvare le relazioni con il suo stretto alleato in Medio Oriente.

Non muove foglia
che Salman non voglia

La posizione accettata è che non c’è modo che questo sia accaduto senza che l’erede al trono lo sapesse o fosse coinvolto”, afferma un dirigente Usa a conoscenza delle conclusioni della Cia. Gina Haspel, neo direttrice della Cia, è stata in missione in Turchia dopo il brutale assassinio e ha poi informato il presidente americano Donald Trump sulle conclusioni. Il governo saudita ha sempre negato ogni coinvolgimento della casa reale. In un primo momento aveva negato anche la morte di Khashoggi. La valutazione degli 007 americani smentisce gli ultimi sviluppi dell’indagine saudita, che ha portato all’incriminazione di 11 persone (5 a rischio pena di morte) con l’ammissione di un’operazione di criminalità regnante per riportare Khashoggi in Arabia Saudita ma finita male, a causa, dicono adesso, di una overdose letale. Un’operazione di cui Bin Salman non sarebbe stato a conoscenza.

L’alleato chiave
di troppo vergogna

Versione presa subito per buona dall’amministrazione Trump, che si è limitata a sanzionare 17 persone legate all’omicidio, i presunti killer a dintorni, guardandosi bene dal mettere in discussione il principe ereditario, alleato indispensabile per Trump. Geopolitica, soldi ed armamenti. In chiave geo-politica per contrastare l’Iran in Medio Oriente, e in chiave economica per il petrolio e i maxi investimenti negli Usa, a partire dagli armamenti. 100 miliardi di dollari sonanti, a contratti già firmati e pagamenti in corso. A nulla sono serviti finora indizi pesanti come la registrazione audio dell’omicidio condivisa da Ankara con gli alleati occidentali. Senza contare i legami diretti, di amicizia personale di alcuni membri del team, ad esempio il genero di Trump, con lo stesso Bin Salman. Problemi gravi e su due fronti strategici, mente in contemporanea va in crisi il governo israeliano dell’altro fedelissimo trumpiano Benjamin Netanyahu.

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