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giovedì 17 Ottobre 2019

Flotta Usa scorta il gas americano alla Polonia, ma è un affare?

Varsavia considera i due contratti a lungo termine di fornitura di gas naturale liquefatto americano come una grande vittoria sulla russa Gazprom e un passo decisivo verso il ritorno del Paese sul mercato del gas europeo e mondiale in veste di attore di rilievo.
Ma fanno bene i polacchi a fidarsi di Washington?
Politica, non economia

Quel Gas attraverso l’oceano

Flotta Usa scorta il gas americano alla Polonia
La settimana scorsa Polonia e Stati Uniti hanno firmato accordi importanti nel settore della sicurezza energetica. Interesse strategico chiave, riscattare la Polonia dalla dipendenza dei combustibili russi. Facile da c alpiore, meno facile il farlo. Questioni di distanze e di costi.
Il ministro polacco dell’Energia Krzysztof Józef Tchórzewski festeggia ma poi deve fare i conti con i contratti che ne stanno venendo.
Ed anche Washington bada al sodi: amici quanto vuoi, ma i contratti? Per questo, la firma della dichiarazione sulla sicurezza energetica l’8 novembre è stata accompagnata dalla conclusione del contratto per l’approvvigionamento di gas naturale liquefatto (GNL) americano tra la società polacca PGNiG e l’americana Cheniere Energy. La fonte è la ‘sopettabile ‘Sputnik, ma i riscontri occidebntali ci sono tutti.

Contratto ventennale

La Polonia firma un contratto ventennale con gli USA per la fornitura di Gas Naturale Liquefatto.
Il documento stabilisce che tra il 2019 e il 2022, la Polonia acquisterà 0,73 miliardi di metri cubi di gas americano all’anno, e 1,95 miliardi all’anno tra il 2023 e il 2042. Una montagna di Gas. E questo è già il secondo contratto concluso da PGNiG con gli americani. A metà ottobre alcuni giorni dopo l’incontro tra il presidente polacco Duda e Trump a Washington, Varsavia si è impegnata ad acquistare dall’americana Venture Global 2 milioni di tonnellate di GNL per 20 anni a partire dal 2022. Da qui all’eternità, col contratto d’ottobre secondo cui i polacchi riceveranno il gas negli stabilimenti in Louisiana, per poi distribuirlo come preferiscono, cioè anche venderlo a Paesi terzi, o portarselo a casa a costi e cavoli loro.

Polonia export Usa

Il nuovo contratto, quello con Gas postato al terminale polacco di Świnoujście, fa diventare la Polonia stessa una succursale di Area per il Gas made in Usa: domanda interna o per venderlo ai Paesi vicini. Gli esperti sono concordi nell’affermare che l’acquisto del GNL americano da parte della Polonia è dettato da ragioni non tanto economiche, quanto prettamente politiche. Valutazione del governo attuale, “ciò che è buono per gli USA, è buono anche per noi”. Lettura diversa della Unione europea e in particolare Parigi e Berlino,perché Parigi che sostengono che l’Europa ha interessi propri che non coincidono affatto con quelli di Washington, di cui la Polonia si propone come fiduciaria in area baltica.

Poi c’è gas e gas

I progetti per l’acquisto di GNL americano sono il risultato degli ambiziosi sforzi di Varsavia per diventare il principale hub europeo di distribuzione del gas in contrapposizione con la Germania.
Un’altra ragione è il desiderio della PGNiG di guadagnare dalla rivendita di gas americano in Asia.
Ma tutto questo comporta enormi rischi e Washingto spreca promesse e sconti al suo “migliore amico europeo”, dixit. Ma è vero? La PGNiG acquisterà il gas al prezzo di mercato, cioè allo stesso livello delle quotazioni presso la borsa dei titoli energetici Henry Hub. Inoltre con l’acquisto del GNL direttamente agli stabilimenti in Louisiana saranno dei polacchi e spese di trasporto per la fornitura del gas al consumatore finale. Secondo il contratto con Cheniere, le spese di trasporto saranno aggiunte alla quotazione in borsa del gas. Dunque, il GNL americano non è per niente più competitivo di quello russo sul mercato europeo. E la situazione non farà che peggiorare per i polacchi sia relativamente ai prezzi del gas sia alle spese di trasporto. Versione Sputnik, come già detto, a i dati sono quelli.

Mercato nero dell’oro nero

Il Centro meteorologico americano ammonisce che l’invern o in arrivo inverno sarà tanto freddo quanto il precedente. Quidi, scorte di carburante e rapido aumento delle quotazioni di mercato. Ed il GNL è rincarato negli ultimi tre mesi già del 18%. Quindi un buon affare quello polacco. Pare di no.
I cambiamenti climatici globali renderanno peggiore il clima negli USA: inverni più rigidi e condizionatori in estate. Aumento dei prezzi del gas inevitabile a medio e lungo termine, assieme alla spese di trasporto. Vi è una penuria mondiale di camion cisterne per il trasporto di gas e secondo la S&è Global Platts, il trasporto aumenterà di 3,5 volte l’anno.
Dunque, il GNL americano in Europa in un prossimo futuro sarà considerevolmente più caro di quello russo. Varsavia dovrà dire addio ai suoi sogni di diventare uno degli attori principali sul mercato energetico europeo.

Frottole russe?

Gli esperti parlano di un mercato saturo dove, nei prossimi decenni il maggior acquirente di gas al mondo sarà la Cina e il suo mercato fra poco si potrà dire saturo. Il 20 dicembre del 2019 comincerà a funzionare il gasdotto Forza della Siberia che effettuerà il trasporto dalla Russia in Cina di 38 miliardi di metri cubi di gas russo l’anno. Un quarto in più delle forniture attuali di GNL verso la Cina: 21 miliardi di tonnellate l’anno, cioè 30 miliardi di m3. Di più: al Forum economico europeo,
il leader cinese Xi Jinping e il presidente russo hanno concordato i dettagli per la costruzione del gasdotto Forza della Siberia 2 che attraverserà l’Altay.
La costruzione di questo gasdotto di potenza pari a 30 miliardi di m3 l’anno potrebbe cominciare già nei prossimi mesi ed entro il 2022 sarà attivo a pieno regime. Inoltre, la russa Novatek per il secondo anno sta incrementando le forniture del proprio GNL da Yamal verso la Cina.

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