venerdì 16 novembre 2018

India, New Delhi soffoca e le cause dello smog sono politiche

India. Esiste nel mondo una città dove respirare l’aria è come fumare 50 sigarette al giorno. Accade a New Delhi, la città più inquinata del mondo. In realtà lo smog ha cause ben precise che vanno al di là delle problematiche ambientali di una megalopoli e sono politiche.

India, la capitale soffoca

India. Esiste nel mondo una città dove respirare l’aria è come fumare 50 sigarette al giorno. Non è un paradosso ma quello che accade a New Delhi, la città più inquinata del mondo. Con una popolazione che solo nell’area urbana conta circa 20 milioni di abitanti, il problema sta assumendo dimensioni enormi, che già uccide e che mette a rischio la vita delle persone e influendo sullo stesso ambiente del pianeta.
Una situazione ben conosciuta e studiata dagli esperti ma che è balzata tra le prime notizie delle cronache internazionali recentemente. In occasione della festa del Diwali, una delle più importanti celebrazioni induiste che si tiene ai primi di novembre, si sono registrati livelli record di inquinamento atmosferico. I reportage parlano di una foschia tossica causata dai fuochi artificiali accesi nella notte della festività che si sono mischiati allo smog presente nell’aria. Una spessa coltre di fumi ha coperto i principali monumenti di Delhi come l’omonimo Forte e la Porta dell’India. Gli abitanti sono stati costretti ad indossare mascherine

La città più inquinata del mondo

Le autorità erano a conoscenza della situazione anche perché l’Organizzazione mondiale della sanità aveva misurato i livelli di qualità dell’aria. I gas nocivi hanno toccato quota 526, ogni livello oltre i 500 può causare gravi problemi al cuore e ai polmoni e i  medici avevano consigliato di evitare attività all’aperto. Secondo l’Agenzia di monitoraggio dell’inquinamento , era stato raggiunto un livello elevato di insalubrità, con l’indice medio di PM10 (particelle di polvere e fumo) a 276, e punte di 394 nell’area di Wazipur.
Ma nonostante le raccomandazioni e i paventati divieti di sospendere l’uso di mezzi privati, la popolazione non ha voluto sospendere la “Festa delle luci”. In realtà si tratta solo di un ulteriore aggravio su un contesto ambientale gravemente degradato. Già nel 2015 quasi il 25% di tutti i decessi in India erano stati causati dall’inquinamento.
La commissione per l’inquinamento della prestigiosa rivista Lancet ha parlato di 2,5 milioni di morti. Gli ospedali hanno registrato un aumento del 20% nei pazienti con malattie legate all’inquinamento e i medici hanno dichiarato una vera e propria emergenza sanitaria pubblica. Lo scorso anno la United Airlines ha cancellato diversi voli diretti a Delhi a causa della visibilità troppo bassa. Si sono verificati numerosi incidenti automobilistici e molti treni hanno subito ritardi o soppressioni

Cause ambientali e politiche

In realtà lo smog ha cause ben precise che vanno al di là delle problematiche ambientali di una megalopoli. La situazione sarebbe peggiorata nel tempo per una combinazione pericolosissima tra un’antica tecnica agricola e i residui tossici prodotti dalla vita urbana moderna. Secondo un consorzio di ricerca indipendente, il Berkeley Earth,  l’inquinamento non sembra nemmeno provenire dalle città. L’unicità dello smog di Delhi è che il fumo proveniente dalla combustione all’esterno si sta mescolando con l’inquinamento della metropoli.
L’inquinamento ha anche cause politiche. Infatti sia gli agricoltori che gli abitanti della capitale rappresentano importanti bacini elettorali per i partiti indiani, nessuno vuole perdere consensi e non si riescono a trovare delle soluzioni. Ad esempio il bruciare le colture è spesso il modo più economico per liberare i campi e gli agricoltori non vogliono spendere di più per favorire gli abitanti di Delhi. Il risultato è stato quello di provocare numerose proteste e manifestazioni nella capitale indiana come ha più volte riportato il Washington Post.
Si è tentato anche di mettere uno stop alle costruzioni a Delhi ma la reazioni rabbiose dei lavoratori edili sono state immediate. Fallito anche un progetto di razionalizzare la circolazione delle auto a causa di numerosi ricorsi giudiziari. In definitiva le leggi sul controllo dell’inquinamento, che pure esistono, sono rese vane dalla paura di alienarsi considerevoli blocchi di voti.

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