venerdì 16 novembre 2018

L’assassino di don Andrea Santoro libero in Turchia diventa bersaglio

Ricordate don Andrea Santoro, il sacerdote italiano ucciso in Turchia, a Trebisonda, il 5 febbraio 2006?
Ouzhan Akdil, l’assassino sedicenne condannato a 18 anni e 10 mesi di carcere, ma ormai libero, diventa bersaglio in una strana resa dei conti

Don Andrea Santoro, Turchia 

Don Andrea Santoro, sacerdote italiano in Turchia, ucciso a Trabzon, Trebisonda, sul Mar Nero, il 5 febbraio 2006. Per il suo omicidio a sfondo nazionalistico religioso fu arrestato Ouzhan Akdil, un sedicenne esaltato, condannato a 18 anni e 10 mesi di carcere. Ma Ouzhan era ormai libero da tempo -le galere turche del dopo golpe sono decisamente troppo affollate-, ma adesso qualcuno ha provato a saldargli il conto a Bodrum, la città sul Mar Egeo nota come luogo di vacanze. Ignote le ragioni del tentato omicidio, ma certo uno strano destino.

Un omicidio da sempre avvolto nel mistero, quello di don Santoro, ed ora il tentato omicidio a seguire, anche se nulla al momento collega i due fatti. Ouzhan Akdil aveva colpito don Santoro con due colpi alla schiena mentre il sacerdote stava pregando, la domenica pomeriggio, sull’ultimo banco nella chiesa di Santa Maria. Una violenza che colpì molto l’opinione pubblica italiana, governo Berlusconi schierato in prima fila per l’ammissione della Turchia nell’Ue, tanto da spingere l’allora premier Erdogan ad una rara intervista ‘riparatoria’ verso l’Italia col Tg1.

L’attentato, secondo le indagini, era nato negli ambienti nazionalistici e ultrareligiosi, ‘lupi grigi’ versione islamica già allora con istigatori/addestratori locali e via Internet su cui la Turchia non ha mai indagato abbastanza. Il delitto era maturato nel periodo seguente alle feroci proteste anti cristiane per le vignette raffiguranti Maometto, pubblicate su un quotidiano danese. Akdil era stato liberato nel 2016, dopo un indulto voluto dal governo turco per sgomberare le celle necessarie a fare posto ai golpisti arrestati con l’accusa di avere legami con gli organizzatori del colpo di Stato.

Poi fu Monsignor Padovese

Il 3 giugno 2010 moriva a Iskenderun, l’antica Alessandretta, monsignor Luigi Padovese, il vicario apostolico dell’Anatolia, assassinato dal suo autista islamico fanatizzato. Nessuno sa con precisione perché Altun l’abbia ucciso. L’autista è stato condannato a 15 anni di carcere nel 2013 e durante il processo ha dato motivazioni contrastanti per il suo gesto: alla polizia aveva detto di «rivelazione divina», ai giudici di un rituale islamico, poi ha confessato di essere infermo mentalmente e infine ha citato un presunto rapporto omosessuale con il vescovo. I giudici hanno escluso collegamenti tra l’omicidio e appartenenza all’islam di Altun, mentre al processo la famiglia l’aveva sostenuto: «Dio è con te».

 

INTEGRALISMI CRESCONO
DA TV2000

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