venerdì 16 novembre 2018

Elezioni Usa, ‘strategia della paura, l’America profonda e senza sogni

Roger Ailes nella comunicazione della Casa bianca di Trump. L’ex Ceo di Fox News, scomparso l’anno scorso, che ideò gli spot della paura già per Nixon e per Bush senior.
-Un paese disilluso e diffidente, tentato da recrudescenze razziste e pronto a calarsi nell’antica logica dei pionieri e del Far West

Elezioni Usa, ‘strategia della paura. I più grandi network televisivi statunitensi -CNN, NBC e persino Fox News- hanno rifiutato la trasmissione a pagamento di uno spot prodotto e diffuso dal comitato elettorale del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, per via dei suoi contenuti che giudicano razzisti. Anche Facebook ne ha impedito la sponsorizzazione a pagamento.

Spot elettorale trumpiano

«L’unica cosa che mi dispiace e che ne ho ucciso solo due di fottuti poliziotti». Un’aula di un tribunale, il volto ghignante del messicano Luis Bracamontes, l’assassino, su cui appare la scritta: «I democratici lo hanno lasciato entrare nel nostro paese. I democratici gli hanno permesso di rimanere». Realizzato sotto gli auspici della Casa bianca e diffuso col Twitter presidenziale, lo spot viene rifiutato dalla Cnn, e ritirato anche dai palinsesti Nbc dopo valanghe di proteste.
«Lo spot tocca punte impensabili persino nel contesto xenofobo e razzista con cui Trump ha definito il suo contributo personale alla campagna di Midterm», annota Giulia D’Agnolo Vallan, che sul Manifesto racconta di un supporter chiave, fonte di ispirazione importante dell’attuale presidente: l’ex Ceo di Fox News, Roger Ailes.

Roger Ailes, Fox News

Ora un film sul personaggio, ‘The Story of Roger Ailes’, il ‘grande burattinaio’ della galassia mediatica a stelle e strisce o, come lo definì Obama, «l’uomo più potente delle news», prima di essere licenziato dai Murdoch, Fox News, che lui dirigeva, nel luglio 2016, e prima di morire.
Si scopre che il primo ‘cliente’ importate di Ailes è stato Richard Nixon, e questo spiega molto. È stato nella sua campagna presidenziale di Nixon, pre Watergate, che l’ex capo di Fox News ha messo a punto la tecnica per superare l’attenzione mediatica critica, alimentando qualsiasi paura a portata di mano, fossero ebrei, musulmani, migranti, donne, omosessuali… Tecnica resa esplosiva da internet e da abili seguaci come Bannon, «Il nodo del messaggio trumpista incarnato dallo spregevole nuovo spot. Alla vigilia del voto, il grande burattinaio si fa sentire anche d’aldilà».

America profonda e senza sogni

Ma nonostante, Fox News, a due anni dalle elezioni che ‘hanno consegnato Trump agli Stati uniti e al mondo intero’, nessun Presidente americano ha goduto di una così solida impopolarità tra gli intellettuali e gli scrittori. In questo caso tocca a Luca Briasco raccontare della comunità trasversale che sui social e su Twitter non tralascia mai di sottolineare come Trump non abbia conquistato il consenso popolare ma solo quello dei Grandi Elettori, avendo ottenuto, di fatto, due milioni di voti in meno rispetto a Hillary Clinton.
(https://ilmanifesto.it/lamerica-senza-sogni-dei-rednecks/) Ed emerge un altro modo di leggere il fenomeno Trump attraverso le parole degli scrittori. Galleria di personaggi che danno il ritratto di un’America disillusa, spesso impoverita, tentata da recrudescenze razziste, sospettosa nei confronti dei nuovi migranti, pronta a calarsi nuovamente nell’antica logica dei pionieri e del Far West, in base alla quale la giustizia va somministrata secondo l’antica legge del taglione.

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