venerdì 16 novembre 2018

Trump e i Repubblicani candidati … a perdere le elezioni

Elezioni di “mezzo termine” per il Congresso Usa, non basta l’economia a salvare Trump.
-I sondaggi dicono che la Camera potrebbe passare ai Democratici, cosa che riaprirebbe la vecchia battaglia per l’impeachment

‘Algoritmo della catastrofe’

Trump e i Repubblicani candidati a perdere le elezioni
Questa volta il mazzo gli è scappato di mano e il gioco delle tre carte non gli è riuscito. Il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e il suo Partito Repubblicano (che finora l’ha sostenuto trangugiando bocconi amari) rischiano di prendere una storica legnata alle elezioni di “mezzo termine” per il Congresso, martedì, domani, per la proprietà transitiva, di perdere una Camera. Quella dei deputati. Il Senato, invece, verrà rinnovato solo per un terzo, e là, sia pure per un pelo, i Repubblicani dovrebbero mantenere la “majority”. Saranno eletti anche 39 nuovi Governatori. La disfatta aprirebbe per Trump la porta di un “algoritmo della catastrofe”.

I Democratici riavrebbero il coltello dalla parte del manico per tornare ancora alla carica e cullare il loro sogno (mica tanto segreto) che poi è l’incubo ricorrente di Trump: l’impeachment. I sondaggi comparati (e bilanciati alla virgola) resi noti da RealClearPolitics dicono che questa volta i Repubblicani potrebbero prendere un muro di calcestruzzo in faccia. La maggioranza alla Camera è di 218 deputati. Per ora la differenza è poca a favore dei Democratici (203 a 196) ma sono i seggi “toss up”, cioè ancora in bilico, che pendono contro Trump. E sono quindi gli indecisi che potrebbero affossarlo.

Tutto questo sebbene gli indicatori economici diano gli States in marcia come una locomotiva. Ergo: per una volta, le vecchie massime rese immortali da celebri personaggi, non funzionano. Krusciov diceva che gli elettori votano con lo stomaco? Beh, nel caso specifico gli americani lo smentiscono. Sembra proprio che abbiano messo da parte hamburger, ketchup e patatine per dare invece libero sfogo ai loro umori. Che sono neri. Anche i “wasp” (white, anglo-saxons and protestant), cioè i bianchi anglo-sassoni e protestanti sembrano diventati “gringos”.

I “wasp” sono la base elettorale di Trump, ma questa volta non c’è blocco etnico che tenga, di fronte a tutte le cappellate messe in fila da Donald negli ultimi mesi. Per cui, “todos caballeros”, o “gringos”. Per un giorno si vota senza guardare agli antenati. La gente non perdona al Presidente i suoi atteggiamenti irascibili, l’assoluta tracotanza, l’evidente incoerenza in politica estera e i suoi modi da “padrone delle ferriere”. Lui non governa la più grande democrazia del pianeta, no. Piuttosto “comanda” i ministri (e i suoi burocrati) manco se si trattasse del personale di un cantiere edile.

A volere essere buoni, sembra un “fazendero” che sbraita in faccia ai “peones e pretende di insegnare loro come si coltiva la terra. Solo che lui non ha mai piantato manco un piede di cicoria. E infatti il suo “job approval” (gradimento) è sotto di quasi 10 punti. Queste elezioni sembrano proprio un esperimento di laboratorio, per dimostrare come spesso si voti con la sfera emozionale (per antipatia) ma non con quella logica (l’interesse immediato). In effetti, a guardare solo i numeri dell’economia, Trump dovrebbe stravincere. Il Pil è al 3% (nel resto dell’Occidente se lo sognano), e il “forecast” per il prossimo anno conferma il dato. La Borsa vola, l’inflazione è ferma a un fisiologico 2,7% e la disoccupazione fa invidia: 3,7%, cioè quasi niente.

L’unica nota dolente è la bilancia dei conti correnti (-2,6% del Pil), ma quella è una patologia cronica, che gli Stati Uniti si trascinano da anni. Le guerre commerciali della Casa Bianca e la stretta protezionistica vorrebbero essere una soluzione. Ma invece, rischiano di aggravare il quadro. Il discorso sarebbe lungo e molti cultori della “criticità autorganizzata” sostengono che meno mani Trump mette nell’economia e meglio vanno le cose. A parte le tasse. Quello almeno il Presidente l’ha capito: più si abbassano e più decolla il sistema. E’ l’unica cosa per la quale Trump potrebbe fare il dopo-scuola ai politicanti nostrani che, su questo argomento, hanno il paraocchi.

 

QUATTRO ANNI FA ESATTI

Elezioni di ‘Midterm’, America di ½ presidenza

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