sabato 20 luglio 2019

Guerra di allenamento Nato-Russia in Norvegia

Sbarco nella Norvegia occupata, e gli alleati «giocano» alla guerra
-È la più vasta esercitazione Nato dalla fine dell’Urss.
-Mosca «risponde» con test missilistici nel Mar di Norvegia, a pochi chilometri dall’operazione Trident Juncture 2018

Norvegia invasa
e il cattivo utile

Guerra di allenamento Nato-Russia 
Norvegia invasa e «Trident Juncture 2018» l’esercitazione Nato per liberarla. La più vasta esibizione militare compiuta dalla Nato da quando nel 1991 smise di esistere l’Unione Sovietica, ma il cattivo anche se non ufficialmente dichiarato, alla fine è sempre lo stesso. 50 mila tra militari, 250 aerei, 65 navi e diecimila veicoli dei 29 Paesi membri dell’Alleanza Atlantica, più Svezia e Finlandia.
La Russia costretta nel ruolo, offre al teatrino militare, il test di alcuni vettori, davanti alle coste della Norvegia in acque internazionali a partire da oggi. «Non ci preoccupiamo -ribattono i comandi Usa vestiti Nato- a abbiamo una notevole forza navale nell’area», minimizza il comandante delle forze Usa in Europa, l’ammiraglio James Foggo in teleconferenza da Napoli, e adesso il mondo è più tranquillo.

Giochi pericolosi
e non sai il perché

«Malgrado le prudenze nelle prese di posizione alleate, resta sottilmente inquietante quanto sta accadendo nell’Europa settentrionale e orientale -osserva Maurizio Caprara sul Corriere della Sera- Soprattutto se si tiene presente che cosa è accaduto prima». La Crimea annessa dalla Russia nel 2014. Da allora circa diecimila morti, tra ucraini e filorussi, i dati Nato citati, in assenza di controprova.
Sempre da parte Nato, ricordate le esercitazioni russe più imponenti della propria storia: ‘Vostok 2018’, oltre 300 mila militari, 3.200 cinesi a alcuni mongoli. Dalla Siberia all’Estremo Oriente, dal Pacifico all’Artico. «E nell’Artico la presenza delle forze di Vladimir Putin è in aumento -annota Caprara- E gli Usa hanno reagito mandando nel circolo polare la Harry Truman, la prima portaerei a tornare lì dopo il 1991».

Trident Juncture
solo difensiva?

«Le azioni della Nato sul fianco orientale, nei territori dei suoi Stati, si possono descrivere come creazione di un potenziale militare in grado di proiettare la forza in direzione della Russia», la diversa lettura da parte del viceministro degli Esteri russo Alexander Grushko. «Molto preoccupante la situazione attuale, in una fase nella quale la Nato ha aumentato le attività verso Est», con la suo centro la rivoluzione/golpe in Ucraina.
Stoltenberg insiste sulla esercitazione «difensiva», anche se, si lascia scappare, «messaggio agli alleati e a chi li sfidasse: la Nato è pronta a difendere ogni alleato da ogni minaccia». Secondo Mosca, le manovre sono «un deliberato sforzo della Nato per trascinare Finlandia e Svezia nella attività pratica Nato, compresa la regolare partecipazione delle truppe di questi Paesi e l’uso delle forze Nato sui loro territori».

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