mercoledì 19 giugno 2019

Prove di Guerra Fredda nell’Artico, manovre Nato rivolte a Mosca

Nato, scenari da Guerra Fredda
Operazione Trident Juncture 2018, da ieri al 7 novembre. Nell’Artico la più grande esercitazione dal 2002. Risposta alla Vostok di Mosca.
-Italia in primo piano: il nostro contingente uno dei principali, mentre la base di Napoli diventa hub della ‘frontiera meridionale’. Ma il presunto nemico per il momento è a nord.

Maxi-manovra Nato
dopo la Vostok russa

Prove di Guerra Fredda nell’Artico. L’Alleanza atlantica si esibisce e mostra i muscoli nella più grande esercitazione dal 2002. Teatro scelto, l’Artico, terra e ghiacci tra Noi o Loro. Il nemico non immaginario di Trident Juncture 2018, anche se non dichiarato, è l’esercito russo e le manovre sono una risposta alle diverse dimostrazioni di forza che Mosca ha recentemente offerto al Mondo, vedi la gigantesca ‘Vostok 2018’, con l’impiego di 300mila militari, cinesi compresi. L’Alleanza Atlantica muove ‘solo’ 50 mila soldati, 10 mila veicoli, 65 navi e 250 aerei di 31 Paesi. Ipotesi, portare soccorsi a uno dei suoi membri in caso di aggressione. Ed è stato scelto l’Artico non a caso, regione di fondamentale importanza strategica per la difesa dell’Europa da possibili attacchi e al centro di una nuova contesa fra le principali potenze globali: basi militari, sfruttamento delle risorse e nuove rotte marittime.

USS Harry S. Truman

Sorpresa USS Harry Truman

In realtà l’Alleanza ha già da tempo iniziato a muoversi da tempo, spostando nei teatri scelti per l’esercitazione veicoli e truppe. Il 17 ottobre ad esempio, delle unità di marines Usa sono sbarcate in Islanda, dando di fatto l’inizio alle prime mosse sul campo di quello che sarà l’impiego più massiccio di forze Nato negli ultimi 15 anni. Nei numeri dell’esercitazione vanno aggiunti i circa 6mila soldati e 90 fra elicotteri e aerei a disposizione del gruppo d’attacco della portaerei americana USS Harry S. Truman. Ed era dal 1989 che una simile forza marittima non veniva impiegata dall’Alleanza al largo della Norvegia, molto vicino alle terre russe, troppo vicino, per il Cremlino. L’annuncio della partecipazione della Truman, è stato tenuto segreto sino alla conferenza stampa di presentazione della settimana scorsa.

Chi c’è, con cosa e perché

Tutti i 29 Paesi alleati invieranno contingenti militari mentre Svezia e Finlandia collaboreranno come partner esterni. Quello italiano sarà uno dei contingenti principali, circa 1200 uomini. Trident Juncture vedrà il movimento di truppe non soltanto sul territorio e acque norvegesi ma, i generali al comando, parlano di una ‘cortina armata’ che si estenderà dall’Islanda al Mar Baltico, includendo il Nord Atlantico e gli Stretti danesi. Ulteriore segno delle tensioni fra Washington e Mosca. Soltanto di sabato scorso l’annuncio del presidente Trump sulla volontà di ritirare unilateralmente gli Stati Uniti dal trattato INF. Le tempistiche e motivazioni per attuare la decisione rimangono confuse, ma i timori sono alti. Con la presenza a Mosca del consigliere per la sicurezza nazionale della Casa Bianca, John Bolton, l’anima nera dell’amministrazione Trump, in coincidenza con la Trident Juncture 2018.

Scenari da Guerra Fredda

L’Artico dunque come durante la Guerra Fredda. Nelle ultime settimane la Flotta del Nord, flotta russa, di ritorno dalla esercitazione Vostok-2018, si è mossa molto proprio nei mari artici. «All’inizio di ottobre anche l’aeronautica russa ha deciso di mobilitare diversi bombardieri a lungo raggio nella base di Murmansk, affacciata sul Mare Artico», precisa Francesco Sassi sul Fatto Quotidiano. Ed è dell’11 ottobre la mobilitazione di tutte le forze strategiche nucleari russe, dalle basi nella Siberia orientale, ai sottomarini dislocati nei mari settentrionali, con lanci simultanei di vettori balistici. Immagini satellitari sulla Penisola di Kola, a poche decine di chilometri dal confine fra Russia e Norvegia, mostrano con chiarezza decine di bunker di nuova costruzione, capaci di immagazzinare qualsiasi tipo di armamento, a richiesta di tensione internazionale.

Mosca avverte e guarda

«Le manovre rappresentano un deliberato sforzo dell’Alleanza Atlantica per trascinare Finlandia e Svezia nell’attività pratica del blocco Nato, -denuncia la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova-. Compresa la regolare partecipazione delle truppe di questi Paesi alle esercitazioni Nato e l’uso delle forze armate nei territori di Finlandia e Svezia». Nato espansiva attorno ai confini russi, e accusa contrapposte di interferenze. Ma la diplomazia e il ‘bon ton’ poi prevede anche osservatori militari russi in Norvegia per assistere all’esercitazione. Col segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg che, leggiamo la sua dichiarazione, avverte,”a patto che si comportino con professionalità ed evitino situazioni e comportamenti pericolosi”. Strano mondo.

 

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