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mercoledì 22 Gennaio 2020

Midterm, elezioni con pacchi bomba per Obama, Clinton e Cnn

Pacco rimosso dal Time Warner Center, evacuata la sede del network tv. Propaganda di destra nella busta per il governatore Cuomo.
-New York accusa Trump senza nominarlo: «Atmosfera di odio».
-La strategia repubblicana per il voto: ‘America vicina all’apocalissi socialista’

Allarme pacchi bomba negli Usa

Midterm, elezioni con pacchi bomba. Dalla aggressività verbale della nuova Casa Bianca scandita a colpi di Twitter, nella politica Usa incattivita, ora arrivano i pacchi bomba. All’indomani del pacco bomba indirizzato al milardario George Soros, altri due pacchi sospetti sono stati indirizzati alle residenze degli ex presidenti democratici Bill Clinton e Barack Obama, mentre per un allarme analogo è stato evacuato il grattacielo che ospita la redazione della Cnn. Il pacco bomba aveva come destinatario l’ex direttore della Cia, John Brennan, aperto critico del presidente Donald Trump. Tra gli altri pacchi sospetti, uno inviato all’ufficio del governatore di New York Andrew Cuomo e uno intercettato dalla polizia del Congresso, che aveva come destinataria la deputata democratica californiana Maxine Waters. Secondo gli inquirenti sarebbe “un unico individuo o gruppo di individui” ad aver inviato tutti i pacchi, dal primo indirizzato a George Soros lunedì, a quello intercettato sulla via della casa dei Clinton nella notte di ieri fino a quelli rinvenuti e bloccati oggi.

Strategia della tensione

Strategia della tensione che noi in Italia abbiamo imparato a conoscere, questa volta in casa Usa, a due settimane dalle elezioni di mid-term. Tensione politica facilmente strumentalizzabile. I politici di New York, il sindaco De Blasio e il governatore Cuomo, entrambi democratici, invitano ad “Abbassare i toni”, a non incoraggiare la violenza, l’odio, le divisioni e gli attacchi ai media”. Lo hanno detto quando, in una conferenza stampa, è stato chiesto loro se avevano un messaggio per Donald Trump alla luce degli eventi degli ultimi giorni. Destinatario noto, che replica con un rituale, “Questi atti sono terrorizzanti e riprovevoli, i responsabili ne pagheranno le conseguenze”. Hillary Clinton, altro bersaglio, è stata la più ‘politica’, con l’invito a “restare uniti” e a “votare chi ci garantisce questa unità”, sottolineando ancora di più il legame tra la strategia della tensione in atto, e l’appuntamento elettorale del 6 novembre.

Il Time Warner Center evacuato per allarme bomba

Midterm decisive per Trump

A due settimane dalle elezioni di midterm dunque, l’asticella della tensione si è spostata un po’ più in alto. Mentre negli ultimi giorni la strategia politica di Trump e dei repubblicani per contrastare i democratici si è fatta estremamente aggressiva. «Uno scenario apocalittico dove l’America potrebbe sprofondare sotto una presa di potere socialista con orde di terroristi che pressano ai confini degli Stati uniti racconta con efficacia Marina Catucci sul Manifesto. «Il presidente ha più volte indicato la Cnn e la stampa in genere come nemici del popolo che vogliono ribaltare un risultato elettorale voluto dalla base: ogni critica a Trump è indicata come un affronto sovversivo a cui ribellarsi». Intanto, grazie al voto anticipato hanno già votato oltre sette milioni di elettori, secondo un’elaborazione fatta per il New York Times, un numero record che fa prevedere un’altissima affluenza alle urne. Con sondaggi che danno due, tre punto di vantaggio ai democratici su Trump, ma meno di quanto sperato.

 

Si o No per un Trump bis

Il 6 novembre si vota per il rinnovo della Camera dei rappresentanti e del Senato. In palio gli equilibri politici che potrebbero facilitare o bloccare l’azione del presidente, in vista della ricandidatura per la presidenza tra due anni. Un’avanzata democratica è nell’aria. Ma sarà un’onda possente, o una mini-vittoria? Dal 7 novembre può aprirsi una fase nuova, con un Trump dimezzato e forse passibile d’impeachment, una parentesi politica, oppure confermare che il trumpismo ha ancora una base sociale compatta e un futuro. In palio c’è l’intera Camera dei deputati (435 seggi), un terzo dei 100 senatori, più una serie di governatori e sindaci. Alla Camera i sondaggi prevedono il ritorno di una maggioranza democratica. Più difficile per la sinistra la partita del Senato. Ipotesi attendibile, un Congresso bicefalo, con un Senato favorevole al presidente e una Camera ostile. Trump due? Andare in minoranza al Congresso non impedisce però al presidente di riconquistare un secondo mandato.

MIDTERM COSA?

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