venerdì 16 novembre 2018

Ritorno agli Euromissili, Trump e la strategia del gambero

Gambero Trump e il mondo cammina all’incontrario.
-L’incubo degli euromissili e la paura, 30 anni dopo, di un’escalation nucleare.
-Un mondo diverso ma più pericoloso della Guerra Fredda 1987.

Gambero Trump,
avanti all’incontrario

Ritorno agli Euromissili. Che il trattato firmato da Reagan e da Gorbaciov nel 1987 per eliminare tutti i missili a terra con una gittata tra i 500 e i 5.500 chilometri non fosse il miracolo per la pace nel mondo, era noto. Erano anche note le polemiche da sempre tra Mosca e Washington. Che che ne dica oggi Trump, fu per primo Obama ad accusare la Russia di barare, ma nessuno era stato così matto da far saltare il trattato ‘Intermediate Nuclear Forces’. Obama aveva ascoltato gli alleati europei. Trump, con noi, preferisce il vaffa grillino. Ed eccoci, senza neppure un preavviso di cortesia, alle prese con scenari da fine del mondo, dopo tanto ‘trastullarci politico’ con paure a utilità elettorale contingente. «Gli europei sembrano oggi ossessionati da altri problemi, dall’economia alle migrazioni, e in molti casi sembrano affascinati dal canto delle vecchie sirene nazionaliste, ma non prestano grande attenzione alle problematiche strategiche», commenta sull’Huffington Post Stefano Silvestri, storico presidente dell’Istituto Affari internazionali.

Ritorno al passato

Le capitali europee protestano, Londra tace, e nessuno sembra capirci qualche cosa. E’ matto, o cosa? Una risposta possibile, da parte di Franco Venturini, sul Corriere della Sera. Donald Trump e gli scazzi con l’Europa: ambiente, commercio, Iran, armi letali per l’Ucraina, spese Nato, sanzioni alla Russia. «Esistono allora due alternative strategiche per l’America First: rompere la cornice comunitaria (e ci stanno provando sovranisti e populisti con la collaborazione di Bannon) oppure rimettere in riga i singoli alleati in tema di sicurezza, un settore che gli europei trascurano da sempre. Il ritorno degli euromissili per colpa della Russia farebbe mirabilmente al caso, anche se sarebbe auspicabile che Washington esibisse qualche prova delle violazioni dell’Inf da parte di Mosca». Resta da stabilire se il sistema missilistico 9M729 che ci dicono sia dislocato a Kasputin Yar, rappresenti effettivamente una violazione dell’Inf come sostengono gli americani e come negano invece i servizi militari europei.

Cavoli europei

Esista una responsabilità reale della Russia o sia solo interesse dell’America, abbiamo capito cosa ci aspetta? Il Mediterraneo sulla scia del gelo Baltico, come la Polonia pronta a finanziare una base americana i casa? Italia disposta ad ospitare trent’anni dopo altri euromissili puntati contro la Russia e a fare a sua volta da bersaglio? Si chiede Venturini. Peggio quello che osserva Stefano Silvestri: «Nel 1980 pensammo che quella fosse una situazione pericolosa e da correggere. Ora il nostro alleato di riferimento sembra volerci mettere in grave difficoltà. Se invece gli USA si limitano a riprendersi la loro libertà d’azione, senza neanche preoccuparsi di cosa ne pensano gli alleati europei, non fanno altro che indebolire la NATO e la solidarietà transatlantica». Ora, mentre Trump elettorale spara, l’anima nera dell’amministrazione, Bolton è a Mosca a fare cosa? Europa ignorata in un confronto strategico che si giocherà sulla nostra pelle, nell’incerta credibilità di Trump. 

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