sabato 17 Agosto 2019

Trump rompi tutto rinnega Reagan e rilancia la corsa nucleare

Trump ritira gli Usa dal trattato nucleare Inf sui missili a medio raggio firmato nel 1987 che chiuse la vicenda degli euromissili, rinnega Reagan e rilancia la corsa nucleare.
-Obiettivo spianare la strada a un riarmo in chiave anti-Cina

Trump nucleare rinnega Reagan

Trump rompi tutto rinnega Reagan e rilancia la corsa nucleare. Trump contro il mondo, straccia un altro accordo, e questa volta parliamo di bombe atomiche, controllo delle armi nucleari con la Russia. The Donald rompitutto, dal Clima al nucleare iraniano, con l’uscita da importanti agenzie Onu, vedi Unesco e Consiglio per i diritti umani. Non c’è un importante accordo internazionale sul quale Donald Trump non abbia avuto qualcosa da criticare se fu ‘prima di lui’, e il ‘peggio massimo’ del predecessore Obama. Ora tocca a Reagan, che a destra gli fa ombra con quell’accordo sui missili firmato nel 1987 con Gorbaciov, che chiuse la vicenda degli euromissili. Un accordo chiave per la sicurezza europea, ma Trump ha elezioni parlamentari sue, Midterm, a cui badare, e spara ad incasso di voti.

Accordo per la sicurezza europea

«Finché qualcuno viola questo accordo, non saremo gli unici a rispettarlo», dichiara in Nevada. «La Russia ha violato l’accordo, lo violano da molti anni..», e la frecciata anti democratici contro Obama. Mosca condanna ma senza esagerare, in attesa di capire se si trattata di una sparata elettorale soltanto, o di cosa più seria. E il vice ministro degli Esteri Sergei Ryabkov si limita a ventilare la condanna internazionale che seguirebbe, né la prima né l’ultima rispetto a questa presidenza Usa. Un po’ più seriamente, il Guardian traduce le sparate presidenziali, e scrive di Stati Uniti pronti a rinegoziare il disarmo o a sviluppare nuove armi nucleari, guardando ad oriente, verso la Cina. L’accordo sino ad oggi è stato una delle pietre miliari del disgelo che portò alla fine della guerra fredda.

Mercanti in fiera

La grande Storia e le storielle. Allora, 1987, grazie all’accordo furono distrutti 2.692 missili, 846 americani e 1.846 russi dispiegati in Europa. Altro stupore internazionale, il fatto che Trump ha parlato mentre il suo consigliere per la sicurezza nazionale John Bolton è a Mosca dal ministro degli Esteri Sergei Lavrov, per preparare un secondo summit fra Trump e il presidente russo Putin per quest’anno. L’occasione potrebbe essere quella delle celebrazioni per il centenario della fine della prima guerra mondiale l’11 novembre prossimo a Parigi. Oppure il 30 novembre al G20 a cui parteciperanno entrambi i presidenti. Washington, valutazione diffusa, sta cercando il sostegno di Mosca per trovare risoluzioni sulla guerra in Siria e fare pressione su Iran, Corea del Nord e la sua tutrice Cina.

Nato corifera

Piena sintonia con la denuncia di Trump dal segretario generale Nato Jens Stoltenberg. Sotto accusa un nuovo sistema missilistico chiamato 9M729. “La Russia non ha fornito alcuna risposta credibile su questo nuovo missile”, dichiara Stolternberg. Con molti alleati, sopratutto sul fronte Baltico, che ritengono la Russia in violazione del trattato. Meno certezze e modi più educati da questa parte dell’Atlantico. Anche perché in Europa si guarda con estrema preoccupazione ai segnali da Washington. E i ministri della Difesa Nato mettono le mani avanti, dichiarandosi “pienamente impegnati per la preservazione di questo fondamentale trattato sul controllo degli armamenti”. Tradotto da John Kirby, analista militare della CNN, ‘attenti a quel matto’ è l’allarme che corre tra gli alleati europei.

Dottrina Trump da paura

Allarme diffuso. Malcolm Chalmers vice direttore generale del Royal United Services Institute, ripreso sull’Huffington Post. “Se il trattato INF collassasse, e con il trattato New Start sulle armi strategiche che scadrà nel 2021, il mondo potrebbe essere lasciato senza limiti agli arsenali nucleari per la prima volta dal 1972”. Di fatto, il mondo di fronte alla ‘dottrina Trump’ sul nucleare. Nuclear Posture Review emanato nel febbraio scorso dal Pentagono e il ruolo delle armi nucleari nella politica di Difesa americana, con Russia e Cina come possibili antagonisti. Lo sviluppo di testate nucleari a potenza ridotta, anche di un solo kilotone per “attacchi chirurgici” con numero ridotto di vittime, con l’obiettivo di danneggiare il nemico senza per forza innescare una rappresaglia termonucleare da “fine del mondo”.

I nove ‘nucleari’

‘Parla a Mosca, Trump, perché Pechino intenda’, scrive Umberto De Giovannangeli sull’HuffPost. Un rapporto del Pentagono sostiene che la Cina è ormai in grado di colpire a grande distanza le basi americane nel Pacifico. L’allarme segue la firma del nuovo bilancio della Difesa Usa per il 2019: 716 miliardi di dollari, contro i 700 del 2018. Sono nove le potenze nucleari al mondo, con un arsenale complessivo che, secondo l’International Peace Research Institute di Stoccolma, si aggira intorno a 16.300 armi. Tutte la 9 potenza hanno rifiutato anche solo di prendere in considerazione i buoni propositi di 122 Paesi Onu per proibire gli ordigni atomici. Le armi atomiche, chi le ha se le tiene: Stati Uniti; Russia; Regno Unito; Francia; Cina; India; Pakistan; Israele; Nord Corea. Ora un Trump elettorale alza la posta nucleare.

DA ARCHIVIO DISARMO
Istituto di ricerche internazionali IRIAD

http://www.archiviodisarmo.it/index.php/it/banca-dati-delle-nuclear-news/finish/223/4618

 

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