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martedì 15 Ottobre 2019

Espansionismo turco in sud Europa, riconquista ottomana

La Turchia di Erdogan si compra l’Europa meridionale: investimenti, prestiti, magnifiche moschee, banche, aeroporti.
-I dati del quotidiano tedesco Die Welt: Wie Erdogan Südeuropa kaufen Investitionen, Kredite, Prachtmoscheen, Banken, Flughäfen
-Il boom sino al 2016, rallentamenti dopo il fallito golpe per il coinvolgimento del movimento Gülen

Impero ottomano cercasi

Europa, riconquista ottomana. ‘Chiunque conosca la Turchia si sentirà a suo agio a Pristina, la capitale del Kosovo’, segnala con qualche esagerazione il quotidiano tedesco Die Welt. Salvo valori monumentali, e clima e molto altro. La maggior parte degli edifici moderni, banche, edifici per uffici costruiti dalle stesse società turche sono copie riciclate di altri progetti. Anche l’aeroporto di Pristina sarebbe una versione liliput dell’Ataturk di Istanbul. «La Turchia è il Kosovo, il Kosovo è la Turchia», ha detto una volta Erdogan che ama frasi da far passare alla storia. La Storia non è ancora convinta. «Dobbiamo essere ovunque i nostri antenati erano una volta», ha annunciato nel 2012, nel lancio ufficiale del neo ‘Impero Ottomano’. Un bel pezzo di Medio Oriente, ma anche Balcani ed Europa sud-orientale. Per fortuna e almeno per ora, non con le armi, ma con i soldi.

Espansionismo economico

Turchia sempre più islamica, e il suo sostegno culturale e religioso, scuole, dormitori studenteschi, investimenti, prestiti ai Paesi di storia ottomana. Nella capitale albanese Tirana entro il 2019 sarà completata la più grande moschea delle città realizzata con soldi turchi. Accordo analogo per una mega moschea per 2.000 fedeli a Bucarest. Promozione religiosa, la paga agli imam in Germania e in altri paesi dell’Europa, ripristinare le moschee e monumenti del periodo ottomano. Storia ma non soltanto. Commercio, investimenti e credito. Un’autostrada in Bosnia-Erzegovina costruita con prestiti turchi, in Serbia gli investitori turchi costruiranno e gestiranno 20 centrali elettriche. In Kosovo la Turchia è il terzo partner commerciale, in Serbia la Turchia è salita alla top ten dei partner più importanti. La più grande banca albanese e il fornitore locale di telecomunicazioni sono in mani turche. I prodotti elettronici turchi e le filiali delle banche turche sono diffuse in Bulgaria, Romania e negli stati della ex Jugoslavia.

Il Soft power turco

Espansionismo turco nell’area sino al 2016, con un rallentamento attuale per crisi economica a post fallito golpe in casa. Sebbene in questi paesi vivano solo circa 10.000 turchi etnici, ma ben sette milioni di musulmani, quasi tutti in Albania, Macedonia, Kosovo e Bosnia. I musulmani della Bosnia in particolare mantengono stretti legami con la Turchia, -rileva Die Welt- dopo le vicende tragiche della guerra civile in Bosnia e le successive disgregazioni jugoslave. Un seguito delle guerre balcaniche del 1912-1913, quando diversi milioni di musulmani fuggirono nella Turchia di oggi. Molti musulmani nei Balcani hanno parenti in Turchia. Tuttavia, dal 2016, l’espansione turca nell’Europa sud-orientale è ristagnata. Sino ad allora il sostegno finanziario all’islam turco da esportazione era venuto dal movimento Gülen, quel Fethullah Gülen, ex alleato di Erdogan, oggi accusato di essere il mandante del fallito colpo di Stato del 2016.

Balcani verso l’Ue ma..

Il volume degli scambi tra la Turchia e i sei Stati dei Balcani occidentali aspiranti all’ingresso nell’Ue (Serbia, Albania, Bosnia, Montenegro, Macedonia e Kosovo) è cresciuto costantemente da anni, passando da 435 milioni di dollari nel 2002 a 3 miliardi di dollari nel 2016, con la quota della Serbia pari a quasi un terzo del totale. Con 340 milioni di euro investiti in Kosovo, la maggior parte di questi per acquistare un aeroporto e una società di rete per l’energia, la Turchia è il terzo maggiore investitore in quel Paese.
Il Soft power turco
Secondo la Reuters le cifre mostrano che l’Unione europea è il principale partner commerciale, ma alcuni Stati membri sono preoccupati per il soft power che la Turchia ha nella regione.
-In Bosnia, un Paese etnicamente diviso in cui i musulmani costituiscono la maggioranza della popolazione, la Turchia ha speso 300 milioni di euro in progetti tra cui la ricostruzione di moschee e monumenti dell’era ottomana.
All’inizio di quest’anno la Turchia si è impegnata a finanziare la costruzione di un’autostrada da Belgrado a Sarajevo.

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