domenica 25 Agosto 2019

Gaza scontri, sei palestinesi uccisi dall’esercito israeliano

29esimo venerdì di protesta contro l’embargo di Gaza, sei palestinesi uccisi dal fuoco dei tiratori scelti israeliani. Quattro sono stati colpiti ad al Bureji, gli altri due a Gaza e Rafah. Circa 200 i feriti.
-Israele parla di incursione palestinese nel suo territorio e di lanci di ordigni esplosivi.
-In sette mesi di proteste sono rimasti uccisi più di 150 palestinesi.

Gaza scontri
La chiamano «L’Intifada di Gerusalemme», il venerdì di protesta contro l’embargo di Gaza lungo le linee di separazione con Israele. Ieri, 29esimo venerdì di lotta, circa 14mila palestinesi hanno raggiunto gli accampamenti allestiti ad alcune centinaia di metri dalle barriere israeliane. Pneumatici bruciati e lancio di sassi. Contro i manifestanti che si sono avvicinati alla postazion8i militari nonostante gli spari di gas lacrimogeni, proiettili veri. Sei giovani sono stati uccisi, altri 200 feriti, 140 dei quali da proiettili, precisa NenaNews. Quattro degli uccisi, compreso un ragazzo di 17 anni, ad al Bureji, gli altri due a Gaza e Rafah.

Secondo la radio militare israeliana, una postazione è stata attaccata da un gruppo di palestinesi che hanno superato la barriera di confine. Nessuno dei suoi soldati è rimasto ferito. Dall’inizio delle proteste più di 150 palestinesi hanno perso la vita sotto il fuoco israeliano: lo scorso maggio quasi 60 manifestanti erano stati uccisi in un solo giorno. A partire da marzo Hamas ha organizzato proteste lungo il confine quasi ogni settimana, per ottenere la fine all’assedio imposto dal 2007, quando il movimento islamista fu eletto al governo della Striscia.

La stretta di Tel Aviv vuole soffocare le capacità di governo di Hamas mettendo in ginocchio i due milioni di abitanti della Striscia: l’elettricità è disponibile per appena quattro ore al giorno, l’acqua corrente non è potabile e la disoccupazione supera il 50%. Per tutta l’estate si è parlato di un accordo di tregua mediato dall’Egitto e dall’Onu, tra Israele e il movimento islamico Hamas, ma l’intesa appare ancora lontana. Questa settimana l’Onu ha iniziato a supervisionare i rifornimenti di carburante, donati dal Qatar, per permettere un minimo di rifornimento energetico, ma già eri sera sono state interrotte per ordine del ministro della difesa israeliano Lieberman.

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