domenica 16 dicembre 2018

S-400 russi, perché tutti li vogliono e perché gli Usa si arrabbiano tanto

Il sistema di difesa aerea russo S-400, evoluzione dell’S-300 ceduta a Damasco a tenere a bada gli Israeliani.
-Lo vogliono Paesi Nato, la Turchia, e amici Usa coma Arabia Saudita e India.
-E gli Stati Uniti di arrabbiano tanto.
-Perché in tanti lo vogliono.
-Perché il Pentagono vorrebbe impedirlo.

‘Bolla difensiva’

S-400 russi, perché tutti li vogliono: ‘Sistemi missilistici da difesa’, si chiamano. Una ‘bolla difensiva’, un insieme di strumenti militari diversi, missili e radar coordinati tra loro, che dovrebbero intercettare e colpire intrusi nella spazio aereo di casa, valida alternativa ai caccia più costosi e meno affidabili. Noi, in questa sintesi da non tecnici, saccheggeremo il lavoro da specialista di Paolo Mauri, su ‘Gli occhi della guerra’. Che dichiara l’S-400, tra i migliori al mondo, in attesa del S-500 in fase di sviluppo avanzato. E non era affatto male, il sistema S-300 adesso è schierato in Siria, che tanto preoccupa Israele, costretta a far volare in suoi preziosi F35 mettendoli a rischio.

Perché piacciono

Conoscenze chiave: l’S-400, difesa aerea a medio/lungo raggio (sino a 400 chilometri), è integrato da sistemi a medio e corto raggio, oltre a sistemi antinave. Insomma, ombrello completo e versatile con la sua dotazione mista di missili, e i tempi brevi per all’operatività, verificata nella crisi siriana dell’aereo radar russo abbattuto, con gli S-300 già operativi in area. Altri dettagli tecnico militari, i lanciatori posti a notevole distanza dai veicoli radar e di comando, a rendere la vita difficile a chi vorrebbe colpirti. Poi gli occhi radar, addirittura oltre i missili a lungo raggio, e in grado di seguire 300 bersagli alla massima distanza.

Perché fanno paura

Recentemente alcuni Paesi, storicamente lontani da Mosca, hanno dimostrato interesse verso l’S-400. Dalla Turchia, unico Paese della Nato a volere il sistema russo, a India, Arabia Saudita e Qatar. A proposito di Nato, Paolo Mauri ricorda il precedente della Grecia che, in una delle crisi per Cipro, ricevette sistemi S-300 da Mosca negli anni ’90. Per la Turchia oggi, la voglia di volersi allontanare da Washington nel suo rinnovato ruolo ottomano il medioriente e nordafrica. Nuova Delhi, vecchia politica ‘non allineata’, e messaggio anche all’espansionismo cinese. Arabia Saudita, alleato Usa, con la casa Saud che ha recentemente stretto legami con Mosca su armi e petrolio.

‘Caatsa’ a Washington

Dalla Casa Bianca, dopo la Crimea, si inventano ‘Caatsa’, Countering America’s Adversaries Sanctions Act, nel 2017. Sanzioni e altre ‘punizioni’ a tutti gli Stati che acquistano sistemi militari dalla Russia. Ed ecco il congelamento, per ora ancora dibattuto, della consegna degli F-35 alla Turchia. Caatsa o meno, stiamo assistendo ad un cambio negli equilibri mondiali. Washington più debole di fronte al sorgere di sovranismi da lei stessa (con Trump), favoriti. Poi la debolezza in politica estera, con la forzatura personale del neo presidente al ‘disingaggio’, delle scelte della amministrazione Obama. Ed ecco la Casa Bianca intrappolata nelle confusioni internazionali che cerca di imporre.

PER AVERE PAURA

 

AVEVAMO DETTO

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