domenica 21 ottobre 2018

Brasile a destra, Bolsonaro vince ma non evita il ballottaggio

Il candidato dell’estrema destra ottiene il 45% contro poco più del 28% di Haddad. Il 28 ottobre la sfida decisiva fra i due.
-A decidere quel ‘secondo partito’, il 29 per cento di delusi che non hanno votato.
-Dalla caduta della dittatura militare nel 1985, il possibile ritorno di un ex militare al comando.

Bolsonaro vince ma non evita il ballottaggio

Brasil a destra. Jair Bolsonaro, l’uomo forte del paese, l’ex capitano dell’Esercito, esponente della destra estrema, ha vinto. Ma non ha superato la soglia del 50 per cento dei voti. E se la dovrà vedere al ballottaggio con il candidato del Partito dei lavoratori, Fernando Haddad, il leader che ha sostituito Lula nella corsa alla presidenza del Brasile e che adesso cercherà di raccogliere i voti sparsi dei progressisti, delle minoranze, dei moderati e dei delusi.
Bordonaro raggiunge comunque percentuali che nessuno si sarebbe aspettato solo qualche mese fa. Gli elettori lo hanno premiato con il 45 per cento dei voti, oltre 43 milioni. Il suo diretto avversario lo insegue a 17 punti percentuali di distanza, poco oltre il 28 per cento.
Ma, dato numerico altrettanto importante, dietro Bordonaro, col 29%, gli astenuti e le schede bianche e voti nulli, il bacino di scontento che il 28 ottobre deciderà se il più importante Stato latino americano scivolerà verso una destra estrema.

28 ottobre la vera conta

Sfida finale il prossimo 28 ottobre. Non sarà facile per Fernando Haddad, l’ex ministro dell’Educazione nei governi Lula e Rousseff e docente di Scienze Politiche all’università di San Paolo, ma nemmeno impossibile recuperare quel 20 per cento in meno. Il successo di Bolsonaro lo costringerà a nuove alleanze con gli altri candidati: Ciro Gomes, del PDT che ha raccolto 12,50 e Geraldo Ackmin, del PSDB, che si è fermato al 4,97. Adesso iniziano le trattative. Ci sono altri 10 milioni di voti in ballo.
Bolsonaro festeggia. Avrebbe voluto chiudere la partita subito. E lui vede, tra scaramanzia e propaganda, già il traguardo, anche se sa di avere già raccolto tutti i consensi possibili a destra. Se verrà eletto sarà il primo ex militare a tornare alla guida del Brasile 30 anni dopo la fine della dittatura. Ma anche il primo esponente di quella vastissima platea delle Chiese Evangeliche. Ma nonostante l’importante affermazione del candidato dell’ultra destra, i due candidati nel testa a testa potrebbero contare su un 40 per cento di consensi ognuno.

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