Romania tra tanti problemi gravi, voto contro le nozze gay

Romania al voto contro le nozze gay
Urne aperte in Romania per il referendum contro le nozze tra persone della stesso sesso. I romeni sono chiamati al voto oggi e domani per mettere al bando i matrimoni gay, in un referendum sostenuto dal governo che pure si propone come una alleanza progressista, laica e di sinistra. Un tentativo di far dimenticare i troppi problemi interni e scandali che investono il governo, accusano le opposizioni. 19 milioni di elettori mobilitati (e anche molti soldi), per decidere su un cambio della definizione di matrimonio. Tra ‘un uomo e una donna’, e non più “coniugi”, come attualmente prevede il legge fondamentale, la costituzione post comunista.

La maggioranza socialdemocratica (PSD) ha deciso di lasciare i seggi elettorali aperti per due giorni, sperando di aumentare il numero di elettori in questa consultazione la cui sola incognita è la partecipazione: la soglia del 30% degli elettori registrati per rendere valido il referendum. Gli oppositori scommettono sul boicottaggio. La vittoria del “sì” è abbastanza certa, ma potrebbe comunque non bastare. E allora il valore del referendum cambierebbe. Non più matrimoni gay o no, problema non tra i più grevi che affliggono quel Paese, ma la credibilità dei socialdemocratici al governo, in campagna elettorale a fianco degli alti prelati ortodossi.

 

AVEVAMO DETTO

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