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lunedì 20 Gennaio 2020

Il primo cinese capo dell’Interpol, scompare tra mille sospetti

Perse le tracce del numero uno dell’agenzia internazionale tra le polizie criminali, Meng Hongwei, partito da Lione per la Cina, suo Paese d’origine.
-“Prelevato” dal Partito Comunista per qualche presunta malefatta?
-Aperta una inchiesta in Francia.

Meng Hongwei, ex viceministro della Pubblica Sicurezza del governo cinese nominato nel 2016 alla guida dell’Interpol. Il suo vice allora, il russo Alexander Prokopchuk. Una accoppiata che evocò fantasmi comunisti in molte capitali occidentali, a ridisegnare gli equilibri ai vertici dell’Organizzazione.

Poliziotto per finta

Il primo cinese capo dell’Interpol, scompare tra mille sospetti. Teoricamente, il capo di tutte le polizie criminali del mondo, il realtà un solido burocrate alla testa su una struttura internazionale che può soltanto coordinare gli accordi di collaborazione tra polizie di Stati sovrani che a casa loro fanno ciò che vogliono. Esattamente come fa la Cina dove Meng Hongwei, 64 anni, era tornato per fatti privati da Lione, la sede centrale dell’Interpol, la città dove vive la famiglia, a sua volta senza notizie. A destare perplessità anche la decisione della moglie di denunciare la sua scomparsa a più di una settimana dalla sua sparizione.
Diversi giornalisti esperti di cose cinesi sottolineano che non sarebbe la prima volta che un funzionario del Partito Comunista cinese “sparisce” per alcuni giorni: la legge di Pechino prevede infatti che “una persona possa essere trattenuta dalla polizia senza accuse formali, senza poter contattare un avvocato e la propria famiglia, anche per due mesi”.

Burocrazia criminale

Soltanto oggi,  giorni dalla denuncia della famiglia, l’Interpol ha chiesto formalmente a Pechino notizie del presidente Meng Hongwei, che secondo il South China Morning Post, sarebbe stato preso in consegna non appena atterrato in Cina la settimana scorsa per essere interrogato dalle autorità disciplinari cinesi. “Ci aspettiamo risposte ufficiali dalle autorità cinesi”, si legge in un comunicato dell’Agenzia. L’agenzia internazionale che ha sede a Lione ha chiesto in un comunicato “risposte ufficiali alle autorità cinesi in merito alle nostre preoccupazioni sulle condizioni del presidente”.
Hongwei, prima di coprire l’attuale carica, era un dirigente del Partito Comunista cinese e ha ricoperto la carica di viceministro responsabile per la sicurezza pubblica. Un passato, il suo, che, quando venne nominato presidente di Interpol, scatenò le critiche di alcune organizzazioni non governative internazionali -Amnesty tra queste- impegnate nella difesa dei diritti umani.

Sindrome cinese

L’ipotesi più plausibile sembra quella di una detenzione in una località segreta, in un regolamento di conti all’interno del regime cinese. E non sarebbe la prima volta. Identica sorte è toccata nel 2015 a Mike Poon, uomo d’affari sparito per sei mesi. E la scorsa estate la storia di un grande magnate che stava investendo sul porto di Le Havre, anche lui sparito e riapparso dimagrito, solo in autunno. L’uomo ha poi riferito proprio al francese Le Monde di essere stato detenuto per illecito finanziario.
A causa di problemi con il Fisco anche l’attrice Fan Bingbing, una delle più celebri cinesi in Occidente, è sparita per tre mesi e ricomparsa appena qualche giorno fa dopo aver pagato una multa di 110 milioni di euro. La tecnica delle sparizioni avviene quasi sempre con le stesse modalità. Persone private della libertà e interrogati per periodi indefiniti, a volte anche per mesi. Poi rilanciati -è la speranza finale- con punizioni esemplari.

DUE GIORNI DOPO

Meng Hongwei, dimessosi ieri dalla presidenza dell’Interpol, è ufficialmente indagato in Cina per aver “intascato tangenti” e per essere sospettato di “aver violato le leggi”. Lo annuncia una nota del ministero di Pubblica sicurezza di cui Meng era vice ministro dal 2004.

Meng Hongwei, vice ministro della Pubblica sicurezza cinese e presidente dell’Interpol dal 2016, è finito ufficialmente “sotto indagine” da parte della Commissione nazionale di Supervisione, la più alta agenzia anticorruzione della Repubblica popolare, “per il sospetto di violazioni della legge”. Un breve dispaccio sui media ufficiali, diffuso intorno alla mezzanotte senza ulteriori spiegazioni, ha dato una prima indicazione sulla sorte di Meng, protagonista di un giallo internazionale “sparito” ufficialmente dal 29 settembre dopo essersi imbarcato su un aereo per rientrare in Cina. Da Lione, dove ha sede il super coordinamento internazionale delle polizie di 192 Paesi, sua moglie Grace Meng ha rivelato che poco prima di sparire il marito le aveva inviato una foto con un coltello, immagine da lei interpretato come segnale di pericolo. L’organizzazione internazionale ha intanto fatto sapere di aver ricevuto la lettera di dimissioni di Meng: la carica viene temporaneamente ricoperta dal vice presidente del comitato esecutivo, il sudcoreano Kim Jing Yang.

Venerdì il South China Morning Post, citando una fonte ben informata, ha scritto che Meng era stato “portato via” per essere interrogato dalle autorità disciplinari “non appena atterrato in Cina”. Sul sito del ministero della Pubblica sicurezza l’ultimo aggiornamento, prima della lunga settimana festiva della Golden Week, menziona il meeting del 30 settembre del comitato del Partito comunista. Durante l’incontro, il consigliere di stato e ministro della Pubblica sicurezza Zhao Kezhi ha riferito i dettagli dei colloqui avuti il giorno precedente con il capo di gabinetto del presidente Xi Jinping, Ding Xuexiang, che ha esortato i funzionari di quartier generale del Partito e governo centrale a rimanere vigili verso la minaccia della corruzione. Meng, 64 anni di cui ben 40 spesi nella sicurezza e dal 2004 vice ministro, è un funzionario di alto livello e il primo cinese a salire alla presidenza dell’Interpol: la vicenda, comunque la si consideri, rappresenta un grave imbarazzo per Pechino date le sue oscure modalità e il via libera che è difficile possa essere maturato senza l’avallo dei vertici di governo e Pcc.

AVEVAMO DETTO

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