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giovedì 14 20 Novembre19

Marzabotto, anche la Germania a ricordare la strage nazista

Tra il 29 settembre e il 5 ottobre del 1944 le SS trucidarono circa 770 civili, dei quali oltre 200 erano bambini.
-I ministri degli esteri di Italia e Germania a Marzabotto.
-Un omaggio alla coscienza collettiva italiana, tedesca ed europea in tem,pi di populismi e sovranismi minacciosi.

La strage di Marzabotto, dal maggiore dei comuni colpiti, o più correttamente eccidio di Monte Sole, un insieme di stragi compiute dalle truppe nazifasciste tra il 29 settembre e il 5 ottobre 1944, nel territorio dei comuni di Marzabotto, Grizzana Morandi e Monzuno che comprendono le pendici di Monte Sole in provincia di Bologna. Uno dei più gravi crimini di guerra compiuti contro la popolazione civile delle SS in Europa occidentale durante la seconda guerra mondiale. Le cifre delle vittime variarono da un minimo di mille a un massimo di 3200 sebbene confrontando i dati dell’anagrafe si raggiunse quella di 1830.

La marcia della morte

La marcia della morte dei soldati nazisti che dopo la strage di Sant’Anna di Stazzema hanno fatto terra bruciata nel Bolognese, arrivando al comune di Marzabotto. Tra il 29 settembre e il 5 ottobre del 1944, in questi giorni di 74 anni fa, le SS trucidarono circa 770 civili, oltre 200 dei quali erano bambini. Nell’anniversario delle atrocità naziste, il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi ha incontrato il suo omologo tedesco Heiko Maas proprio nel luogo simbolo dell’eccidio.
Un omaggio alla coscienza collettiva italiana, tedesca ed europea, oltre che l’occasione per ribadire il comune impegno alla memoria nell’Unione Europea. «Mai più fascismi», ha dichiarato Maas nel suo intervento, e purtroppo non è più soltanto retorica celebrativa. «Risultano sdoganati solo per mero calcolo elettorale movimenti razzisti e xenofobi: non dobbiamo arretrare di un millimetro», ha opportunamente sottolineato il sindaco di Marzabotto Romano Franchi.
“E’ la prima volta che i Ministri degli esteri dei nostri Paesi sono presenti ed e’ importante perchè dimostra che abbiamo superato gli orrori della seconda guerra mondiale”

La prima volta assieme

«Il massacro di Marzabotto è considerato il peggior crimine di guerra nazista sul territorio italiano – ha detto il ministro tedesco-. Parlare qui, 74 anni dopo, come ministro tedesco mi riempie di dolore e vergogna». Degli innocenti morti per mano nazifascista. «Crimini commessi da tedeschi che ancora oggi ci lasciano senza fiato per la loro efferatezza e crudeltà: 770 persone uccise che non dimenticheremo mai». Commozione reale e problemi sui due fronti della memoria: «Non è scontato che un ministro degli Esteri tedesco possa essere qui dove i miei connazionali hanno portato morte, così come è tuttaltro che scontato che dolore e vendetta abbiano ceduto il passo alla pace e all’amicizia: è un dono prezioso che dobbiamo conservare e preservare».
Moavero, dalla memoria alla attualità: «Quelli delle guerre, della prima parte del Novecento ma anche del conflitto nei Balcani negli anni Novanta sono dei fantasmi che possono risvegliarsi, non sono chiusi sui libri di storia: sentimenti di xenofobia, rivalità, dispute sono pericolosi perché possono risvegliare fantasmi che vorremmo chiudere nei libri della storia», pro memoria anche governativo utile.

Antifascismo sempre

Ma secondo il sindaco di Marzabotto, la sola memoria del dramma non è sufficiente. «Serve una memoria attiva» ha sostenuto Franchi dal palco. «La democrazia si deve fondare sui valori dell’antifascismo in un periodo storico in cui una destra senza scrupoli diffonde la paura» ha concluso il primo cittadino. «Ci sono dei fantasmi che possono risvegliarsi, non sono chiusi sui libri di storia: sentimenti di xenofobia, rivalità, dispute sono pericolosi perché possono risvegliare fantasmi che vorremmo chiudere nei libri della storia» ha affermato Moavero. «Se i populisti predicano nazionalismo -la conclusione del ministri tedesco, che ha come noi alcuni problemi politici in casa- noi vogliamo adoperarci per una maggiore libertà, maggiore rispetto, maggiore amicizia italo-tedesca. Odio e razzismo non devono mai prevalere nella nostra società». Infine, condiviso appello europeo, rispetto a certi ‘sovranismi’ diffusi attualmente: «Con la nascita della Comunità Europea e poi la Ue, è stata portata pace, amicizia e collaborazione tra popoli europei: la pace oggi sembra ovvia e scontata – ha concluso – ma non dobbiamo dimenticare che le generazioni che ci hanno preceduto davano invece per scontato ci potesse essere un conflitto e una guerra».

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