domenica 25 Agosto 2019

Yemen, la peggior crisi del pianeta, la Francia e i suoi carri armati

18 milioni di persone senza cibo, 8,4 milioni sono già alla fame, l’emergenza globale è alle porte.
-WikiLeaks intanto svela svela e mostra i documenti sulla vendita francese di carri armati Leclerc agli Emirati Arabi, per la guerra nello Yemen.
-388 carri armati e 3,6 miliardi in dollari e bustarelle

Yemen, milioni di persone alla fame
e la vergogna di chi ci guadagna

Yemen, la Francia e i suoi carri armati. La peggior crisi umanitaria del pianeta denuncia l’Onu: 18 milioni di persone (su un totale di 29 milioni) con problemi di insicurezza alimentare, e 8,4 milioni sono già alla fame. Secondo testimonianze dell’Associated Press, in certe zone la popolazione cerca di trovare nutrimento mangiando foglie di piante selvatiche, perché la distribuzione degli aiuti è manipolata dalle autorità locali. Ma lo scandalo, l’indegnità di questa guerra particolarmente disumata ed occultata, è ancora altro.

I carri armati Leclerc francesi
agli Emirati Arabi per lo Yemen

WikiLeaks torna in campo e pubblica un file segreto sui retroscena della vendita dei carri armati Leclerc agli Emirati Arabi da parte della Francia. Quei carri che oggi gli Emirati usano nell’atroce guerra in Yemen, definita dall’Onu la peggiore crisi umanitaria del mondo. A distanza di un anno dalla pubblicazione dei documenti segreti della Cia, Wikileaks svela un contratto di oltre 3,6 miliardi di dollari ottenuto dall’azienda di Stato francese degli armamenti Giat Industries, oggi Nexter Systems, per la vendita agli Emirati Arabi di ben 388 carri armati Leclerc, uno dei veicoli da combattimento più noti al mondo, col nome del generale francese Philippe Leclerc, che liberò Parigi dai nazisti. I carri armati Leclerc sono quelli che gli Emirati Arabi utilizzano nella sanguinosa guerra dello Yemen.

Due anni fa, raccontano i quotidiani Repubblica, Mediapart e Der Spiegel dai documenti WikiLaekas , è stato lo stesso presidente della Nexter Systems, Stéphane Mayer a vantarsi dell’efficacia di quelle armi  davanti al Parlamento francese: «Per quanto riguarda i carri Leclerc, confermo che il loro ruolo in Yemen ha notevolmente impressionato gli eserciti nella regione». Ma rimaniamo al documento segreto. 1991, l’industria di Stato francese Giat Industries, firma un contratto con Kenoza Industrial Consulting, sede nel paradiso fiscale delle British Virgin Islands, per promozione e vendita del suo carro armato Leclerc agli Emirati Arabi. La società Kenoza -guarda caso- è di uomo uomo d’affari degli Emirati, Abbas Ibrahim Yousef Al Yousef.

Nel 1993 l’affare va in porto. Una fornitura monstre per gli Emirati, Paese con una popolazione di appena 8 milioni di abitanti. Per dare una proporzione, la Francia, potenza nucleare con 62 milioni di abitanti, di carri armati Leclerc ne ha 406. Contratto che oltre ai carri armati, prevede veicoli blindati, munizioni eccetera. Tre miliardi e 613 milioni di dollari la follia finale. A Youssef Al Youssef toccano ben 234 milioni di intermediazione, e lì si litiga. Nella lite segreta alla Camera di Commercio Internazionale, l’azienda di Stato francese mette nero su bianco che il compito di Al Yousef era quello di facilitare la conclusione del contratto offrendo ai funzionari degli Emirati una parte di quella commissione.

Corruzione prevista a contratto e il ladro che ruba ai ladri. Una storia quasi divertente se non fosse per la merce trattata. Al Yousef sostiene di aver dovuto portare avanti un’azione di ‘lobbying’ ai più alti livelli in Francia e in Germania. “Se avessi dovuto essere pagato sulla base di un onorario”, conclude Al Yousef, “avrei chiesto a Giat di pagarmi un milione di dollari al mese”. In realtà lui ne pretende molti di più, e alla fine, il tribunale arbitrale rigetta le richieste di Al Yousef perché “l’eccessiva natura dei compensi pagati diventa prova dello scopo illecito del contratto, noto e voluto da entrambe le parti”.

“Scopo illecito del contratto, noto e voluto da entrambe le parti”: corruttori ambedue i protagonisti dunque, azienda francese  e intermediario emiratino. Il nome di Abbas Ibrahim Yousef Al Yousef era emerso nelle cronache già un anno fa, quando il quotidiano londinese The Guardian aveva rivelato che Airbus, la più grande multinazionale europea nel settore dell’aerospazio, aveva lanciato un’indagine interna su un possibile caso di corruzione legato all’acquisizione di una società, la Avinco Holdings, “finanziata da un uomo d’affari degli Emirati Arabi”, scriveva Guardian, senza farne il nome. Fu Mediapart a rivelare che si trattava di Abbas Al Yousef, “intermediario per gli affari negli Emirati di quasi tutta l’industria francese della difesa: Thales, Dassault, Giat, Airbus”, uno “molto vicino a Mohammed al-Zayed, il fratello di Khalifa, attuale presidente degli Emirati.

 

CARRI ARMATI LECLERC NELLO YEMEN
INDUSTRIA ARMAMENTI FRANCO TEDESCHI

Nexter Systems (precedentemente noto come GIAT, Groupement des Industries de l’Armée de Terre), produttore di armi di proprietà del governo francese con sede a Roanne, nella Loira.
Nel 2015 Nexter si fonde con la tedesca Krauss-Maffei (KMW), attiva nei settori degli armamenti e della meccanica pesante. Sede principale a Monaco di Baviera.
La nuova società ‘KNDS‘, KMW (Krauss-Maffei)+Nexter Defense Systems, diventa leader europeo della difesa terrestre con oltre 6.000 dipendenti.

LA PROMOZIONE COMMERCIALE

 

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