mercoledì 20 febbraio 2019

Intrecci segreti tra i regnanti sauditi e la famiglia di Osama bin Laden

La famiglia Bin Laden nota al mondo soprattutto per le attività terroristiche di Osama Bin Laden, il fondatore di Al Qaeda, il mandante dell’attacco dell’11 settembre alle torri gemelle.
-Ma Osama Bin Laden è soltanto un membro di una vasta famiglia saudita, che affonda le proprie fortune nell’edilizia e nell’amicizia con la casa reale dei Saud.

Un numero un nome
11/7/2001 Bin Laden

Intrecci segreti tra i regnanti sauditi e la famiglia di Osama bin Laden. La sciagura che apre il terzo millennio da qui al futuro del pianeta, con un numero e un nome: 11 settembre e Bin Laden. Osama Bin Laden, il fondatore di Al Qaeda, il mandante dell’attacco dell’11 settembre 2001 alle torri gemelle di New York. Ma Osama è soltanto un membro della vasta e potente famiglia saudita dei Bin Laden, che affonda le proprie fortune nell’edilizia e nell’amicizia con la casa reale dei Saud.
Strano destino in patri e in occidente quello di Osama Bin Laden, osserva Mauro Indelicato su ‘Gli occhi della guerra’, visto che sino agli anni’80 era noto e lodato combattente anti sovietico persino dalla stampa occidentale. Ma Osama Bin Laden è soltanto un membro di una vasta famiglia saudita, che affonda le proprie fortune nell’edilizia e nell’amicizia con la casa reale dei Saud.

L’epopea dei Bin Laden

Tutto parte da Mohamed bin Laden, padre di Osama. Nato nel 1908, nell’attuale Yemen, un giovane emigrato in Arabia Saudita senza istruzione. Facchino portuale a Gedda, finché nel 1930 apre una propria attività nell’edilizia. Sono gli anni in cui ‘Abd Al Aziz bin Saud fonda il regno saudita, che quale ottiene l’indipendenza nel 1932. Mohamed Bin Laden riesce a diventare molto amico del primo re saudita, tanto da avere appalti importanti persino a la Mecca. Un’ascesa nel mondo degli affari che porta la famiglia Bin Laden ad essere la più ricca dopo i Saud.
Grande ricchezza per grande famiglia. Papà bin Laden nel corso della vita ha 22 mogli e 56 figli, tra cui per l’appunto Osama Bin Laden che nasce nel 1957. Mohamed muore in un incidente aereo, nel 1967. La sua fortuna viene lasciata ai tanti figli che proseguono la sua opera. Ma non sarà nemmeno l’attentato dell’11 settembre 2001, a far cadere in disgrazia la straricca e famiglia saudita.

2015, Bin Laden in disgrazia

Nel 2015 muore Re Abd Allah Saud ed a succedergli è Re Salman, attuale sovrano che pone il figlio, Mohammed bin Salman, nelle posizioni di vertice fino a nominarlo, nel 2017, principe ereditario. Il 2015 è anche l’anno della caduta del prezzo del petrolio, e dell’inizio della sciagurata avventura bellica dei sauditi nello Yemen. Elementi, rileva Mauro Indelicato, che causano buchi nelle casse dei Saud, costretti a rinunciare a numerosi progetti miliardari di natura edilizia affidati ai Bin Laden.
Peggio, nel settembre 2015 il crollo di una gru all’interno di un cantiere dell’azienda dei Bin Laden, vicino la grande moschea di La Mecca, provoca 107 vittime e colpisce pesantemente l’immagine della famiglia. Il governo di Riad avvia una causa legale contro la società e i rapporti tra i Bin Laden ed i Saud iniziano a deteriorarsi.

Mohamed bin Salman

Mohamed bin Salman, il principe ereditario, nel 2015 quando ancora non sapeva del suo destino, uno tra gli oltre mille principi sauditi, aveva chiesto un ruolo nel gruppo Bin Laden, scrive la Reuters. Ma Bakr Bin Laden esita e sarebbe questo l’inizio della fine, secondo una delle molte versioni contraddittorie e non verificabili dei fatti.
Ma i guai veri iniziano nel novembre 2017. Mohammed bin Salman, divenuto principe ereditario e uomo più potente del regno, dà il via a una feroce politica di repressione. Ufficialmente, misure anti corruzione, in realtà finiscono in dorate galere costituite da lussuose stanze d’albergo, decine di potenziali oppositori. Arrestati principi, sceicchi, imprenditori e uomini d’affari, tra cui i fratelli Bakr, Saleh e Saad Bin Laden.

Tassazione poco regale

Gli arrestati, ‘scontano la pena’ cedendo miliardi di dollari personali o di azioni di importanti società allo Stato. Per la famiglia Bin Laden, il 36% del colosso immobiliare creato dal padre finisce alla società Istidama. Istidama sarebbe controllata, sempre secondo la Reuters, dal ministero delle finanze e dunque il 36% dell’azienda Bin Laden che la famiglia ha dovuto cedere diventa di fatto statale. Oltre alla confisca di parte dell’azienda, ai Bin Laden vengono tolte molte proprietà personali.
Ville, Ferrari, prodotti di lusso confiscati, conti correnti bloccati e niente più passaporti. Oggi i fratelli Bin Laden, ad accezione di Bakr, sarebbero tutti liberi ma fortemente limitati nella loro attività. L’azienda attualmente ha più di cento cantieri, tra cui il maxi progetto Neom, un immenso distretto commerciale voluto dallo stesso Re bin Salman. Ma i rapporti tra Bin Laden e i Saud sembrano definitivamente compromessi, conclude Indelicato. La fine della incredibile saga dei Bin Laden, oltre Osama e i numeri maledetti undici sette due zero zero uno.

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