venerdì 19 luglio 2019

Elezioni Brasile, il pericolo fascista risveglia la società civile

A pochi giorni dalle elezioni presidenziali del 7 ottobre, la campagna elettorale vive un altro momento importante dopo l’esclusione di Lula e l’attentato a Jair Bolsonaro.
-Contro il candidato di estrema destra si schiera la società civile democratica e il movimento delle donne.

Elezioni Brasile e colpi di scena

Elezioni Brasile. A pochi giorni dalla data delle elezioni presidenziali in Brasile, che si svolgeranno il 7 ottobre, la campagna elettorale vive un altro momento importante anche se meno drammatico di quelli che lo hanno preceduto.

La stella nera di Bolsonaro

Escluso dalla competizione, per una controversa e quanto mai contestata decisione della Corte elettorale, il favoritissimo Luis Ignacio Lula da Silva, figura storica del movimento dei lavoratori brasiliani ed ex presidente, in testa ai sondaggi è rimasto solo Jair Bolsonero candidato della destra più estrema.
Ex parà che non ha mai nascosto le sue simpatie fasciste, durante le sue dichiarazioni non aveva esitato ad augurare/promettere la fucilazione per tutti quelli di sinistra. Un’affermazione shock per un paese segnato dalla dittatura militare negli anni ’70. Ma a fare le spese di una violenza urlata alla fine è stato proprio lui.

Attentato da chiarire

Durante una manifestazione elettorale nello stato di Minas Gerais il 6 settembre scorso, Bolsonaro è stato accoltellato all’addome e le sue condizioni sono apparse immediatamente gravi.  Autore dell’attentato sarebbe stato Adelio Bispo de Oliveira, un 40enne che si è dichiarato colpevole. L’aggressore aveva lanciato su internet  diversi messaggi politici confusi dichiarando simpatia per il presidente venezuelano Nicolas Maduro e il movimento comunista.

Qualcosa sta cambiando

Il profilo ideale per far schizzare il gradimento nei confronti di Bolsonaro, che conduce con il 28% dei consensi (a Rio de Janeiro arriva a punte del 70%), ma anche il segno che senza Lula la sinistra difficilmente avrà ciance di successo. Negli ultimi tempi però qualcosa sta cambiando ed ora la vittoria di Bolsonaro non è più così certa.
All’orizzonte infatti è apparsa la figura di Fernando Haddad, il candidato del Pt  (Partido de Trabahadores) sostituto di Lula, ma dotato di sufficiente personalità per presentarsi come volto nuovo della sinistra. Grazie ad una campagna efficace e alla scomparsa dall’avversario dalla campagna elettorale (per le sue condizioni di salute), Haddad ha recuperato incredibilmente terreno sul rivale e adesso gode di un 22% dei consensi nei sondaggi, un capitale tale da consentirgli di andare al ballottaggio.

“Si alla democrazia” si schiera il Brasile democratico

Al momento il pericolo rappresentato da Bolsonaro sembra aver risvegliato l’anima democratica e impegnata del Brasile. Paradossalmente l’uscita di scena di Lula potrebbe aver liberato energie nella società civile. Così stanno prendendo piede diverse iniziative portate avanti dalle donne brasiliane e da artisti come Caetano Veloso, Chico Buarque e Gilberto Gil.
I tre furono già protagonisti dell’opposizione al regime militare con la loro musica e i loro versi, ora hanno dato vita ad un manifesto dal titolo “Si alla democrazia”. Dal giorno della sua pubblicazione  il 24 ottobre, l’iniziativa ha raggiunto già 170mila adesioni.
Gli ideatori dell’iniziativa ricordano come «non è mai troppo tardi per ricordare come nel corso della storia e fino ad oggi i fascisti, i leader nazisti e molti altri regimi autocratici siano stati eletti per la prima volta con la promessa di salvare l’autostima e la credibilità delle loro nazioni, prima di sottoporli ai più svariati eccessi autoritari».

La campagna #NotHim

Parallelamente è partita la campagna social #EleNao o #NotHim (non lui). Un’iniziativa portata aventi da gruppi di donne brasiliane che sta diventando virale e che si propone di contrastare l’elezione di Bolsonaro sul suo terreno. Il candidato della destra estrema infatti conta su più di 10milioni di followers su Twitter. La scelta delle attiviste, attrici e giornaliste, è scaturita per le posizioni contro gay, neri e donne più volte espresse da Bolsonaro.

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