giovedì 18 luglio 2019

Ue e migranti, problemi reali e uso per guadagno politico

Vertice europeo a Salisburgo, su migranti e Brexit. O la svolta o la paralisi.
-Interessi contrapposti e troppi che usano il dramma immigrazione per guadagno politico.
-L’Italia senza alleati.
-Sulla Brexit, confermato il vertice dell’ultima speranza, a novembre.

Migranti, tentazioni
di guadagno politico

Ue e migranti. L’algido presidente del Consiglio europeo Donald Tusk da Salisburgo, questa volta usa parole chiare: «non possiamo più essere divisi tra coloro che vogliono risolvere i problemi e coloro che vogliono usarli per un guadagno politico». Interessi nazionali ed elettorali contrapposti mentre il problema non si risolve e incancrenisce.
Al vertice il cancelliere austriaco Sebastian Kurz, nel suo ruolo di presidente di turno del Consiglio dell’Ue, posizione contraddittoria rispetto alle sue scelte di governo in casa, informerà sulle discussioni avute sulla riforma del regolamento di Dublino, ma non sono attesi passi avanti sul dossier. Poco convincente (e convinto) il mediatore.

Problemi reali e bandiere

Vertice informale dei capi di stato e di governo della Ue a Salisburgo, città di frontiera, ed è subito contraddizione. La Baviera ha imposto controlli in tre punti di passaggio autostradale tra Austria e Germania, ma ci sono 784 chilometri di confine e centinaia di passaggi alternativi. E la questione delle frontiere si svela semplice bandiera ideologica di tutti i governanti che sperano di ottenere voti suscitando le paure degli elettori.
Salisburgo, in attesa di decisioni al Consiglio del 18 ottobre, con l’Italia che, dopo aver proclamato la chiusura dei porti sfidando tutti, chiede la riforma del programma Sophia di pattugliamento nel Mediterraneo e la redistribuzione obbligatoria dei profughi, sapendo di incassare solo dei No.
La contraddizione politica dell’attuale governo Lega-5Stelle, alleato di puro schieramento con i governi illiberali dell’est europeo, che sono i nemici più agguerriti delle soluzioni chieste dall’Italia.

Fronte anti Frontex

Crescono le resistenze anche verso le ultime proposte sull’aumento a 10mila uomini di Frontex, la polizia di frontiera europea. Viktor Orban, contro il cui regime è partita la prima procedura di sanzioni con un ampio voto al parlamento europeo, sulla scia dei No a tutto, accusa Bruxelles di voler togliere all’Ungheria il controllo delle proprie frontiere. Non piace ai governi dell’Europa dell’Est a vocazione politica ‘sovranista’, l’aumento dei poteri di un’istituzione europea, a discapito delle prerogative nazionali in tema di sicurezza.
La stranezza viene dall’Italia che si accoda all’amico ideologico Orban, ma con interessi nazionali opposti. Il rifiuto di una concreta offerta da parte di una decina di stati, guidati da Francia e Germania, pronti ad accogliere dei richiedenti asilo, in cambio di pratiche più rapide nei paesi di sbarco per il rimpatrio dei migranti economici. Questione da chiarire.

Chi non prende paga?

Sul tavolo a Salisburgo, l’ipotesi che i ‘Paesi non volenterosi’, quelli che non partecipano in termini di sbarchi o in termini di redistribuzione dei migranti, «versino un contributo finanziario». A dirlo è il presidente del Consiglio Giuseppe Conte che ieri sera ha partecipato alla cena di oltre quattro ore, con i capi di Stato e di governo europei per il vertice straordinario che inizia ufficialmente oggi. Si è parlato quasi esclusivamente di migranti, ha spiegato Conte. «Qualcuno ha dichiarato di non avere interesse a partecipare alla redistribuzione dei migranti e ha già dato disponibilità ad accettare la soluzione del contributo finanziario», ha aggiunto il premier.

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