martedì 20 Agosto 2019

Vaticano, assedio scandali sessuali e attacco a Papa Bergoglio

C9 vaticano e stato di emergenza morale. Dopo il Consiglio dei 9 cardinali, il C9, Papa Bergoglio ha convocato i vertici della Chiesa da tutto il mondo dal 21 al 24 febbraio prossimi. Una sorta di Sinodo per la lotta agli abusi e la tutela dei minori. Intanto la situazione negli Usa si rivela sempre più grave.

Vaticano, scandalo senza fine

Vaticano in difficoltà. Negli Stati Uniti e ora anche la Germania, una marea di denunce e di testimonianza di abusi su minori da parte di esponenti del clero. Non passa giorno che da qualche parte nel mondo non scoppi un caso. Omissioni e coperture dei responsabili sono ora sempre più note e offrono materiale anche per gli attacchi diretti a papa Bergoglio, espressione di una lotta  serratissima  tra conservatori ed innovatori in corso all’interno della Curia romana.

Bergoglio lancia il super vertice

In questo senso va letta l’offensiva lanciata dal Pontefice il 12 settembre al termine della riunione del Consiglio dei 9 cardinali, il cosidetto ‘C9’. Bergoglio infatti ha convocato i massimi responsabili della Chiesa di tutto il mondo per un incontro che si svolgerà dal 21 al 24 febbraio prossimi.  Al centro di questa specie di Sinodo ci sarà la lotta agli abusi sessuali e la tutela dei minori.
Una decisione forte del Vaticano che segnala però anche il ‘grado zero’, l’ultimo fonte per risolvere questo problema. Va detto che il C9 è il gruppo di porporati cui lo stesso Pontefice ha affidato il compito di aiutarlo nella riforma della Curia e nel governo della Chiesa universale.
Il vertice si concentrerà sulla prevenzione e ribadirà, almeno da quanto è contenuto nel comunicato reso noto al termine del Consiglio, la linea della tolleranza zero lanciata da papa Francesco ma indebolita sino ad oggi, sia dalle titubanze ad applicarla sia dal susseguirsi degli scandali.

Lo scottante dossier statunitense

Ma sulla strada che porterà all’appuntamento del prossimo febbraio gli ostacoli sono moltissimi, così come i dossier da affrontare. Ad iniziare dalla situazione della Chiesa americana. Non a caso il giorno dopo la riunione del C9, il 13 settembre, Bergoglio ha incontrato i massimi vertici dell’episcopato statunitense.
Nel palazzo apostolico del Vaticano si è tenuto un colloquio con Daniel DiNardo, arcivescovo di Galveston-Houston e leader della Conferenza dei vescovi Usa, il cardinale Sean Patrick O’Malley, arcivescovo di Boston e presidente della Pontificia Commissione per la Tutela dei minori, Jose Horacio Gomez, arcivescovo di Los Angeles e vicepresidente della Conferenza episcopale e monsignor Brian Bransfield, segretario generale.

La situazione negli Usa è gravissima, sembra essersi aperto un vaso di Pandora infinito. Nuove inchieste per abusi sui minori si stanno aprendo a ripetizione. Recentemente, anche lo stato del Kentucky ha annunciato la convocazione di un Gran Giurì che indaghi sulle molestie del clero dopo che nel 2004 tre ex chierichetti, vittime di abusi, avevano esposto denuncia contro i loro persecutori sostenendo la corresponsabilità dello stesso papa di allora.
Un caso che si aggiunge alle iniziative di altri sei stati (New York e New Jersey, Illinois, Missouri, New Mexico e Nebraska) più la Florida che sta valutando se unirsi alle indagini. In New Jersey, una speciale linea telefonica creata dal ministro alla Giustizia statale Gurbir Grewal per raccogliere nuove denunce ha registrato un numero record di chiamate. In Pennsylvania a metà agosto un Gran Giurì aveva presentato e documentato le accuse mosse da circa mille vittime a oltre 300 sacerdoti.

Situazione pericolosa per Bergoglio

Per tentare di fermare l’esplosione in corso sembrano prossime le dimissioni del cardinale dell’arcidiocesi di Washington. Ne parlerà con il papa, ha dichiarato, ma le accuse a suo carico sono documentate e pericolose per lo stesso Bergoglio. Infatti il 77enne Wuerl è accusato di aver in parte coperto lo scandalo degli abusi sessuali in Pennsylvania e le vicende legate al suo predecessore, l’ex cardinale di Washington Theodore McCarrick, protagonista di vicende che hanno fornito materiale per le missive dell’ex nunzio apostolico negli Usa, Monsignor  Viganò, arrivato a chiedere le dimissioni di Francesco.
Tocca dunque agli “americani” muoversi. Le parole del cardinale bostoniano O’Malley, membro anche del C9, non lasciano dubbi: «Alla luce della situazione attuale, se la Chiesa si dimostra incapace di rispondere con tutto il cuore e di fare di questo tema una priorità, tutte le altre nostre attività di evangelizzazione, di carità, ne risentiranno». Tradotto, la perdita di credibilità sarà così forte da mettere in pericolo l’esistenza stessa, anche economica, dell’episcopato statunitense.

Il caso tedesco

Sul tavolo di Bergoglio non solo la documentazione di quello che succede oltre oceano. Anche dalla Germania arriva un vento di denuncia. Il 25 settembre prossimo durante la prossima Assemblea episcopale tedesca che si terrà a Fulda, verrà presentato un rapporto che si preannuncia scioccante. Si tratta di 3677 casi di abusi avvenuti tra il 1946 e il 2014. Gli autori sono 1670 tra sacerdoti e religiosi in genere. Le vittime avevano al massimo 13 anni. Il contenuto del rapporto è stato anticipato dai settimanali Die Zeit e Der Spiegel suscitando l’imbarazzo e il rammarico dei cardinali tedeschi che certo non avrebbero voluto consegnare altro materiale scottante ad una opinione pubblica poco ben disposta nei confronti della minoranza religiosa cattolica.

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