venerdì 16 novembre 2018

Germania inquieta: sospetti sui 007 e i caccia contro Assad

«Si dimetta», nella bufera il capo degli 007 tedeschi per i fatti di Chemnitz.
-Hans Georg Maassen, presidente del BfV (il controspionaggio federale) accusato anche di aver girato sotto banco informazioni sensibili ai fascio-populisti di AfD
-Le indiscrezioni della Bild su un possibile intervento della Germania al fianco degli Usa in Siria.

Neonazisti a Chemnitz
e il razzismo negato

Hans Georg Maassen, presidente del BfV, controspionaggio federale

Germania inquieta. La caccia allo straniero da parte dei neonazisti a Chemnitz mostrata al Paese in diretta tv, ma quasi negata. Poi le informazioni sensibili girate sottobanco ai ‘fascio-populisti’ di Alternative für Deutschland. Guai e richiesta dimissioni per Hans Georg Maassen, presidente del BfV, il controspionaggio federale (il nostro Aisi ex Sisde, per intenderci), al centro della bufera dopo che sono state rivelate le sue attività durante i fatti di Chemnitz, l’ex Carl Marx Stadt della vecchia Ddr.

L’errore fatale per lo 007 di casa, sospettato di infedeltà, l’incontro del 13 giugno con Stephan Brandner, presidente della commissione legale del Bundestag e influente esponente di Afd. «Abbiamo parlato per un’ora del numero di ‘perpetratori islamici’ in Germania prima che il rapporto del BfV diventasse pubblico» confessa Brandner. Da qui la denuncia di Boris Pistorius, ministro dell’Interno della Bassa Sassonia: «Se è vero, Maassen non può rimanere al suo posto», tuona il politico socialdemocratico.

Con lui il numero due della Spd, Ralf Steigner, durissimo contro «il primo difensore della Costituzione che, minimizzando le azioni degli estremisti di destra, ha già danneggiato la democrazia». Il riferimento è alla clamorosa negazione del raid razzista di Pegida e Afd a Chemnitz, dopo la condanna della cancelliera Merkel. Per Maassen «nessuna caccia all’uomo» nella città sassone. I raid organizzati visti da tutti in tv, ed il capo degli 007 che smentisce di fatto il capo del governo. Problema istituzionale.

Jet tedeschi contro Assad,
bufera sul governo Merkel

Altri guai sul fronte estero. Clamoroso dietro-front del partito della cancelliera ‘pacifista’. Le indiscrezioni della Bild su un possibile intervento della Germania al fianco degli Usa. «Il ministero della Difesa è in trattative con la controparte americana per l’eventuale utilizzo in Siria dei Tornado della Luftwaffe in caso di attacco chimico da parte dell’esercito di Assad» è lo stralcio del documento sul tavolo dei comandanti delle forze armate federali e della ministra della Difesa von der Leyen.

I piani operativi per la guerra in Siria da parte dello stato maggiore della Bundeswehr concordati con i generali Usa. Rivelazione bomba che rischia di far precipitare la Germania nel primo conflitto armato contro la Russia dai tempi hileriani dell’operazione Barbarossa. «La decisione deve essere ancora presa dalla cancelleria» precisano i consiglieri di Angela Merkel, che fino a ieri – ricorda Sebastiano Canetta- giurava, «La Germania non prenderà mai parte alle missioni militari in Siria».

Politicamente un bel problema per il Bundestag, cui spetta l’autorizzazione alla partecipazione di Berlino alla guerra a fianco di Washington, Londra e Parigi. Ma anche un’autentica grana etica per chi dovrà assumersi la responsabilità di bombardare, considerando l’attendibilità delle denunce degli attacchi chimici di Assad, più di una volta smentiti proprio dai media americani. Per adesso, di certo, solo il summit di Berlino tra i militari tedeschi e l’addetto militare dell’ambasciata Usa.

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