mercoledì 14 novembre 2018

Esibizione militare russo-cinese, messaggio per Nato e Usa

Russia/Cina, al via le più grandi esercitazioni dell’esercito di Mosca dai tempi dell’Unione sovietica.
-«Vostok-2018» (Oriente-2018), durerà fino al 17 settembre secondo quanto ha comunicato il ministero della difesa russa.
-La Nato vigila e prepara una risposta sul Baltico.
-Il Mediterraneo che scotta.
-La Turchia-Nato ospite

Giochi di guerra sperando restino tali

Esibizione militare russo-cinese, messaggio politico con destinatari assortiti, quelli noti e altri che risultano ‘quasi amici’, ma che è utile vedano. «Nelle operazioni sono coinvolte truppe dei distretti centrali e orientali, la Flotta del Nord e le forze aviotrasportate, quelle aerospaziali, l’aviazione. In totale, le manovre coinvolgeranno 297mila soldati, più di mille aerei, elicotteri e droni, 36mila carri armati, veicoli da combattimento, mezzi blindati e altri carri, 80 navi e navi di appoggio» ha dichiarato in conferenza stampa il capo dello Stato maggiore delle forze armate russe, il generale Valery Gerasimov.

Una enormità come mai prima

Per ricordare qualcosa di simile bisogna tornare al periodo sovietico, a «Zapad-1981», ‘Occidente-1981’, quando l’Armata Rossa fu chiamata ad esibirsi in una gigantesca prova di forza sul fronte degli euromissili in Europa e all’ascesa di Solidarnosc in Polonia. Dopo l’Armata Rossa e l’URSS, le successive manovre russe avevano impegnato, sino a ieri, qualche decisa di migliaia di soldati. Segnale politico evidente alla Nato e agli Usa in un momento delicato dei rapporti est-ovest, ma non solo. La partecipazione cinese e mongola all’addestramento, anche se a numericamente ridotta, esibisce al mondo il ‘Dragone giallo’ in funzione anti-americana.

Il ‘Dragone giallo’

La Nikkei Asian Review, sostiene che quella tra Mosca e Pechino sarà una «quasi-alleanza» che muterà completamente gli scenari asiatici, con la Russia «disposta a garantire le risorse naturali, il supporto diplomatico e la tecnologia militare di cui ha bisogno la Cina per raggiungere l’obiettivo del predominio regionale». La Cina, è noto, sta spendendo molto per le sue forze armate, che però sono le sole tra quelle delle grandi potenze a non aver avuto esperienze di combattimento da almeno quattro decenni. «La Cina ha importato i più avanzati missili e aerei russi e può trarre nuove lezioni dai campi di battaglia della Georgia, della Siria e dell’Ucraina dove è stata impegnata la Russia» sostiene il settimanale londinese.

L’allarme Nato, chi provoca chi

Botta e risposta. «L’impostazione dell’esercitazione russa dimostra che è mirata alla preparazione delle truppe per un grande conflitto», tuona il portavoce della Nato Dylan White. Una esibizione di muscoli tira l’altra, e venerdì scorso a Oslo si sono riuniti i rappresentanti militari di Stati Uniti e di alcuni Stati europei per preparare le esercitazioni Nato che si terranno in Norvegia nell’ottobre di quest’anno. Si tratterebbe della più importante esercitazione nel Nord Atlantico dal 2002, e coinvolgerebbe 40.000 soldati, 150 aerei e 70 navi militari. Ancora Botta e risposta: da aprile si susseguono manovre navali della ‘Voyenno-morskoy flot Rossii’ che nel Mar Baltico addestra gli equipaggi ad attività anti-sommergibili e al lancio di missili’.

Mediterraneo che scotta

Il 1° settembre Mosca ha lanciato anche un’altra operazione, stavolta nella acque del Mediterraneo sud orientale, alla quale prendono parte venticinque scafi, due sottomarini e circa trenta aeromobili. La nuova esercitazione si inserirebbe, secondo diverse analisi, nel piano per il dopo-guerra siriano già analizzato e discusso da Russia, Iran e Turchia ad Astana. Con le ombre che ancora incombono sulla Idlib da liberare delle ultime componenti armate qaediste e jiadiste. Rischi di sfide armate vere sul fronte siriano -un gas al cloro che vanno e vengono, demonizzati e quasi invocati da più parti- mentre la Nato insiste sul fronte Baltico. La Trident Juncture, wargame nel Baltico già citata, con tutta da osservare la reazione della Federazione Russa che da quelle parti ha i suoi confini.

La Turchia Nato ospite

Il Ministro della Difesa di Ankara, Hulusi Akar, di ritorno dal vertice di Teheran sulla Siria, ha rivelato ai giornalisti di aver ricevuto l’invito dal Governo russo per una partecipazione alla Vostok 2018, alla quale prende parte anche la Cina. Erdogan dimostra sempre molta attenzione alle sinergie con la Russia -sottolinea Marco Floria- ed ha espresso la propria preoccupazione per il ruolo Usa (sempre più vicini a Grecia e Cipro) e per quello della Francia, che secondo il Presidente turco sta lavorando in accordo con Gerusalemme. Movimenti che isolerebbero la Turchia, minacciandone il ruolo strategico, indebolendone l’economia e la sicurezza energetica. Ed ecco il costante avvicinamento della Turchia alla Russia un necessario contraltare a difesa degli interessi strategici turchi.

 

 

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