mercoledì 14 novembre 2018

Onu, Italia razzista, Steve Bannon: tanti nemici tanto onore?

Italia nel mirino Onu: «Troppo razzismo, invieremo osservatori».
-L’Alto commissario per i diritti umani Bachelet: «Chiudere i porti alle Ong provoca conseguenze devastanti sui migranti».
-L’Italia avara con l’Onu.
-Sovranisti contro e torna l’Austria-Ungheria.
-Steve Bannon e ‘The Movement’

Onu

Onu, Italia razzista, Steve Bannon. Osservatori delle nazioni unite in Italia «per verificare l’aumento di atti di violenza e di razzismo contro migranti, persone di discendenza africana e Rom».
A puntare il dito contro Roma è il neo Alto commissario Onu per i diritti umani, l’ex presidente del Cile Michelle Bachelet preoccupata soprattutto per la decisione di Roma di chiudere i porti alle navi delle ong e per l’aumento di morti nel Mediterraneo. Secondo l’Oim, l’Organizzazione internazionale per le migrazioni, da gennaio 1.104 le vittime solo nel Mediterraneo centrale.

Accusa-difesa

L’Alto Commissario Onu dei diritti umani Michelle Bachelet, ex presidente del Cile, è una donna che ha subìto la tragedia di un golpe sulla sua pelle, che ha visto parte della famiglia massacrata dai militari golpisti, che è stata minacciata e sottoposta a torture, che è andata in esilio chiedendo asilo.
«Il numero dei migranti che attraversano il Mediterraneo è diminuito, ma il tasso di mortalità nei primi sei mesi di quest’anno è stato più alto del precedente». Per concludere che le politiche sulle migrazioni dovrebbero essere «basate sulla realtà non sul panico».
Dopo l’annuncio della missione Onu. Il ministro dell’interno attacca le Nazioni unite e minaccia di tagliare i fondi, in accordo con Trump. L’Italia, che pure è membro del G7, non è nella top ten dei contributori e nel 2016 risultava undicesimo finanziatore delle Nazioni unite dopo paesi assai più piccoli come Norvegia, Olanda e Svezia.

In Italia non c’è il KKK

«Le forze dell’ordine smentiscono che ci sia un allarme razzismo», dichiara il ministro dell’Interno. Anche se, al Viminale non sono disponibili dati pubblici aggiornati sui crimini di odio. Silente da tempo Oscad, l’Osservatorio per la sicurezza contro gli atti discriminatori. Si sa invece che secondo gli analisti della polizia più che di emergenza si deve parlare di ‘fenomeni emulativi’. Tre giorni fa il capo della polizia Gabrielli, ha confermato l’analisi dicendo che le aggressioni razziste non vanno amplificate perché «non siamo in presenza di fenomeni come il Ku Klux Klan in America», e meno male.
Riscontri giornalistici dicono qualcosa d’altro. Ad esempio atti di violenza di cui sono stati vittime i migranti dal primo giugno. 42 aggressioni fisiche, 12 aggressioni armate e due omicidi. L’episodio più clamoroso risale invece a prima delle elezioni, il raid armato a Macerata del militante leghista Luca Traini.

Sbirro buono sbirro cattivo

Nella parte del buono, qualche palazzo più in là, il premier Giuseppe Conte riceve il presidente del Consiglio Ue Donald Tusk e in vista del summit informale del prossimo 20 settembre a Salisburgo. Con due punti chiave in agenda, immigrazione e Brexit. L’Italia che chiede un meccanismo stabile che permetta di gestire, con il supporto della Commissione Ue, gli sbarchi, la distribuzione e i rimpatri.
Molti Stati, specie del Nord Europa, ‘amici politici’ dell’attuale governo italiano, ma irriducibili sovranisti contrapporti, a dire No. In Austria, presidenza di turno dell’Ue, il cancelliere Sebastian Kurz che governa in coalizione con l’estrema destra, la sola ipotesi di una distribuzione dei migranti non è neanche presa in considerazione.

Fronte del Brennero

L’Austria conferma di voler rispedire ai paesi di prima accoglienza (leggi Italia) i migranti arrivati in un secondo tempo nel suo territorio. E a proposito dei cosiddetti «secondari», ieri il ministro degli Interni tedesco Seehofer ha annunciato di aver raggiunto un accordo con l’Italia. L’Italia, prezzemolino Salvini ribatte che l’accordo varrà ma solo «se a costo zero», zero migranti tra entrata e uscita intende lui, quindi un accordo per  finta.
Nel frattempo il partito di Viktor Orbán, Fidesz, sotto accusa a Bruxelles, «non ha alcuna intenzione di lasciare il Ppe». Niente Lega delle Leghe. Il Partito popolare europeo lascia libertà di voto, Forza Italia tra questi. L’M5S (ancora con l’Ukip e i ‘Democratici svedesi’ nel gruppo Efdd neo vincenti a Stoccolma), che a giugno in Commissione, aveva votato a favore delle sanzioni, ora è titubante.

The Movement di Steve Bannon

Intanto il leader leghista aderisce a The Movement, il movimento internazionale lanciato da Steve Bannon per diffondere il populismo di destra in Europa. The Movement è la risposta alla Open Society di George Soros, che dal 1984 finanzia battaglie culturali e civili e che Bannon ha definito “un male, ma un’idea brillante”. L’obiettivo di The Movement è essere la casa di tutti i sovranisti al mondo. Primo passo: riunire i sovranisti europei in vista delle elezioni del Parlamento europeo del 2019.
Tutti i populisti sotto lo stesso tetto: dall’Europa agli Stati Uniti al Sud America, Israele, India, Pakistan, Giappone. «I populisti sono già al potere in Italia, Finlandia, Danimarca, Austria, nei quattro di Visegrad», vanta Bannon dopo l’incontro a Roma con Salvini. Qualche problema politico italiano (Berlusconi e 5Stelle) con Giorgia Meloni che sposta anche ‘Fratelli d’Italia’ nella rete sovranista.

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