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sabato 14 Dicembre 2019

Svezia, la paura dei fascisti vince su quella dei migranti

Elezioni Svezia, l’estrema destra cresce ma non sfonda, calano i socialdemocratici e il governo diventa un rebus. Testa a testa tra coalizioni destra e sinistra. Socialdemocratici al 28,3%, Moderati al 19,7% e l’estrema destra degli Svedesi Democratici al 17,7%. La coalizione di sinistra al potere è in lieve vantaggio su quella di centrodestra: 40,8% contro 40,3%.

Nella Svezia di Olof Palme
l’estrema destra cresce
ma non sfonda

Svezia, la paura dei fascisti vince su quella dei migranti
Agenzia ANSA- Nelle elezioni in Svezia, i populisti Democratici svedesi, che puntavano al 20%, fermano la loro ascesa al 17,7% (+4,7% sul 2014), mentre i socialdemocratici calano al 28,3% e i moderati sono la seconda forza con il 19,7%.

Modello svedese in grossa difficoltà

    • Nella Svezia Paese modello del welfare e della competitività, crescono i sovranisti locali anti immigrazione, ma non sfondano. La nuova destra xenofoba (Sverige Demokraterna, SD), guidata dal giovane Jimmie Akesson, trasformatosi da nazistoide a xenofobo in doppiopetto, sfiora il 18 per cento dei voti, dieci punti in meno del partito socialdemocratico, ma sempre tanti, in grado di imporre forti ripensamenti politici su migranti, frontiere chiuse e rapporti con con l´Unione europea.
    • Sconfitta per il governo ancora in carica composto da socialdemocratici e verdi. I quattro partiti che in Svezia vengono chiamati ‘borghesi’ (Moderati, centristi, democristiani e liberali), e la coalizione uscente socialdemocratici-verdi, si contendono il primato per qualche decimo di punto attorno al 40 per cento. Ottimo risultato dei piccoli partiti. Primi gli ex comunisti, la Sinistra, che dal 5,7% sono saliti all’8%. Bene anche il partito di centrodestra, Centro, e i cristiano democratici, più un terzo.
    • Per la prima volta nella storia della Svezia le elezioni vengono monitorate dal osservatori stranieri dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce). Una decisione presa dopo la scoperta di una campagna di disinformazione online. La scorsa settimana l’Agenzia svedese di ricerca ha pubblicato un rapporto secondo il quale, su 500.000 tweets analizzati nel periodo marzo-agosto, sono stati trovati 60.000 account automatizzati che postavano messaggi sulle elezioni.
    • Alcuni elettori e giornalisti sono stati aggrediti in diversi seggi elettorali da un gruppo di neonazisti. Membri del ‘Movimento della Resistenza nordica’, questo il nome della formazione di estrema destra, hanno fatto irruzione durante le operazioni di voto a Boden, Ludvika e Kungalv creando panico tra le persone che erano in coda. Un altro gruppo di estrema destra, ‘Alternativa per la Svezia’, ha infranto la regola del silenzio elettorale via Twitter con messaggi a urne aperte.
    • Finora nessun partito si è detto disposto a collaborare con l’estrema destra che quindi dovrebbe restare fuori dai giochi, ma non è detto. In assenza di una maggioranza ‘politica’, o un governissimo dei filo-europei o qualcuno dovrà dialogare con la destra radicale. Campagna elettorale giocata sui 400.000 profughi accolti dal 2012 e sull’insicurezza percepita. Malgrado una crescita economica stabile e disoccupazione sotto il 6%, la questione dei migranti ha pesato più del benessere economico.

AVEVAMO DETTO

SVEZIA – 20 GENNAIO 2018,
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