• 17 Febbraio 2020

Innsbruck senza i cugini altoatesini: ‘Nessun doppio passaporto’

Quando il nord diventa sud

Il Brennero a segnare un confine di stato che da 100 anni divide la stessa regione geografica, a nord il Tirolo austriaco, a sud l’Alto Adige italiano. Vienna nelle mani della destra sovranista a litigare con la controparte gemella italiana, ma senza voglie di ‘Grande guerra’, sta studiando come prendersi almeno il voto se non il territorio dei ‘tedesco-parlanti’ di Bolzano, con una doppia cittadinanza difficile da regolare, contraddittoria e essenzialmente propagandistica. Come certe promesse elettorali anche in Italia.
Doppio passaporto austriaco ai sudtirolesi? Non ora, anzi «i tempi saranno lunghi». Il governo Kurz smentisce le indiscrezioni sulla ‘Tiroler Tageszeitung’ secondo cui sarebbe già pronto un parere di esperti riuniti in commissione a Vienna. La Fpö, partito di destra del vicecancelliere Heinz-Christian Strache, aveva però confermato la presentazione del disegno di legge entro l’anno.

Vienna esita

Ai piani alti, nei palazzi del governo del cancelliere Sebastian Kurz, ‘popolare’ ma non troppo moderato, alleato con l’ultradestra dell’Fpö, apparentemente si studia il disegno di legge. Ma basta scendere in città, nel centro di Innsbruck, come fa Letizia Tortello, l’inviata della Stampa, nel passeggio della Maria Theresien Straße, per veder svanire ideologie e nostalgie austroungariche.
«Debatte? Keine Debatte», dibattito, nessun dibattito. «Chiamiamola con il giusto nome, è tutta propaganda!». «Il doppio passaporto agli italiani è l’ultima delle nostre priorità». «Ne parlano solo i media, i politici l’anno scorso in campagna elettorale».
Il progetto della cittadinanza ai sudtirolesi è scritto nel programma di governo, è un pallino irrinunciabile della destra. «Se ne parla in un momento sbagliato. Assistiamo a nazionalismi crescenti e a odi razziali diffusi, non è ora di un argomento così divisivo».

Roma pasticcia

Se oltre il Brennero la polemica non c’è, questa fiorisce in Italia grazie al governo che anche su questo sembra non avere idee chiarissime. Il ministro leghista alla Famiglia, Fontana, da Trieste corteggia Vienna: «i rapporti con il governo austriaco sono molto buoni, si può discuterne tranquillamente».

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Dal pentastellato Riccardo Fraccaro, responsabile dei rapporti con il Parlamento, versione contraria: «È da considerarsi un’iniziativa ostile. La condivisione della cittadinanza europea rende quest’atto puramente propagandistico, su un tema così importante non possiamo accettare provocazioni».
Lo scorso luglio il governo italiano aveva ritenuto l’iniziativa ‘inopportuna e ostile’ e il ministro degli Esteri Enzo Moavero aveva incaricato l’ambasciatore italiano a Vienna, Sergio Barbanti, di chiedere chiarimenti sulla vicenda alle autorità austriache.

Ennio Remondino

Ennio Remondino

giornalista, già corrispondente estero Rai e inviato di guerra

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