sabato 20 luglio 2019

Ombre brune sulla Germania, ultra destra vincente nell’ex Ddr

Incubo nero nell’ex lembo rosso della Germania.
-L’estrema destra dell’Afd primo partito nei sei Land della ex Ddr con il 27%
-La clamorosa realtà è stata fotografata all’autorevole sondaggio dell’istituto Infratest-Dimap per conto dalla tv pubblica Ard

Incubo nero nell’ex
lembo rosso della Germania

Ombre brune sulla Germania, incubo nero nell’ex lembo rosso della Germania, ed è titolo paradosso. Per la prima volta i ‘fascio-populisti’ di Alternative für Deutschland sono/saranno il primo partito nei sei Land della ex Ddr, la vecchia Germania dell’Est oltre Muro. Sorpasso a a destra sulla Cdu, la destra democristiana benpensante che ancora sostiene Angela Merklel, ma che già aveva iniziato a pensar male rincorrendo inutilmente a destra, paure e xenofobia.
Ci avverte l’autorevole Infratest-Dimap, istituto di analisi e sondaggi alla fine di una ricerca per conto dalla tv pubblica Ard. Dal Mecleburgo-Pomerania alla Sassonia, il 27% dei tedeschi sarebbe pronto a votare Afd, ben il 4% in più di chi è rimasto fedele al partito di Angela Merkel congelato a quota 23%, mentre la Linke vale il 18% e la Spd appena il 15, i dati riportati da Sebastiano Canetta sul manifesto.

Destra orientale

Dettagli tedeschi: la lieve perdita di consenso dell’ultra-destra negli Stati dell’Ovest è stata ampiamente compensata dal boom nella Germania orientale, e visto ciò che di simile accade in Polonia, Ungheria, Slovacchia e dintorni di Visegrad, meriterebbe qualche analisi in più. Capire perché la ‘caccia allo straniero’ avvenuta Chemnitz (che l’intelligence federale prova ancora a negare), o l’allarme dei servizi segreti della Turingia su Afd, stiano ottenendo risultati opposti a quelli sperati.
La Bundesrepublik trascinata nella spirale di odio e xenofobia alimentata da altri prima che dagli estremisti dki Alternative für Deutschland. Il ministro dell’interno Horst Seehofer, Cdu, il capofila, che in una intervista al quotidiano Rheinische Post insiste che «l’immigrazione è la madre di tutti i problemi politici della Germania». Lo sfascismo che il leader cristiano-sociale persegue dal giorno dopo l’insediamento del quarto governo della cancelliera Merkel.

Ministro della Paura

Il ‘ministro della Paura’, a Monaco, ma non soltanto (in Italia la parte omologa ha attualmente qualche problema di contabilità pregressa di cui rendere conto). «Seehofer è il nonno di tutti i problemi politici di Berlino» è la risposta del giovane segretario dei socialdemocratici, Lars Klingbeil, che un po’ sfotte ma assieme svela timori. Mentre Linke, la sinistra più sinistra, riporta l’ennesima baruffa tra democristiani (Merkel-Seehoger) e le rogne del Paese, ai mali profondi, «ingiustizia e guerre nel mondo».
Per il ministro Seehofer, orizzonte politico molto più ravvicinato ma concreto, le elezioni in Baviera del 14 ottobre, dove si preannuncia il minimo storico di consensi per la sua Csu, dominante nel Land da oltre mezzo secolo. Lui corre a destra ma la destra estrema corre più di lui. «Battaglia di sopravvivenza del partito cattolico ridotto ormai al 36%, schiacciato a destra da Afd (14% nella rilevazione Insa) e a sinistra da Verdi e Spd (rispettivamente 15 e 13%)», scrive Sebastiano Canetta.

Democrazia litiga con polizia

Grosso problema istituzionale in Germania, mai adeguatamente approfondito, le troppe connessioni tra i gruppi dell’estrema destra e formazioni neonaziste e violente organizzate, con troppo ‘disattenzioni’ da parte di organi dello Stato chiamati a vigilare e a reprimere violazioni alle leggi.. «Da mesi, Alternative für Deutschland Afd si muove al limite del dettato costituzionale flirtando pubblicamente con i neonazisti e con i “patrioti” islamofobici di Pegida», osserva ancora il corrispondente del manifesto. La caccia allo straniero di Chemitz l’emblema di tutto. (https://www.remocontro.it/2018/08/29/germania-neonazisti-scatenati-nella-caccia-allo-straniero/) «C’è una crescente erosione della linea di demarcazione tra i diversi gruppi dell’ultra-destra» denuncia Stephan Kramer, capo dell’antenna della Turingia del controspionaggio Bfv, con un voluminoso dossier con dichiarazioni, post e tweet dei dirigenti di Afd. A partire dal responsabile della Turingia, Björn Höcke, che continua a negare l’Olocausto.

Negazionisti, razzisti e hooligan

Le biografie di alcuni parlamentari di ADF che, a quanto pare, non imbarazzano il partito. Il giudice di Dresda Jens Maier, 55 anni, mai stanco di castigare “il culto della colpa dei tedeschi” o la “produzione di popoli meticci”. O Wilhelm von Gottberg, 77 anni, della Bassa Sassonia, che ritiene un “mito” lo sterminio di massa degli ebrei da parte dei nazisti . O l’hooligan Sebastian Muenzenmaier, 28 anni, indagato per lesioni gravi dopo aver guidato una banda di ultras del Kaiserlautern all’assalto di un bus di tifosi del Mainz, pieno di donne e bambini.
Ma su tutti spicca il co-leader del partito, Alexander Gauland, che ha rivendicato “il diritto di essere fieri delle imprese dei soldati tedeschi in due guerre mondiali”. Poi Bjoern Hoecke, uno che ha detto che “non tutto di Adolf Hitler è da buttar via”. O il teorico di complotti Peter Boehringer, convinto che il mondo sia governato da una spectre, la NWO, che avrebbe infiltrato il governo, le ferrovie, la Csu e organizzazioni qua e là.

 

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