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giovedì 19 Settembre 2019

Video esibiti dei raid russi su Idlib, propaganda e ‘false flag’

Segreti strombazzati Idlib, propaganda e ‘false flag’. Il ministero della Difesa russo, che non ha tradizioni note di comunicazione aperta, ha pubblicato le immagini dei bombardamenti aerei nella provincia siriana di Idlib condotti dall’aviazione militare russa contro le posizioni dei ribelli di Al-Nusra, e l’agenzia Sputnik diffonde. Secondo Mosca, il 4 settembre aerei decollati dalla […]

Segreti strombazzati

Idlib, propaganda e ‘false flag’. Il ministero della Difesa russo, che non ha tradizioni note di comunicazione aperta, ha pubblicato le immagini dei bombardamenti aerei nella provincia siriana di Idlib condotti dall’aviazione militare russa contro le posizioni dei ribelli di Al-Nusra, e l’agenzia Sputnik diffonde.
Secondo Mosca, il 4 settembre aerei decollati dalla base aerea russa a Khmeimim, «hanno attaccato i depositi d’armi dei terroristi con razzi di precisione». Gli aerei russi avrebbero colpito le basi di partenza dei droni d’attacco, che in precedenza erano stati utilizzati dagli islamisti per bombardare proprio la base di Khemeymim ed i centri abitati nelle province di Aleppo ed Hama.
Il generale, insolitamente generoso di dettagli, ha aggiunto che due cacciabombardieri multifunzionali Su-34 hanno distrutto un deposito in cui i terroristi assemblavano i droni d’attacco, oltre ad un centro di stoccaggio con esplosivi con cui venivano armati i velivoli senza pilota.

Colpiti ‘solo i Cattivi’

La disponibilità di Konashenkov viene spiegata un attimo dopo, quando il militare osserva che i bombardamenti aerei russi ad Idlib non hanno rappresentato un rischio per i civili. Ed ecco la formula dei preliminari di guerra oggi: i temuti devastanti «Effetti collaterali» sui civili nell’ormai imminente attacco governativo siriano alla formazioni qaediste e jihadiste rifugiate ad Idlib.
La partita umanitaria sollevata due giorni da Trump, con forti sospetti di strumentalità. Il ministero degli Esteri russo ha detto che l’operazione Idlib diventerà chiara -ne sapremo qualcosa in più- dopo il vertice di Russia, Iran e Turchia di domani a Teheran.
Vladimir Putin, Recep Tayyip Erdogan e Hasan Rouhani -precisa il Cremlino- «presteranno molta attenzione alla situazione di Idlib». Inoltre -e qui arriva l’avvertimento- «i capi di Stato discuteranno la situazione relativa ai false flag in preparazione da parte dei ribelli con armi chimiche per incolpare Damasco».

‘False flag’, chi gioca più sporco

Mossa e contromossa, questa volta sulle pagine inattese di Internazionale dove, Noor Nahas, firma di Bellingcat, nel Regno Unito, accusa Mosca di mettere le mani avanti con le bombe al cloro nella mani dei ribelli. Categorico, Noor Nahas accusa Rt tv (già Russia today), le ambasciate e la rete dei mezzi d’informazione vicine a Mosca di fare depistaggio e propaganda.
Operazioni ‘sotto falsa bandiera’ da parte di Hayat tahrir al Sham e Difesa civile siriana (i Caschi bianchi), per incolpare Mosca o Damasco.
Per il giornalista britannico il depistaggio russo sarebbero svelato dai sospetti sui diffusori delle notizie. Che è criterio che vale con le stesse buone ragioni anche all’incontrario. Tentativo di spiegazione su chi avrebbe interesse all’uso di un’arma in grado di fare poche vittime ma di sollevare un enorme polverone, col possibile lancio di centinaia di missili ‘riparatori’. «Ma dopo sette anni di guerra civile e nessun accenno di un intervento militare del genere», che non è una grande osservazione.

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