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mercoledì 16 Ottobre 2019

Confini e Balcani, chi tocca muore in guerra

Rischio di incendio per i Balcani scrive la Frankfurter Allgemeine.
-La Serbia e il Kosovo parlano di uno scambio territoriale: quali conseguenze avrebbe sul resto dei Balcani?
-E rispunta lo svedese Carl Bildt

Il balcanico svedese

Confini e Balcani. Michael Martens, firma della Frankfurter Allgemeine Zeitung (gazzetta), ironizza: «ci sono alcuni politici europei che conoscono davvero l’Europa del sud-est e che devono guardare la mappa per distinguere la Slovenia dalla Slavonia». Pochi in realtà, diciamo noi. Tra questi c’è l’ex primo ministro svedese e ministro degli Esteri Carl Bildt. È stato l’inviato speciale dell’UE per l’ex Jugoslavia, ha coordinato come vice presidente i negoziati di pace Bosnia a Dayton, ed è stato il primo “alto rappresentante della comunità internazionale” nelle davastazioni dalla guerra in Bosnia-Erzegovina. In questi giorni, Bildt, che era anche inviato speciale dei Balcani dell’allora segretario generale delle Nazioni Unite, Kofi Annan, ha parlato nuovamente.

Carl Bildt

Ancora Serbia Kosovo

Un suo articolo sul “Washington Post”, in cui parla dei piani da parte del presidente della Serbia Aleksandar Vucic e il suo omologo kosovaro Hashim Thaci, che vogliono risolvere il conflitto tra i loro paesi attraverso il baratto di territori, come aveva anticipato Remocontro. (https://www.remocontro.it/2018/08/20/serbia-kosovo-dalle-bombe-1999-ancora-questione-aperta/) Il sud della Serbia (Precevo, Bujanovac), abitata in stragrande maggioranza da albanesi, contro il nord del Kosovo (Kosovska Mitrovica), abitata quasi esclusivamente da serbi. Scambio di confini e popolazioni. L’idea che la stabilità passi per dei Balcani mono etnici. Ma attenti, avverte lo svedese balcanizzato, questa è un’illusione, anzi, il prologo di altre guerre. Solo per balcanici: “Se Presevo può essere parte del Kosovo, allora perché non Tetovo, in Macedonia, o Banja Luka in Bosnia, o Mostar per la Croazia”, e via ridisegnando mappe e scatenando guerre.

Quando Milosevic..

Effetto domino causato dai cambiamenti di confine, già cavallo di battaglia serbo dai tempi di Milosevic. Ad avvertire che il Kosovo indipendente avrebbe scatenato il malcontento in tutti i Balcani, serbi e croati di Bosnia o gli albanesi di Macedonia. Per fortuna niente di tutto questo è successo. Perché dovrebbe accadere ora? Bildt: «L’indipendenza del Kosovo era avvenuta all’interno dei confini che erano stati tracciati in Jugoslavia. L’UE ha riconosciuto i nuovi Stati nel crollo della Jugoslavia solo lungo i confini esistenti all’interno della Jugoslavia». Ostaggi della storia come protesta il kosovaro Thaci? «In Europa siamo tutti gli ostaggi dei confini fissati dalla storia», ma sollecita Bildt, anche Washington deve ragionare seriamente su questo problema.

Giostra Trump

Governi americani contro cambiamenti alle frontiere nei Balcani dopo il 1999. Con Trump, Bildt parla di “cambiamenti tettonici” nella politica americana. Anche se, “le conseguenze delle sue politiche saranno lasciate all’Europa”. Il commissario europeo per l’allargamento Johannes Hahn, ha descritto i piani di Vucic e Thaçi come una soluzione puramente “bilaterale”. Lo svedese dubita: «Non è realistico credere che le conseguenze di tale scambio territoriale possano essere isolate. Il fatto che Washington e in parte l’Unione Europea approvino questa soluzione o non vi si oppongano è un incoraggiamento per tutti i politici della regione che sognano di creare stati mono-etnici». Divieto Onu e Osce a concludere accordi simili oltre Serbia e Kosovo? «Abbiamo visto molte dichiarazioni di pace nei Balcani e le guerre non sono scoppiate a causa della mancanza di tali dichiarazioni», la pessimistica conclusione del balcanico svedese.

 

AVEVAMO DETTO

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