• 19 Febbraio 2020

Siria, falso attacco chimico per altri missili Usa, accusa Mosca

Hayat Tahrir al-Sham
con aiuti anche britannici

Siria, falso attacco chimico per altri missili Usa. L’accusa è netta, senza difficoltà di ‘interpretazione’, mittente e destinatario altrettanto chiari. Il Cremlino accusa gli Stati Uniti, attraverso milizie locali armate e finanziate, di preparare un “falso attacco chimico” in Siria per giustificare un nuovo bombardamento contro le forze governative di Damasco. A dar voce all’accusa di Mosca, il generale Igor Konashenkov, per conto del ministero della Difesa russo.
Il vice ministro degli Esteri russo Sergei Ryabkov: «Riteniamo che Jabhat al-Nusra, che ora si autodefinisce Hayat Tahrir al-Sham, stia per mettere in scena una provocazione molto grave nell’area Idlib utilizzando sostanze chimiche al cloro, come già fatto in precedenza», ha detto Ryabkov.
Il ministero della Difesa russo ha inoltre affermato che un gruppo di jihadisti, addestrati alla manipolazione di armi chimiche dai contractors della Private Military Company britannica ‘Olive Group’, da un paio d’anni fusa col gruppo statunitense Constellis, è già presente a Jisr al-Shughur, nella ‘sacca di Idlib’.

Private Military Company
e la britannica ‘Olive Group’

Secondo Mosca i miliziani di Jabhat al-Nusra/Hayat Tahrir al-Sham, «metteranno in scena la decontaminazione delle vittime di un attacco di armi chimiche. L’attuazione di questa provocazione, condotta con l’assistenza dei servizi segreti britannici, è intesa come l’ultimo pretesto per gli Stati Uniti, la Gran Bretagna e la Francia per scatenare un attacco missilistico contro le strutture statali ed economiche in Siria», accusa il generale Konashenkov.
Sospetti apparentemente motivati, stando ai dettagli di Analisi Difesa. Il cacciatorpediniere lanciamissili della Us Navy, Ross, armato con missili da crociera Tomahawk, è entrato nel Mediterraneo il 25 agosto, mentre nel Golfo Persico il cacciatorpediniere The Sullivans, sarebbe pronto per lanci missilistici analoghi.
In aggiunta, secondo Mosca, sulla base qatarina di al-Udeid sono stati nuovamente schierati i bombardieri B-1B Lacer, anch’essi impiegati nell’attacco missilistico dell’aprile scorso contro supposti “obiettivi legati alla produzione di armi chimiche” in Siria.

Escalation e contomisure
Mosca schiera gli S-400

La Russia ha rafforzato la flotta al largo delle coste della Siria -8 navi e 2 sottomarini, riporta il quotidiano russo Kommersant, citando una fonte “nell’ amministrazione militare”. Il 25 agosto le fregate della Flotta del Mar Nero, ‘Ammiraglio Grigorovich’ e ‘Ammiraglio Essen’, sono state inviate nel Mediterraneo. Entrambe le navi sono armate con missili da crociera Kalibr-Nk.
Tra i dettagli militari, Inoltre, dopo il precedente attacco della coalizione a guida Usa il 14 aprile, la Russia ha trasferito in Siria batterie del sistema missilistico antiaereo Tor-M2, gli S-400 schierati a difesa della base russa di Latakia.
Altro ‘segnale’, questa volta politico, l’esternazione del Consigliere per la sicurezza nazionale americano, l’ultra falco John Bolton: «Se il regime siriano utilizzerà armi chimiche, risponderemo molto energicamente». O maghi, o molto bene informati da ambedue le parti.

Idlib, ultima sacca
dei ribelli jihadisti

«Vigilia dell’offensiva per riconquistare Idlib, ultima sacca di resistenza dei ribelli jihadisti sostenuti direttamente o indirettamente in questi anni dall’Occidente, da Israele e dalla Turchia», sempre da AD. Milizie ribelli (incluse quelle filo turche) e i jihadisti dell’ex Fronte al-Nusra, controllano ancora il 7,35% del territorio, e Stato Islamico solo l’1,5%.
Le forze armate di Mosca in trattative con alcuni leader di gruppi armati nella provincia di Idlib per una soluzione senza spargimento di sangue, come già avvenuto il parte nella Ghouta orientale e nella provincia meridionale di Deraa, sostiene l’agenzia di stampa russa Ria.
Infine, il ‘Mostro chimico’ da svelare. Rapporto dell’Organizzazione sulle armi chimiche, nessuna prova di gas nervino a Douma che motivò gli oltre cento missili, anglo-franco-americani. In quell’area potrebbe essere stato impiegato cloro che però non è arma chimica ma un prodotto chimico nocivo potenzialmente letale ad elevate concentrazioni, impiegato nel conflitto siriano da diverse milizie oltre che dalle truppe regolari.

Sospetti russi motivati
o allarmismo utile?

Anche Macron che mette la mani avanti sull’uso di armi chimiche in una guerra di fatto già vinta. Il Presidente francese ha avvertito che la Francia risponderà militarmente a eventuali attacchi chimici condotti dal regime a Idlib. Tutti ispirati assieme? Avvertimenti in questo senso sono arrivati anche dalla Gran Bretagna. Sempre Macron aveva definito “allarmante” la situazione in Siria, dove il regime di Damasco “minaccia di provocare una crisi umanitaria a Idlib”.
Sospetto contrario: dietro il pretesto chimico si cela la volontà delle potenze occidentali di ostacolare l’intesa tra Russia, Turchia e Iran che stanno definendo ruoli e aree d’influenza prim dell’attacco governativo siriano a Idlib. I tempi dell’offensiva siriana non sono chiari ma probabilmente occorrerà attendere il vertice tra Iran, Russia e Turchia il 7 settembre a Teheran.
Ankara e l’Onu temono tra l’altro che l’offensiva su Idlib possa causare la fuga forzata di circa 700mila civili verso i confini turchi.

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