giovedì 23 maggio 2019

Diciotti 4°giorno, crisi con l’Europa, a chi è utile?

L’Europa presa a spintonate non ci sta, e gli amici politici di Salvini ripetono, sui migranti cose vostre.
-Sulla nave Diciotti i profughi rifiutano il cibo per protesta: «Ora vogliamo scendere»
-Fronte giudiziario. Capi di imputazione e competenza tra Agrigento e Catania.
-L’ipotesi di un piano per creare lo scontro.

Braccio di ferro a rompere

Diciotti 4°giorno, crisi con l’Europa, a chi è utile? A cosa e a chi serve questa crisi inventata sui migranti, di fronte ai tanti problemi da risolvere che ha di fronte l’Italia? Distrazione di massa? Elezioni europee di primavera? O come accusa l’alleata di governo e senatrice 5S Paola Nugnes: «Nessuna crisi migranti, Salvini provoca per arrivare alla premiership». Certo è che i comportamenti governativi, salvo reati, sono all’isteria. Salvini Uber Alles, Di Maio che minaccia di uscire dall’Europa per non uscire dal governo lui, Conte che obbedisce e ripete, e il povero ex ambasciatore Moavero che prova a convincere Bruxelles che si tratta solo di intemperanze di giovanotti.

Europa

Il briefing tra gli sherpa al dipartimento esteri di Bruxelles, spacciato per vertice soltanto qui in Italia, è stato un flop. Così la nave della guardia costiera rimane ormeggiata nel porto di Catania, con i 150 migranti costretti a restare a bordo in condizioni sempre più difficili. Lo scontro verbale con Bruxelles, che da parte sua mostra indifferenza alle minacce che arrivano da Roma, come quella di Luigi Di Maio sul blocco dei 20 miliardi di contributi italiani all’Ue, ridimensionata poi dal collega degli esteri Enzo Moavero. Perché dopo Trump, anche in Italia la politica si fa ormai a colpi di Twuett: una sparata e vai.

Nave Diciotti

Nave prigione Diciotti. Per protesta, ieri, in 120 hanno cominciato lo sciopero della fame chiedendo di poter scendere. Ad assisterli i ‘co-prigionieri’ dell’equipaggio, 54 marinai agli ordini del comandante Massimo Kothmeir. L’equipaggio ha sistemato sul ponte un grande tendone verde per permettere ai migranti di ripararsi dal sole e dalla pioggia, perché gli spazi sotto coperta non bastano per tutti. Sulla plancia, cartoni e indumenti formando giacigli per la notte. Con l’arrivo della pioggia però le condizioni sono molto peggiorate. Ai politici, che anche ieri sono saliti sulla Diciotti, racconti di orrore sopratutto dalle donne.

Magistratura

Il capo della Procura di Agrigento, Luigi Patronaggio, si trova a Roma per sentire i funzionari del Viminale che si sono occupati della vicenda. Da definire, le eventuali ipotesi di reato ma sopratutto la competenza a indagare. Se il divieto di sbarco da parte del Viminale è stato disposto quando la Diciotti era a Lampedusa, la competente sarebbe della procura di Agrigento. Se il divieto è scattato quando la nave era nelle acque della città etnea, a indagare sarebbe la procura di Catania. Con atteggiamenti giudiziari potenzialmente molto diversi. Se la responsabilità riguardasse esponenti del governo, l’inchiesta dovrebbe essere trasmessa al tribunale dei ministri di Palermo.

Serioso ‘Avvenire’

Il quotidiano della Cei, la conferenza episcopale italiana, non è foglio scandalistico. E i suoi sospetti sono da tenere in conto. L’ipotesi dell’esistenza di un piano per creare lo scontro, mettere tutti contro tutti. Trasbordi, omissioni, dirottamenti e «ordini» via web, gli elementi di sospetto. Ordini via radio. E omissioni. Da una parte l’indicazione del ministro Toninelli e poco dopo la posizione del Viminale, appresa via web dal comandante. Via social network, per la precisione. Una situazione senza precedenti per dei militari abituati a ricevere e impartire ordini inequivocabili. E per andare dove? Navigazione tortuosa a scansare quali scogli?

Perché Diciotti?

Mercoledì della scorsa settimana, un’imbarcazione con 190 persone in fuga dalla Libia si trovava in zona di ricerca e soccorso maltese. Alle 3.40 due unità della Guardia Costiera italiana sono intervenute a 17 miglia nautiche da Lampedusa caricando i migranti. Circa cinque ore dopo, alle 8.20, è intervenuta la nave Diciotti a cui era stato chiesto di trasbordare tutti i 177 naufraghi. Le due motovedette, come accaduto per anni, avrebbero potuto dirigersi verso Lampedusa in condizioni di sicurezza, invece è arrivato l’ordine di trasferire i migranti sulla ‘nave ammiraglia’ della Guardia costiera, in grado di ospitare un cospicuo numero di persone per un lungo periodo di tempo.

Navigazione tra Procure

Non è l’unica anomalia. Quando Diciotti si trovava nei pressi di Lampedusa (sotto la giurisdizione della procura di Agrigento) i magistrati hanno aperto un’inchiesta, ma a questo punto l’unità di soccorso viene dirottata su Catania, oltrepassando porti come Pozzallo e Augusta, su cui hanno competenza le procure di Ragusa e Siracusa, che già in passato hanno bocciato la linea del procuratore catanese Zuccaro. A guastare tutto, Luigi Patronaggio, procuratore capo di Agrigento, che va a Catania per un’ispezione a bordo della Diciotti. Ipotesi di sequestro di persona, continuità territoriale, competenza investigativa alla procura che per prima ha aperto il fascicolo.

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