mercoledì 14 novembre 2018

Fascisti e Casa Bianca, un anno dopo Charlottesville

A un anno da Charlottesville, fascisti e antifascisti si affrontano davanti alla Casa Bianca.
Tafferugli con la polizia. Un arresto dopo cortei
Questa volta Trump in vigilia elettorale condanna il razzismo

Fascismo export

Fascisti e Casa Bianca, Charlottesville un anno dopo. Il presidente degli Stati Uniti, in quasi vigilia di rischiose elezioni di metà mandato fa le dichiarazioni che un anno fa -Charlottesville, violenza suprematista dei fascisti Usa- si ‘era dimenticato’ di fare. Donald Trump ora condannando tutte le forme di razzismo e lancia un appello all’unità. Un cambiamento radicale rispetto ad un anno fa quando ai violenti scontri nella città della Virginia, in cui rimase vittima una donna, rispose che andavano “biasimate entrambe le parti” e che a sfilare nel corteo di ultra-destra c’erano persone per bene. Ci vollero giorni, pressioni, polemiche e qualche tensione anche tra i suo stretti collaboratori, la ‘West Wing’ (Tutti gli uomini del Presidente), prima che aggiustasse il tiro. Oggi Trump vira di 180 gradi e anticipa il corteo dell’ultradestra ‘Unite the right 2’, una bella squadra di razzisti nazi fascisti.

Heather Heyer

Le autorità locali non hanno concesso quest’anno il permesso di sfilare al corteo di destra, ma la tensione è alta e non sono esclusi altri tipi di eventi commemorativi dell’anniversario. Compresa una partecipata veglia per ricordare Heather Heyer, la 32enne che rimase uccisa il 12 agosto dello scorso anno quando, un’auto fu deliberatamente lanciata contro la folla nel centro di Charlottesville gremito di manifestanti che contestavano il corteo di ultra-destra. Una ventina di persone rimasero ferite nell’attacco per il quale è stato condannato un 21enne dell’Ohio giunto in città per partecipare alla manifestazione con un gruppo di suprematisti bianchi. Anniversario vietato in Virginia, luce verde a Washington al corteo ‘Unite the right 2’ e alle contromanifestazioni. Assente il presidente contro sui erano rivolti molti degli slogan degli antifascisti, la Answer Coalition. Trump si trova nel suo Golf Club di Bedminster in New Jersey.

Manipolo

All’atteso raduno dei suprematisti poche decine di partecipanti. Migliaia invece ai contro cortei. Ma l’estrema destra è sdoganata e in autunno correrà al Congresso. Washington, dove Jason Kessler, la mente di quel «Unite the right rally», ha deciso di far confluire i suoi sostenitori dopo che gli sono stati negati i permessi per un macabro bis «sul posto». È stato un anno difficile per l’estrema destra, scrive sul Corriere della sera Marilisa Palumbo: le sue tante sigle si sono divise, scontrate, rimescolate. Molti dei leader sono spariti dalla scena, Richard Spencer, il «padre» della ‘alt+right’, ha dovuto cancellare il suo tour nei campus e di lui quasi non si sente più parlare. «Per molti attivisti Charlottesville era il debutto in una manifestazione pubblica, non erano preparati a tanta attenzione e si sono ritirati online», spiega Vegas Tenold, autore di Everything You Love Will Burn: Inside the Rebirth of White Nationalism in America. Del resto, spiega, «È quella la loro sottocultura: questa nuova ondata di suprematisti è nata su Reddit, 4chan, Twitter».

Alt+Right

Questo non significa che non siano ancora un movimento influente, anzi. Per la prima volta si vedono candidati politici che espongono liberamente questo tipo di posizioni di estrema destra. Come Arthur Jones, che considera l’Olocausto «la bugia più grande e la più nera della Storia» e che corre per i repubblicani in un distretto solidamente democratico dell’Illinois. O come Paul Nehlen, un leader della alt+right che domani parteciperà alle primarie Gop in Wisconsin, nel seggio lasciato libero dal ritiro dello speaker della Camera Paul Ryan. O come Rick Tyler, in corsa per il Congresso in Tennessee: ha realizzato dei cartelloni pubblicitari con la scritta «Make America White Again». Tyler è un grande sostenitore di Trump, sul suo sito una bandiera confederata sventola sulla Casa Bianca. In Virginia il candidato repubblicano al Senato è Corey Stewart, uno che in passato si è fatto vedere in compagnia di Kessler. Parte della continua esplorazione del razzismo da parte del partito repubblicano».

I confederati di Donald

Sempre dal Corsera Marilisa Palumbo: «Il regista Spike Lee, che ha voluto far uscire il suo film sul Ku Klux Klan proprio nell’anniversario di Charlottesville, dice che Donald Trump è un megafono per razzisti e nazionalisti. Tenold elabora: «Io credo che Trump abbia visto una opportunità nella rabbia e nel razzismo, e abbia deciso di sfruttare le divisioni razziali in questo Paese. La sua elezione è diventata la prova che l’America è pronta a votare dividendosi per razza e genere, e questo ha incoraggiato questo tipo di candidati». Alla vigilia del raduno il presidente ha twittato contro «ogni tipo di razzismo e atto di violenza». Non abbastanza per i suoi critici, che hanno sentito l’eco dell’equivalenza tracciata l’anno scorso quando condannò «entrambi i gruppi». Una uscita considerata anche dai sostenitori il momento più basso della sua presidenza. La first daughter Ivanka non ha lasciato spazio ad alcuna ambiguità: «Gli americani hanno la benedizione di vivere in una nazione che protegge la libertà di parola e la diversità di opinioni, non c’è posto per il suprematismo bianco, il razzismo e il neonazismo nel nostro grande Paese».

 

UN ANNO FA AVEVAMO DETTO

Suprematisti bianchi, nazisti Usa

 

 

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