Donald Trump prepara le Guerre Stellari. Il presidente americano vuole il predominio Usa nello spazio, per non perdere la sfida con Russia e Cina in quello che è considerato “il campo di battaglia del futuro”. Una ‘Space Force’, una vera e propria armata spaziale che diventi la sesta branca delle forze armate statunitensi, accanto ad esercito (Army), marina militare (Navy), aeronautica (Air Force), al corpo dei Marine e alla Guardia costiera. Un piano ambizioso a cui – ha annunciato il vice presidente Mike Pence – sta lavorando il Pentagono e che dovrebbe vedere la luce entro il 2020. Congresso permettendo. E sì, perché per creare la prima nuova forza armata indipendente dal 1947 serve l’approvazione delle due camere parlamentari. E sono molti gli scettici anche nell’amministrazione.
«Space Force all the way!», la cronaca del serioso Corriere della Sera, su un Trump, ‘entusiasta come un bambino davanti all’astronave dei sogni’. Sulla maturità politica di Trump, del resto, le perplessità nel mondo sono diffuse. Con qualche problema di credibilità complessiva verso le minacciose elezioni di metà mandato. Le sue reali volontà politiche nei confronti della Russia, e le mosse incerte sulla denuclearizzazione della Corea del Nord concordata a parole a Singapore, per citare gli show presidenziali più recenti. Ed ecco che il presidente venditore di immobili, prova a ad offrire alla sua base orgogliosamente americana con un nuovo progetto «visionario» di politica estera. Un’idea da film, forse troppo da cinema e da spot elettorale, tanto da creare anche per questo forti perplessità in molti.
E il fatto che l’idea, sia stata lanciata ufficialmente dal vicepresidente Mike Pence, non rassicura sulla sua serietà reale. Promozione elettorale per la «sesta armata» dell’esercito a stelle e strisce, una branca militare tutta rivolta verso futuribili conflitti nello Spazio. Le parole usate dal modestissimo vice, non rassicurano certo. «É giunto il tempo di prepararci al prossimo campo di battaglia nel quale il migliori e i più coraggiosi tra gli americani saranno chiamati a prevenire e sconfiggere una nuova generazione di minacce alla nostra nazione», ha annunciato enfatico Pence. Una vera e propria chiamata alle armi del futuro che evoca toni da Guerra Fredda, nei giorni in cui è tornata a salire la temperatura nei rapporti con Mosca, o sul fronte commerciale con la Cina di Xi Jinping.
Il progetto cui lavorerà il Pentagono, disse Pence, dovrà essere pronto entro il 2020. Proprio l’anno, guarda caso, in cui cadranno le prossime elezioni presidenziali, cui Trump ha già iniziato a rivolgere il pensiero. E a confermare il gusto «elettorale» della proposta è spuntato sui canali della campagna Trump 2020 un sondaggio aperto tra i sostenitori sul futuro logo da attribuire alla Space Force. Spazio alla fantasia patriottico-cinematografica dei fan più o meno scatenati di Trump, e anche quella dei più visionari, con uno dei loghi che allude esplicitamente a futuri scenari di guerra sul Pianeta Rosso: «Mars Awaits». Sull’effettiva fattibilità del piano, dubbi dell’America seria di fronte ad un investimento di 8 miliardi di dollari in sistemi di sicurezza spaziale nei prossimi cinque anni.
L’Air Force si occupa già delle capacità spaziali dell’esercito Usa e l’istituzione di una nuova armata duplicherebbe strutture e sforzi con guerre interne tra apparati. I Democratici da subito a mettere in ridicolo la «sparata» del duo Trump-Pence. «Forse, ma proprio forse, dovremmo prima assicurarci che le persone non muoiano per la mancanza di un’assicurazione sanitaria prima di iniziare a spendere miliardi per militarizzare lo Spazio», ha twittato corrosivo l’ex candidato alla Casa Bianca Bernie Sanders. Dubbi anche tra i Repubblicani, ma soltanto «off the records». «Nessun Repubblicano può dire a Trump che ha un’idea stupida -attacca il senatore democratico Brian Schatz (e riferisce Simone Disegni)- Pericoloso avere un leader che non può essere contraddetto nelle sue follie».